22.05.2026 PROTOCOLLO ARPAM-GDF IL BILANCIO DEL PRIMO ANNO
Ad un anno dalla firma del Protocollo di intesa tra il Comando Regionale Marche della Guardia di Finanza e l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Marche il bilancio delle attività svolte restituisce un quadro di significativo successo operativo.
Le attività, poste in essere dal Reparto Operativo Aeronavale di Ancona sull’intero territorio marchigiano, in stretta collaborazione con i Comandi Provinciali del Corpo nonché con le A.S.T. marchigiane, il Genio Civile, l’Agenzia del Demanio, gli Ispettorati per il Lavoro ed i tecnici ARPAM, ha garantito un presidio qualificato e trasversale su tutto il territorio regionale con un consolidato modello virtuoso di collaborazione interistituzionale, fondato su sinergia e condivisione informativa.
Dal maggio del 2025 sono stati eseguiti 8 controlli, tutti conclusi con esito irregolare, a conferma dell’efficacia della fase prodromica agli interventi. Sono stati deferite alle Autorità Giudiziarie 9 persone tra rappresentanti di società e titolari di ditte individuali per reati ambientali nonché individuate violazioni inerenti a 14 abusi edilizi per un totale di 3160 mq.
Sequestrati, inoltre, più di 25.000 metri quadrati di aree in zone sottoposte a vincolo paesaggistico ovvero insistenti in demanio fluviale o in area connotata da elevato rischio idrogeologico e ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da materiali da demolizione, scarti di lavorazione e pneumatici gestiti in modo illecito, eccedenti le 2.900 tonnellate e di rifiuti speciali pericolosi, tra cui eternit, veicoli fuori uso non bonificati, amianto, bombole di gas e ossigeno, per oltre 2.600 tonnellate.
L’azione della Guardia di Finanza, come definita in seno al Protocollo con ARPAM e improntata a una visione trasversale e sistemica dei fenomeni illeciti, ha consentito di intercettare e reprimere ulteriori violazioni in diversi settori, testimoniando l’efficacia di un modello operativo capace di cogliere ogni profilo di illegalità connesso alla materia ambientale.
Sono state, infatti, constatate violazioni inerenti al recupero dei canoni demaniali dovuti e non versati, alla gestione dell’anagrafe e movimentazione degli animali, alla materia giuslavoristica nonché alle prescrizioni del Testo Unico Ambientale (Decreto Legislativo 152/2006) con particolare riferimento a scarichi di acque reflue, errata compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti e conferimento di rifiuti con gestione non autorizzata.
I risultati conseguiti testimoniano l’efficacia dell’azione congiunta nella tutela della legalità ambientale e nella salvaguardia delle risorse collettive e gettano le basi di un cammino condiviso e virtuoso che esprime un elevato valore sociale, rafforzando la fiducia dei cittadini e contribuendo, in modo concreto, alla tutela della salute dei cittadini, al presidio dell’ecosistema ambientale e paesaggistico e a difesa degli operatori economici onesti.
- Ultimo aggiornamento il .
- Visite: 58


