INDICATORE AMBIENTALE: SCARICHI IDRICI

 scarichi idrici

 

 

 

 INDICATORE    OBIETTIVO    DPSIR    STATO ATTUALE TREND  
 
SCARICHI IDRICI         
  Conoscere la localizzazione degli impianti di depurazione regionali, il numero degli impianti controllati dall’Agenzia, il numero di controlli non conformi    p
   stato positivo    trend miglioramento 

Legenda:

DPSIR:           |  D - Determinante  |  P - Pressione  |  S - Stato  |   I - Impatto  !  R - Risposta
Stato attuale:  | stato positivo  Positivo  |  stato intermedio incerto  Intermedio o incerto  |  stato negativo  Negativo
Trend:            | trend miglioramento  In miglioramento  |  trend stabile incerto  Stabile o incerto  | 
trend peggioramento In peggioramento
Sigle utilizzate: COP -> Capacità Organica di Progetto  |  AE -> Abitanti Equivalenti  | 
                       EGATO -> Enti di Governo degli Ambiti Territoriali Ottimali  (ex AATO ->Autorità di Ambito Territoriale Ottimale) |
                     

 
CARATTERISTICHE DELL'INDICATORE (METADATI)
 
Descrizione                 
    

L’indicatore fornisce il numero e la percentuale degli impianti di depurazione di acque reflue urbane regionali controllati da ARPAM nell’anno 2019, con COP ≥ 200 AE.
L’indicatore fornisce inoltre informazioni sulla conformità degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane regionali controllati rispetto ai requisiti previsti dalla normativa. ARPAM tra le sue attività effettua i controlli agli scarichi dei depuratori di acque reflue urbane per conto delle Autorità Competenti, secondo le indicazioni della normativa in termini di frequenze dei controlli e parametri da ricercare.

Definizioni

La potenzialità degli impianti di depurazione è riportata come Capacità Organica di Progetto (COP) che descrive la quantità organica che ogni impianto è potenzialmente in grado di trattare. L’unità di misura è l’Abitante Equivalente (AE), che è convenzionalmente definito come la quantità di carico inquinante biodegradabile prodotto ed immesso in fognatura da un abitante stabilmente residente nel centro urbano nell'arco della giornata.

Riferimento normativo

La Direttiva 91/271/CEE riguardante la raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque reflue urbane, nonché il trattamento e lo scarico delle acque reflue originate da taluni settori industriali, è stata recepita dalla normativa italiana con il D. Lgs. n. 152/2006. A livello regionale la disciplina è regolamentata dalle Norme Tecniche di Attuazione, inserite nel Piano di Tutela delle Acque 2010 (delibera DACR n.145 del 26/01/2010). Il D. Lgs. n. 152/2006 fissa, alla tabella 1 dell’Allegato 5, parte terza, i limiti di emissione per le acque reflue urbane, distinti per potenzialità d’impianto, espressi sia in percentuale di riduzione che in concentrazione. Nel caso di scarichi in aree sensibili deve essere applicata anche la tabella 2 dell’Allegato 5. Per gli impianti di capacità inferiore a 2000 AE i limiti di riferimento sono quelli indicati alla tabella 3 dell’Allegato 5. Nel caso di impianti di depurazione che convogliano scarichi di acque reflue industriali, devono essere anche rispettati i valori limite della tabella 3 dell’Allegato 5, per quei parametri riconducibili agli scarichi industriali. Il D. Lgs. n. 152/2006, sempre nell’Allegato 5, riporta le frequenze con cui si devono effettuare i controlli sugli scarichi di acque reflue urbane da parte dell’Autorità Competente e gli autocontrolli da parte dell’Ente gestore.

Obiettivi normativi La normativa di settore persegue i seguenti ambiziosi obiettivi: prevenire e ridurre l'inquinamento delle acque ed attuare il risanamento dei corpi idrici inquinanti; - conseguire il miglioramento dello stato delle acque e la protezione di quelle destinate a particolari usi; - mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici nonché la loro capacità di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate; - concorrere a perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili.
Fonte dati ARPA Marche
Unità di misura Numero, percentuale, abitante equivalente
Unità elementare di rilevazione Punto di scarico
Livello_minimo_geografico                
Provincia
Copertura geografica  Regione Marche
Periodicità rilevamento indicatore
Quindicinale/mensile/annuale
Copertura temporale  2013 - 2019
Ultimo aggiornamento indicatore Dicembre 2020
Prossimo aggiornamento indicatore Ottobre 2021

MAPPA CATASTO DEGLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE REGIONALI CON POTENZIALITÀ ≥ 200 A.E.
 
Gli impianti di depurazione sono sistemi specificamente destinati al trattamento delle acque reflue, cioè al processo che porta alla decontaminazione delle acque provenienti da scarichi civili ed industriali. La depurazione delle acque reflue è un processo che si compone di diverse fasi, con l’obiettivo di eliminare i contaminanti inorganici e organici presenti nelle stesse. Gli impianti di depurazione vengono solitamente gestiti da aziende pubbliche o private che hanno come compito quello di garantirne il corretto funzionamento.
Le attribuzioni relative all’organizzazione del servizio idrico integrato, alla scelta della forma di gestione, alla determinazione e alla modulazione delle tariffe all'utenza, all’affidamento della gestione e al relativo controllo, sono in capo agli Enti di Governo degli Ambiti Territoriali Ottimali (EGATO) individuati dalla legislazione regionale. Di seguito è riportata la mappa degli impianti di depurazione con potenzialità ≥ 200 AE presenti sul territorio regionale, con la ripartizione per Provincia e per fascia di potenzialità, di cui è possibile effettuare il download.
 

depuratori

Depuratori nella regione Marche (clicca per ingrandire)

    

depuratori1

Mappa interattiva degli impianti di depurazione regionali
con potenzialità ≥ 200 AE
controllati dall’ARPAM

 

ATTIVITÀ DELL’ARPAM E ANALISI DEI DATI SUI CONTROLLI ESEGUITI NELL’ANNO 2019
 

L’Agenzia tra le sue attività istituzionali effettua i controlli agli scarichi dei depuratori di acque reflue urbane per conto delle Autorità Competenti, secondo le indicazioni della normativa in termini di frequenze dei controlli e parametri da ricercare. In particolare ARPAM valuta la conformità degli impianti di depurazione rispetto ai limiti imposti dalla legge ed a questo scopo i tecnici dell’Agenzia effettuano dei sopralluoghi presso gli impianti, durante i quali prelevano campioni delle acque in uscita, per verificare il corretto funzionamento delle varie fasi del processo di depurazione. Nell’anno 2019 l’Agenzia ha effettuato controlli su un totale di 277 impianti di depurazione, corrispondenti al 86% degli impianti presenti sul territorio regionale con COP ≥ 200 AE, per un totale di 944 controlli. I grafici seguenti illustrano i dati relativi ai controlli condotti da ARPAM nell’anno 2019. In particolare sono evidenziati il numero di impianti di depurazione controllati, suddivisi per categorie di potenzialità, ed il numero di non conformità rilevate dalle analisi condotte sui campioni prelevati. Nell’anno 2019 tutti gli impianti di potenzialità ≥2000 AE sono stati controllati. Gli impianti di capacità inferiore vengono controllati con frequenze più basse e diverse a seconda degli accordi presi dall’Agenzia con le Autorità Competenti.

 % impianti controllati per fascia di potenzialità (COP) - anno 2019

 

 

I controlli sugli impianti di depurazione risultati non conformi nell’anno 2019 si riferiscono ad una percentuale molto bassa rispetto a quelli complessivamente effettuati (2-3%). Non si rilevano sostanziali differenze per le diverse categorie di potenzialità.

% controlli non conformi per fascia di potenzialità (COP) - anno 2019
 
 
 
   

 

ANDAMENTO TEMPORALE (TREND)
 
Analizzando il trend temporale dal 2013 al 2019, le percentuali di impianti controllati si mantengono pressoché costanti. Si osserva un aumento dei controlli effettuati da ARPAM sugli impianti con COP ≥ 2000 AE, che si assesta negli ultimi 3 anni sul 100% degli impianti. La percentuale oscilla tra il 69% ed il 100% sugli impianti con potenzialità < 2000AE.
 
% annuale di impianti sottoposti a controllo per potenzialità (2013 - 2019)
 
 

Analizzando il trend temporale dal 2013 al 2019, i controlli risultati non conformi si riferiscono ad una percentuale molto bassa rispetto al numero dei controlli complessivamente effettuati. Non si rilevano sostanziali differenze tra le diverse tipologie di impianti, né si evincono sostanziali differenze nel corso degli anni, seppur evidenziando un trend leggermente positivo.

andamento % controlli non conformi
 

 


 

  • Ultimo aggiornamento il .
  • Visite: 207

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.