Monitoraggi Ambientali

DATI DEL MONITORAGGIO DELLA RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE NEL PARTICOLATO ATMOSFERICO TOTALE IN SOSPENSIONE
La misura del particolato atmosferico totale in sospensione è finalizzata al monitoraggio ed alla pronta individuazione della radioattività associata alla componente corpuscolare dispersa in aria.
Essa fornisce indicazioni sulle contaminazioni legate alla presenza in aria di radionuclidi dovuta alla ricaduta dagli strati più alti dell’atmosfera e alla risospensione in aria del suolo contaminato.

Concentrazione di attività alfa totale e beta totale nel particolato atmosferico totale in sospensione
anni 2015 – 2018
ionizzanti 1 ico

La misura della concentrazione di attività alfa totale e beta totale permette di quantificare il contributo di tutti i radionuclidi alfa emettitori e beta emettitori presenti nel particolato atmosferico. I livelli medi di concentrazione di attività nel periodo 2015-2018 sono risultati dell’ordine di 0,1 mBq/m3 per l’attività alfa totale e di 2 mBq/m3 per l’attività beta totale. Sui filtri di prelievo del particolato atmosferico vengono inoltre effettuate analisi di spettrometria gamma per la determinazione in particolare del Cs-137 e dell’I-131. I risultati di tali misure sono sempre risultati inferiori alla sensibilità analitica che è dell’ordine di 1 mBq/m3 sul filtri campionati settimanalmente.
DATI DEL MONITORAGGIO DELLA RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE NEL FALLOUT (DEPOSIZIONE TOTALE AL SUOLO)
La misura della deposizione totale è finalizzata al monitoraggio della frazione radioattiva di particolato che si deposita al suolo. La valutazione delle singole componenti, umide e secche, permette di discriminare l’entità veicolata da precipitazioni atmosferiche da quella depositata per ricaduta secca. La sua determinazione pur se non prevista nella raccomandazione 2000/473/Euratom della CE, contribuisce alla valutazione di rilasci accidentali in ambiente e alla conoscenza del trasferimento della radioattività depositata ai
vari comparti ambientali, come pure alla valutazione della dose efficace alla popolazione per inalazione e irraggiamento.

Concentrazione di attività di Cs-137 nel fallout (deposizione totale al suolo) anni 2015 – 2018
ionizzanti 2 ico

La suddetta matrice, ottenuta raccogliendo le ricadute atmosferiche umide (pioggia, neve) e secche (polvere risospesa) in apposita vasca, risulta essere un indicatore molto sensibile per il controllo della radioattività in aria. Nel periodo 2015-2018 i livelli di concentrazione di attività di Cs-137 sono risultati tutti inferiori alla sensibilità analitica che è pari a 0,02 Bq/m2.

DATI DEL MONITORAGGIO DELLA RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE NELLE ACQUE REFLUE E NEI FANGHI DEGLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE CIVILE
La misura di queste matrici fornisce informazioni sull’eventuale carico radioattivo introdotto in ambiente, che può avvenire sia a seguito dell’immissione nel corpo idrico recettore di acque reflue provenienti da impianti di depurazione civile (e/o industriale) sia dall’utilizzo in agricoltura dei fanghi depurati.

Concentrazione di attività di Cs-137 e I-131 nelle acque reflue e nei fanghi degli impianti di depurazione civile anni 2015-2017
ionizzanti 3 ico

Dai monitoraggi effettuati nel 2015 presso i principali impianti di depurazione civile della provincia di Macerata e nel 2017 presso i principali impianti di depurazione civile della provincia di Ancona risulta che per quanto riguarda le acque reflue depurate i livelli di concentrazione di attività di Cs-137 e I-131 sono risultati inferiori alla sensibilità analitica, mentre nei fanghi sono stati rilevati in alcuni campioni livelli superiori alla sensibilità analitica sia per il Cs-137, radionuclide presente nell’ambiente a causa della contaminazione radioattiva dovuta al fallout prodotto dall’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl nel 1986, sia per lo I-131 che viene utilizzato nella diagnostica e nella terapia dei tumori tiroidei. La presenza di quest’ultimo radionuclide è riconducibile ai trattamenti diagnostico/terapeutici con radioisotopi che vengono condotti su pazienti non degenti presso le strutture ospedaliere. Tali pazienti, dopo la cura, fanno ritorno al proprio domicilio immettendo i reflui organici direttamente nella rete fognaria.

DATI DEL MONITORAGGIO DELLA RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE NEGLI ALIMENTI
La misura della radioattività nella dieta ha lo scopo di consentire la determinazione della quantità di radionuclidi introdotti con l’alimentazione e quindi valutare la dose efficace da ingestione per la popolazione nel suo insieme.

Concentrazione di attività di Cs-137 negli alimenti Anni 2015 – 2018
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I livelli di concentrazione di attività di Cs-137 negli alimenti nel periodo 2015-2018 sono risultati tutti inferiori alla sensibilità analitica, tranne che in 3 campioni di frutta (castagne), in 14 campioni di funghi, alcuni dei quali di importazione ed in 14 campioni di carne di selvaggina (cinghiale). Comunque come è possibile vedere dalla tabella i valori massimi rilevati in questi campioni risultano inferiori al livello di riferimento di 600 Bq/kg, previsto dal Regolamento (CE) n. 733/2008 e s.m.i.

DATI DEL MONITORAGGIO DELLA RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE NELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO
La misura della radioattività nelle acque potabili è finalizzata alla valutazione della dose efficace alla popolazione da ingestione di radionuclidi.

Concentrazione di attività alfa totale,  beta totale e radon-222 nelle acque destinate al consumo umano anno 2018
ionizzanti 5 ico

A seguito della elaborazione nel 2018 da parte della Regione Marche del Programma di Controllo della radioattività nelle acque destinate al consumo umano, ai sensi del Decreto Lgs.vo n. 28/2016 e del Decreto del Ministro della Salute del 2 agosto 2017, sono iniziati i campionamenti per i controlli esterni sulla rete acquedottistica delle Marche da parte dell’ASUR Marche e l’effettuazione delle relative analisi radiometriche su questi campioni da parte dell’ARPAM. Tale programma di controllo ha previsto di mettere sotto controllo per 2 anni (2018-2019) 17 zone di fornitura delle reti di distribuzione idrica che servono una popolazione > 20000 abitanti, per un totale di 1.110.650 abitanti, coprendo in tal modo il 72% della popolazione marchigiana. I risultati delle misure effettuate nel corso dell’anno 2018 hanno dimostrato che per quanto riguarda la misura dell’attività alfa totale e della concentrazione di attività di radon-222 non c’è stato nessun superamento dei rispettivi livelli di screening e di parametro. Per quanto riguarda la misura dell’attività beta totale si sono avuti 4 superamenti dei livelli di screening che non sono stati riscontrati in misure supplementari effettuate successivamente.
Inoltre anche gli approfondimenti successivi effettuati con analisi di spettrometria gamma hanno evidenziato il non superamento del valore di parametro della dose indicativa di 0,1 mSv. Sulla base di questi approfondimenti effettuati da ARPAM si può ipotizzare che tali superamenti dei livelli di screening possano essere attribuiti ad interferenza del radon e dei suoi prodotti di decadimento

 

 

 

Letto 445 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Marzo 2020 06:58

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