Epidemiologia ambientale (69)

Mercoledì, 14 Maggio 2014 11:03

Archivio 2008 - 2009

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2008 2009

Le esperienze e i documenti del Servizio e dell'Osservatorio pubblicati negli anni 2008-2009


INDICE

2009 | INQUINAMENTO ATMOSFERICO E ANGINA: UNO STUDIO SU ANCONA E PESARO
2009 |  STUDIO FALCONARA E COMUNI LIMITROFI: IL RAPPORTO FINALE
2008 | AGGIORNATA A TUTTO L'ANNO 2007 LA RELAZIONE SULLE ATTIVITA' DEL SEA
2008 | RICOVERI OSPEDALIERI PER ASMA: UN FOCUS SUI BAMBINI DI FALCONARA
2008 | IL TREND DEGLI EVENTI SANITARI IN REGIONE NELLA NUOVA EDIZIONE DEGLI ATLANTI
2008 | FALCONARA MARITTIMA E COMUNI LIMITROFI: PRESENTATE LE PRIME CONCLUSIONI
2008 | FIORITURA ALGALE DI OSTREOPSIS OVATA. NO ALLA BALNEAZIONE
2008 | IL SEA VALUTA I DATI SULL'ECCESSO DI MORTALITA'

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INQUINAMENTO ATMOSFERICO E ANGINA: UNO STUDIO SU ANCONA E PESARO
[anno 2009] Gli inquinanti atmosferici sono un fattore determinate per gli eventi vascolari ischemici. Le sindromi anginose nel loro complesso, anche se con diversa etiopatogenesi e prognosi, sono fortemente interessate dalle polveri sottili disperse nell'aria. Il presente studio, utilizzando la metodologia case-crossover, mette in rilevo l'associazione significativa dei ricoveri ospedalieri per angina ed i livelli di PM10 nelle città di Ancona e Pesaro.

Numerosi studi epidemiologici e sperimentali hanno dimostrato l’associazione tra l’esposizione agli inquinanti atmosferici e la comparsa di effetti negativi sulla salute. L’apparato cardiovascolare è interessato con comparsa di segni di infiammazione sistemica e con effetti sulla contrattilità arteriosa, sulla genesi di trombi, sulla generazione e stabilità delle placche arteriosclerotiche e sulla comparsa di disturbi del ritmo cardiaco.
Con un approccio epidemiologico di tipo “case-crossover” è stato valutato tra i residenti delle due maggiori città delle Marche l’incremento del rischio di ricovero ospedaliero per la diagnosi principale “angina pectoris” (ICD IX: 413) nei giorni con maggiore presenza di particolato fine (PM10) nell’aria.
Tale incremento percentuale del rischio è risultato pari al 7,0% (IC 95%, da 0,4 a 14,1), per aumenti del PM10 pari a 10 µg/m3 per esposizioni nel giorno dell’evento e al 6,6% (IC 95%, da -0,3 a 14,1) (IC 90%, da 0,4 a 12,5) per esposizioni nel giorno precedente l’evento. Analizzando i ricoverati per genere ed età, i maggiori incrementi sono stati a carico dei soggetti di ambo i sessi nella classe di età 15-64 anni per esposizioni il giorno prima del ricovero.

Leggi e scarica il documento: INQUINAMENTO ATMOSFERICO E RICOVERI OSPEDALIERI PER CARDIOPATIA ISCHEMICA (ANGINA): UN APPROCCIO CASE-CROSSOVER. ANCONA E PESARO 2004-2007 [pdf, 264 kb]


STUDIO FALCONARA E COMUNI LIMITROFI: IL RAPPORTO FINALE
[anno 2009] In data 2/02/09 è stato consegnato all'Assessore per la Tutela dell'Ambiente della Regione Marche, quale committente dello studio, il rapporto finale dello studio epidemiologico caso-controllo sulla mortalità per tumori del tessuto emolinfopoietico nella popolazione residente nei comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano. Lo studio condotto dall'ARPAM sotto la direzione dell'Unità (SC) di Epidemiologia Descrittiva e Programmazione Sanitaria della Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori” ha indagato sul rischio di morire per tali tumori tra la popolazione residente in prossimità della raffineria.

Il rapporto finale integra il rapporto preliminare aggiungendo i risultati di alcune analisi statistiche ed in particolare affinando l'indagine su alcuni sottogruppi di arruolati su cui erano disponibili informazioni sulla distanza delle residenze dalle linee elettriche ad alta tensione. Nel sottogruppo dei soggetti residenti continuativamente per almeno 10 anni nei tre comuni e con una attività comportante una maggiore permanenza nel domicilio (disoccupati/pensionati/casalinghe)  il rischio di morte per tumori del tessuto emolinfopoietico risulta associato alla prossimità della residenza alla raffineria con significatività statistica.

Leggi e scarica il documento: INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PRESSO LA POPOLAZIONE RESIDENTE A FALCONARA MARITTIMA E COMUNI LIMITROFI. RAPPORTO FINALE [pdf, 416 kb]


 

 AGGIORNAMENTO DELLE ATTIVITA' DEL SEA NEL PERIODO 2003-2007

[anno 2008] Su richiesta della direzione generale dell'Agenzia è stato effettuato l'aggiornamento della precedente relazione del 2003 "Ambiente e Salute nelle Marche - Attività ed esperienze  del Servizio di Epidemiologia Ambientale del Dipartimento Provinciale ARPAM di Ancona". Il documento curato dal Dott. Marco Baldini, particolarmente voluminoso e diviso in 14 sezioni tematiche, presenta - aggiornata a tutto il 2007 - la gran parte delle attività del SEA ed offre una survey sulle problematiche Ambiente e Salute che interessano il paese e la Regione Marche in particolare.

cop att 2003 2007Leggi e scarica i documenti (PDF): 

  1. AMBIENTE E SALUTE
  2. AMBIENTE E STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE MARCHIGIANA
  3. ATLANTI DI EPIDEMIOLOGIA AMBIENTALE DELLE MARCHE
  4. CAMBIAMENTI CLIMATICI
  5. RUMORE
  6. INQUINAMENTO INDOOR
  7. FUMO
  8. RADIAZIONI IONIZZANTI - IL RADON
  9. CAMPI ELETTROMAGNETICI
  10. SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA E FATTORI DI RISCHIO AMBIENTALI
  11. INQUINAMENTO ATMOSFERICO
  12. DISTRUTTORI ENDOCRINI AMBIENTALI
  13. PERCEZIONE DEL RISCHIO
  14. INDICATORI DI PRESSIONE AMBIENTALE NELLE MARCHE

RICOVERI OSPEDALIERI PER ASMA: UN FOCUS SUI BAMBINI DI FALCONARA

[anno 2008] Un fine degli "Atlanti di Epidemiologia Ambientale" è quello di permettere l'avvio di semplici sistemi di sorveglianza sullo stato di salute della popolazione. La segnalazione di allerta che si presenta mette in evidenza un eccesso di ricoveri ospedalieri per asma tra i bambini residenti nei comuni dell'area ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA) con epicentro il comune di Falconara Marittima.

Introduzione e obiettivi: Gli effetti dannosi sulla salute dell’inquinamento atmosferico sono ormai definitivamente provati. I bambini insieme agli anziani ed agli ammalati sono i soggetti più vulnerabili agli aggressori chimici presenti nell’aria contaminata. I principali sintomi nei bambini esposti ad alte concentrazioni di polveri fini e ozono sono i disturbi dell’apparato respiratorio ed in particolare l’aggravamento e lo scatenamento di crisi asmatiche. Data la preoccupante situazione della qualità dell’aria nell’area “AERCA” ed in assenza di dati più precisi si è indagata la situazione dei ricoveri ospedalieri per asma dei bambini residenti a Falconara Marittima.
Risultati. Nei comuni dell’AERCA ed in altri comuni marchigiani sono stati rilevati importanti eccessi di primi ricoveri di bambini per asma. Il trend negli ultimi anni, forse a seguito di una reale diminuzione dell’occorrenza delle crisi asmatiche o per il miglioramento delle tecniche diagnostiche e dei trattamenti terapeutici in grado di prevenire e affrontare più efficacemente gli attacchi gravi che richiedono il ricovero ospedaliero, sembra evidenziare una tendenziale riduzione.
Discussione. Questi risultati, pur non offrendo spiegazioni sul nesso causale, impongono conferme e approfondimenti ulteriori e comunque indirizzano verso politiche finalizzate al miglioramento della qualità dell’aria.

Leggi e scarica il documento: RICOVERI OSPEDALIERI PER ASMA DEI BAMBINI RESIDENTI NEL COMUNE DI FALCONARA MARITTIMA [pdf, 234 kb]

 

IL TREND DEGLI EVENTI SANITARI IN REGIONE NELLA NUOVA EDIZIONE DEGLI ATLANTI

[anno 2008] Nella sesta edizione 2008 degli Atlanti di Epidemiologia Ambientale è riportato l'aggiornamento dei trend di eventi sanitari mortalità e morbosità (ricoveri ospedalieri) dei principali gruppi di patologie associabili anche a cause ambientali. In questa segnalazione si riassumo i trend regionali ed alcune osservazioni sul passaggio dalla codifica ICD-IX a ICD-X nei dati di mortalità ISTAT 2003.

- Aggiornamento 2008 -
 (Estratto dagli "Atlanti Regionali di Epidemiologia Ambientale" v. 6 rev. 0 2008)

Introduzione e obiettivi: Si presentano i trend regionali di mortalità e di morbosità (primi ricoveri ospedalieri per causa) con i dati aggiornati al 2003 per la mortalità e al 2007 per la morbosità. I trend calcolati con il software ""Joinpoint v. 3.3.1 aprile 2008" elaborato da Kim HJ, Fay MP, Feuer EJ, Midthune DN per il Natiotal Cancer Institute di Bethesda rappresentano le rette di regressione dei tassi standardizzati diretti degli eventi sanitari.
Sono descritti sinteticamente anche i numerosi limiti della procedura ai fini dell'interpretazione delle tavole presentate.
Risultati. In generale si rileva la prosecuzione della tendenza alla riduzione dei tassi standardizzati per tutte le cause e per tutti i tumori nella regione Marche per entrambi i due eventi indagati. Non tutte le patologie seguono tuttavia questa tendenza come ad esempio il tumore del pancreas, della pleura, i sarcomi dei tessuti molli, alcuni tumori del sistema emolinfopoietico, ed altre neoplasie. 
Discussione. Ogni evento necessita comunque di un esame più approfondito, cosa che può essere fatta utilizzando gli Atlanti di Epidemiologia Ambientale, e potrebbe essere di grande aiuto poter confrontare queste evidenze con i dati disponibili a livello nazionale derivati magari da archivi più rappresentativi ed esaustivi (es. registri di patologia).

Leggi e scarica il documento: TREND DI EVENTI SANITARI NELLA REGIONE MARCHE (AGGIORNAMENTO 2008)[pdf, 543 kb]


 

FALCONARA MARITTIMA E COMUNI LIMITROFI: PRESENTATE LE PRIME CONCLUSIONI

[anno 2008] In data 18/12/08 è stata presentata a Falconara Marittima la prima stesura della relazione finale dello studio epidemiologico caso-controllo sulla mortalità per tumori del tessuto emolinfopoietico nella popolazione residente nei comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano. Lo studio commissionato dalla regione Marche e condotto dall'ARPAM sotto la direzione dell'Unità (SC) di Epidemiologia Descrittiva e Programmazione Sanitaria della Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori” di Milano ha impegnato per quasi quasi tre anni gli operatori delle due strutture ed era finalizzato ad indagare sull'esistenza del rischio di morire per tali tumori tra la popolazione residente in prossimità della raffineria.

La complessa indagine epidemiologica presso le popolazioni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montenmarciano, comuni della Provincia di Ancona, ha prodotto i primi risultati. Si è studiato se abitare più tempo vicino alla Raffineria API di Falconara comporti un aumento di rischio per alcuni tipi di tumore. L’indagine ha evidenziato un aumento, non statisticamente significativo, della mortalità per linfomi e leucemie nelle donne, e un rischio più marcato, prossimo alla significatività, nelle persone (uomini e donne) che hanno vissuto più a lungo nei pressi della Raffineria ed in particolare le casalinghe, i pensionati e i non occupati. E' stata indagata la mortalità nel periodo 1994-2003 attraverso l’intervista di 348 cittadini, su 531 individuati, che hanno generosamente offerto la loro collaborazione e lo sforzo organizzativo delle strutture mediche e amministrative. L’indagine avviata su richiesta dei cittadini della zona è stata promossa dalla Regione Marche ed è stata condotta dalla Unità (SC) di Epidemiologia Descrittiva e Programmazione Sanitaria della Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori” di Milano in collaborazione con il Servizio di Epidemiologia Ambientale del Dipartimento di Ancona dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale Marche (ARPAM) e con le amministrazioni locali. Il sospetto di un eccesso di mortalità è qualitativamente supportato da una serie di evidenze, ma l’incompleta adesione allo studio può aver determinato una sovrastima del rischio di morte così da renderne incerta la valutazione quantitativa. Per una valutazione più precisa del rischio delle popolazioni interessate è necessario un supplemento di indagine su nuovi obiettivi in grado di considerare: a) la storia residenziale di un più alto numero di soggetti e la loro esposizione per quartiere, b) i decessi negli anni più recenti; c) la tipologia dei tumori con approfondimenti biomolecolari, affrontati in uno studio ad hoc dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. E’ certo che già da subito, nell’interesse generale della salute della popolazioni e con il concorso di tutti, debbano essere promossi: 1) interventi di prevenzione primaria, riducendo drasticamente il rischio di esposizione agli inquinanti atmosferici prodotti dalla Raffineria, presumibilmente responsabili degli eventi osservati, e 2) il costante controllo sanitario e la sorveglianza ambientale nelle aree studiate.

Leggi e scarica il documento: INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PRESSO LA POPOLAZIONE RESIDENTE A FALCONARA MARITTIMA E COMUNI LIMITROFI. RISULTATI PRIMO RAPPORTO [pdf, 586 kb]


 

FIORITURA ALGALE DI OSTREOPSIS OVATA. NO ALLA BALNEAZIONE

[anno 2008] Settembre 2008 - Chiusura della balneazione in alcuni tratti di costa della provincia di Ancona per il rilevamento di una fioritura algale di Ostreopsis ovata. L'alga è da tempo conosciuta e sorvegliata e nelle pagine collegate (link) si riportano notizie, riferimenti e risposte alle più frequenti domande poste sull'argomento dalla popolazione. Informazioni sulla sorveglianza sono disponibili in altre parti di questo sito web dell'ARPAM.


IL SEA VALUTA I DATI SULL'ECCESSO DI MORTALITA'

[anno 2008] Il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nell’ambito del progetto di sorveglianza epidemiologica rapida ha reso noti recentemente i dati di mortalità nelle 21 città capoluogo di regione/provincia autonoma relativi al trimestre ottobre-dicembre 2007. La lettura di questi dati evidenzia un eccesso significativo di mortalità in detto periodo nel comune di Ancona. Il SEA ha provato ad effettuare una prima valutazione del fenomeno.

Introduzione e obiettivi: Nell’ambito del progetto di sorveglianza epidemiologica rapida avviato dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del Ministero della Salute, sono stati recentemente resi noti i dati di mortalità nelle 21 città capoluogo di regione/provincia autonoma relativi al trimestre ottobre-dicembre 2007.
Gli obiettivi che si intendono perseguire con la presente comunicazione sono:
- descrivere l’andamento mensile e stagionale della mortalità nella città di Ancona, nell’anno 2007, evidenziando eventuali anomalie di incidenza dei decessi in uguali periodi temporali dell’anno precedente;
- confrontare, con le opportune cautele dovute a limiti metodologici, i dati di mortalità, dell’ultimo trimestre dell’anno 2007, tra le 21 città capoluogo di provincia/regione inserite nel progetto di sorveglianza epidemiologica rapida condotto dal CNESPS-ISS.
- formulare ipotesi eziologiche, da verificare eventualmente con successive indagini epidemiologiche, per cercare di spiegare la possibile associazione tra esposizione a fattori di rischio ambientale e variazioni della mortalità generale.
Risultati. L’analisi degli indicatori epidemiologici di mortalità ha evidenziato un incremento statisticamente significativo dei decessi nei residenti in Ancona, di tutte le età e dei soli ultra sessantacinquenni, in alcuni mesi del 2007 (marzo e dicembre) e nel trimestre ottobre-dicembre 2007, rispetto all’anno precedente. Nel mese di dicembre 2007, la mortalità in Ancona si è attestata sui valori più elevati fatti riscontrare nelle città capoluogo di provincia/regione inserite nel progetto di sorveglianza.
Discussione. L’incremento della mortalità generale nell’ultimo trimestre del 2007 potrebbe essere stato associato alla presenza di temperature invernali più rigide rispetto al 2006 e alla media storica degli ultimi quarant’anni. L’ipotesi di un aumento delle emissioni degli inquinanti aerodispersi a seguito del maggior utilizzo degli impianti di riscaldamento per il clima meno mite, e quindi un eccesso di mortalità per inquinamento atmosferico, non sembra trovare riscontro nei valori delle concentrazioni medie giornaliere di PM10 che sono risultate inferiori se confrontate con quelle del periodo corrispondente dell’anno precedente.

Leggi e scarica il documento: PROGETTO DI SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA RAPIDA DEL CNESPS (ISS). SEGNALAZIONE DI ECCESSI DI MORTALITA' GENERALE AD ANCONA  [pdf, 187 kb]


 

Ultima modifica il Mercoledì, 28 Maggio 2014 09:39
Mercoledì, 23 Aprile 2014 10:49

Archivio 2010 - 2011

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Le esperienze e i documenti del Servizio e dell'Osservatorio pubblicati negli anni 2010-2011


INDICE

2011 |  VALUTAZIONI IN AREA AERCA ED ALTRI COMUNI
2010 |  STUDIO FALCONARA: RIELABORATO IL QUESTIONARIO
2010 | MARCHE: I DATI DI MORTALITA' IN REGIONE (ANNI 2006-2007)
2010 | RISCHI DA INQUINAMENTO ATMOSFERICO. I DATI AGGIORNATI 2007-2008
2010 | IL SEA TRADUCE IL MANUALE OPERATIVO PER LA VIS
2010 | SOSPETTA EPIDEMIA DA AEROSOL MARINO. INDAGINE SULL'EPISODIO DEL 23 AGOSTO 2009

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VALUTAZIONI IN AREA AERCA ED ALTRI COMUNI
[anno 2011] La Giunta Regionale delle Marche ha richiesto all'Osservatorio Epidemiologico Ambientale e all'Agenzia Sanitaria Regionale tre valutazioni di epidemiologia descrittiva sullo stato di salute dei residenti nell'area AERCA, a Falconara Marittima ed un confronto tra alcuni comuni delle Marche a maggior pressione ambientale.
Le due note che si riportano presentano la situazione in AERCA ed il confronto tra i comuni di Pesaro, Falconara M., Fabriano, Civitanova Marche, Fermo e Ascoli Piceno.


STUDIO FALCONARA: RIELABORATO IL QUESTIONARIO
[anno 2010] La progettazione dello studio epidemiologico analitico sui residenti a Falconara M. e comuni limitrofi ha previsto la preparazione di una procedura per la somministrazione del questionario per la raccolta delle informazioni sugli arruolati. Al termine della prima fase dello studio detto documento è stato rielaborato sulla base delle esperienze fatte e si ritiene che possa essere una utile fonte di informazione per altri che approcciano per la prima volta tale attività.

Nelle indagini epidemiologiche analitiche il ruolo dell’intervista è determinante. A seguito dello studio epidemiologico caso-controllo sulla mortalità per tumori del tessuto emolinfopoietico nella popolazione residente nei comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano, svolto dal SEA dell’ARPAM, le intervistatrici hanno elaborato un manuale sull’esperienza maturata in maniera diretta. Le indicazioni e i consigli proposti nel manuale, sono adattabili di volta in volta alla situazione specifica di ricerca, per ottenere, attraverso l'intervista con questionario, informazioni che siano il più affidabili e corrette possibile.
Il presente manuale è stato elaborato a seguito dello studio epidemiologico caso-controllo sulla mortalità per tumori del tessuto emolinfopoietico nella popolazione residente nei comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano, svolto dal Servizio di Epidemiologia Ambientale dell’ARPAM, dall’esperienze maturate in maniera diretta dalle intervistatrici. 
L’intento del manuale è quello di addestrare la figura dell’intervistatore ad un uso corretto ed affidabile del questionario, con il proposito di suggerire sistemi di progettazione e conduzione dell'intervista e assicurando la qualità e l’oggettività dei dati. Nella prima parte è descritto tutto l’iter per svolgere l’intervista: dalla ricerca dei numeri telefonici dei parenti dei soggetti arruolati, alla georeferenziazione delle abitazioni del soggetto, nella seconda, viene analizzato il questionario nelle varie sezioni che lo compongono. 
Le indicazioni proposte nel manuale, sono adattabili di volta in volta alla situazione specifica di ricerca, per ottenere, attraverso l'intervista con questionario, informazioni che siano il più affidabili possibile.

Leggi e scarica il documento: IL RUOLO DELL'INTERVISTA IN UN'INDAGINE EPIDEMIOLOGICA ANALITICA [pdf, 129 kb]

MARCHE: I DATI SULLA MORTALITA' IN REGIONE (ANNI 2006-2007)

[anno 2010] La recente pubblicazione dei rapporti ISTISAN 10/26 e 10/27 sulla mortalità in Italia negli anni 2006 e 2007, stante la continua indisponibilità nella Regione Marche di un registro delle cause di morte, ha comunque permesso al SEA di effettuare alcune prime osservazioni sulla mortalità nella regione. Le Marche permangono al primo posto in Italia per i bassi tassi di mortalità generale e tra le prime regioni per i tumori e per alcune altre cause specifiche.

Introduzione e obiettivi: Il presente studio descrive gli andamenti temporali della mortalità nel biennio 2006/2007 per le principali cause con l’obiettivo di rilevare i miglioramenti e i peggioramenti delle condizioni sanitarie della popolazione al fine di rispondere più adeguatamente ai bisogni di salute e favorire l'aumento dell’efficienza del sistema sanitario regionale. 
Materiali e metodi: Lo studio ha preso spunto ed analizza i dati pubblicati recentemente nei due
rapporti ISTISAN 10/26 e 10/27; considerando i limiti e i problemi inerenti al passaggio dalla classificazione ICD-9 a ICD10, lo studio integra le informazioni disponibili degli anni  precedenti (1981-2003) tratte dagli atlanti prodotti dal Servizio di Epidemiologia Ambientale dell’ARPAM. 
Risultati e conclusione: I risultati mostrano che la regione Marche si riconferma la regione italiana con il tasso più basso di mortalità generale nel 2007.  Nella graduatoria crescente dei tassi di mortalità, entra nelle prime 5 posizioni per il tumore maligno del fegato e dei dotti biliari intraepatici, per le malattie epatiche croniche, per quelle del sistema respiratorio e dell'apparato digerente. Degna di particolare attenzione e sorveglianza sono invece le leucemie, il tumore maligno del tessuto linfatico emopoietico e tessuti correlati (femmine) e le malattie del sistema nervoso e organi di senso per le quali si evidenzia un apprezzabile peggioramento della mortalità dal 2006 al 2007.  La conoscenza ad oggi dello stato di salute della popolazione fino al 2007, con particolare attenzione alle situazioni più critiche, può risultare parzialmente utile ai fini della pianificazione di una attività tempestiva di risanamento. Si ribadisce pertanto l'indispensabilità della costituzione del Registro Regionale delle Cause di Morte con la ricostruzione anche degli anni non disponibili da ISTAT.

Leggi e scarica il documento: MORTALITA' PER CAUSA NELLA REGIONE MARCHE (ANNI 2006-2007) [pdf, 465 kb]

 

RISCHI DA INQUINAMENTO ATMOSFERICO. I DATI AGGIORNATI 2007-2008

[anno 2010] Il SEA ha proceduto all'aggiornamento delle valutazioni di risk assessment per l'esposizione all'inquinamento atmosferico negli anni 2007 e 2008. Le stime degli eventi sanitari attribuibili all'esposizione a polveri sottili (PM) e all'ozono (O3) sono state estese a 16 comuni della regione. Sono stati inoltre valutati gli effetti dell'esposizione cronica (long-term) al PM2,5 quantificando gli anni di vita potenziale persa sia nell'anno di simulazione che in totale sulla base delle specifiche aspettative di vita per classe di età.

Introduzione e obiettivi: L’evidenza scientifica sugli effetti avversi per la salute umana imputabile all’inquinamento atmosferico ambientale include, ad oggi, numerosi studi epidemiologici, clinici e tossicologici. L’impatto sanitario, cioè il numero di decessi o ricoveri ospedalieri attribuibili all’inquinamento atmosferico, è una funzione dell’intensità dell’esposizione, del rischio relativo e dei tassi di mortalità e morbosità della popolazione in studio.
L’obiettivo di questo studio è di valutare l’impatto sanitario, riferibile alle quote di PM ed ozono riconducibili all’attività antropica in 16 comuni della regione Marche negli anni 2007-2008, e dare continuità ai precedenti studi svolti in passato da questo Servizio.

Materiali e metodi: Negli anni 2007 e 2008 sono stati sistematicamente raccolti i dati demografici, ambientali e sanitari nei comuni di Ancona, Chiaravalle, Fabriano, Falconara Marittima, Jesi, Montemarciano, Osimo, Senigallia, Civitanova Marche, Macerata, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Fano, Pesaro, Urbino e Porto Sant’Elpidio. Questi dati sono stati utilizzati per stimare l’impatto sanitario, espresso in forma di decessi, ricoveri ospedalieri ed anni di vita persi, attribuibile all’inquinamento atmosferico tramite l’utilizzo del software AIRQ, prodotto e distribuito dall’OMS.
Risultati e conclusione: Dai risultati ottenuti si stima che, nei due anni in studio, tra la popolazione residente nei comuni indagati siano da attribuire 209 decessi all’esposizione al PM10 atmosferico. Tra questi, vengono stimati 138 decessi per cause cardiocircolatorie e 29 per cause respiratorie. Ai suddetti si aggiungono 179 ricoveri ospedalieri stimati per cause cardiache e 244 per cause legate all’apparato respiratorio. Si stimano inoltre 44 decessi attribuibili all’ozono presente in atmosfera, di cui 20 per cause cardiocircolatorie e 11 per cause respiratorie. A questi vanno aggiunti 80 ricoveri ospedalieri stimati per cause respiratorie. L’esposizione cronica al PM2,5 atmosferico viene considerata come responsabile della perdita di 12157 anni di vita totali.
Questo Servizio di Epidemiologia Ambientale proseguirà l'attività di monitoraggio degli effetti dell'inquinamento atmosferico anche nei prossimi anni ed effettuerà valutazioni comparative per verificare se all'apparente miglioramento della qualità dell'aria corrisponda una reale riduzione degli effetti sanitari sulle popolazioni marchigiane.

Leggi e scarica il documento: VALUTAZIONE DI IMPATTO SANITARIO DEL PM10 E DELL'O3 IN SEDICI COMUNI DELLA REGIONE MARCHE (2007-2008) [pdf, 777 kb]


 

IL SEA TRADUCE IL MANUALE OPERATIVO PER LA VIS

[anno 2010] L'Organizzazione Mondiale della Sanità, fin dal 2003 con il protocollo di Kiev sulla VAS, ha evidenziato l'importanza di considerare gli impatti sulla salute in tutte le procedure di valutazione ambientale. Le metodologie di Valutazione degli Impatti Sanitari (VIS) sono state sviluppate ed applicate con successo in alcuni paesi europei ed extraeuropei ma non sono ancora entrate nella legislazione ambientale e sanitaria comunitaria. In previsione dell'avvio di un progetto nazionale di Agenda 21 sulla diffusione delle pratiche della VIS questo Servizio di Epidemiologia Ambientale ha messo a punto, a scopo didattico ed esplorativo, uno strumento informatico per le valutazioni di screening nel processo di VIS. Per la migliore comprensione delle finalità (e dei limiti)dello strumento si è ritenuto utile segnalare il manuale operativo da cui è stato tratto il principale spunto per la produzione del tool. Il testo "Health Impact Assessment a practical guidance manual", curato e pubblicato da "The Institute of Public Health in Ireland" nel 2003, è particolarmente semplice e pratico e, a nostro avviso, può rappresentare una buona base di partenza per approfondire le metodologie della VIS. Per una lettura più diffusa dello stesso, il SEA - in collaborazione con l'Articolazione funzionale di Epidemiologia Ambientale dell'ARPA Toscana ed il Servizio Valutazioni Ambientali e degli Impatti sulla Salute dell'ARPA Veneto - ne ha curato la traduzione in italiano.

Leggi e scarica il documento: VALUTAZIONE DI IMPATTO SULLA SALUTE: UN MANUALE OPERATIVO [pdf, 883 kb]


 

SOSPETTA EPIDEMIA DA AEROSOL MARINO. INDAGINE SULL'EPISODIO DEL 23/08/2009

[anno 2010] Il 23 agosto 2009 molti frequentatori del litorale di Ancona Passetto hanno segnalato la comparsa di sintomi con prevalente interessamento delle vie aeree superiori. A seguito di queste segnalazioni l'ARPAM ha effettuato immediatamente dei rilievi ambientali ed epidemiologici per studiare l'accaduto. Le indagini ambientali hanno messo in rilievo una fioritura nell'acqua marina dell'alga bentonica Ostreopsis ovata e l'indagine epidemiologica ha confermato l'andamento epidemico dei sintomi e ne ha descritto il quadro diffusivo. 

INCHIESTA EPIDEMIOLOGICA PER SOSPETTA EPIDEMIA DA AEROSOL MARINO TRA I FREQUENTATORI DEL LITORALE DI ANCONA–PASSETTO IL 23 AGOSTO 2009

Il giorno 23 agosto 2009 molti frequentatori della costa del litorale del Passetto di Ancona hanno manifestato sintomatologia prevalentemente a carico delle prime vie respiratorie. I sintomi e le condizioni meteo-marine hanno fatto sospettare subito una intossicazione per inalazione di aerosol marino contaminato da Ostreopsis ovata. Insieme all'esecuzione delle indagini ambientali è stata avviata una indagine epidemiologica per caratterizzare il fenomeno ed individuare gli eventuali fattori di rischio o confondenti quali l’ingestione di acqua marina, l’ingestione di alimenti marini, il bagno in mare e le patologie croniche preesistenti. L'indagine ha mostrato un alto tasso di attacco (52%) tra tutti gli intervistati e un tasso particolarmente alto (80%) tra i frequentatori della zona est del litorale. Questa differenza è risultata statisticamente significativa con un RR pari a 3,6 (IC 95%: 2,5-5,3). 

Leggi e scarica il documento: INCHIESTA EPIDEMIOLOGICA PER SOSPETTA EPIDEMIA DA AEROSOL MARINO [pdf, 262 kb]


Ultima modifica il Lunedì, 19 Maggio 2014 10:50
Martedì, 22 Aprile 2014 11:35

Studi spaziali e residenze

STUDI SPAZIALI: COMPARABILITA' DELLE RESIDENZE ANAGRAFICHE E ABITATIVE REALI


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[gennaio 2012] Negli studi epidemiologici centrati sulla relazione tra fenomeni sanitari e variazione spaziale del rischio, è di fondamentale importanza la possibilità di disporre di informazioni georeferenziate il più accurate possibili. La loro acquisizione “sul campo”, però, oltre ad allungare notevolmente i tempi di conduzione degli studi stessi, può richiedere l’impiego di risorse ingenti non sempre disponibili, mentre il semplice ricorso ai dati già presenti nelle anagrafi comunali potrebbe costituire una alternativa caratterizzata da maggiore economicità. Il contributo curato dal SEA, utilizzando l’esperienza di un recente studio che si è avvalso di entrambi i metodi di reperimento delle informazioni, offre interessanti riflessioni sulla comparabilità dei dati così acquisiti e sulla loro validità in taluni studi  epidemiologici.


ABSTRACT

Obiettivi: Il presente contributo intende fornire spunti di riflessione sugli studi epidemiologici che indagano i fenomeni sanitari in relazione alla variazione spaziale del rischio, proponendosi di effettuare alcune valutazioni sull’utilizzo dei dati residenziali correntemente disponibili nella conduzione di tali studi e, nello specifico, sulla comparabilità della storia residenziale anagrafica ed abitativa reale di gruppi di popolazione.
Dati e metodi: In particolare, è stata valutata la concordanza delle informazioni residenziali, ottenute dalle anagrafi comunali e da questionario, di residenti arruolati in uno studio caso-controllo realizzato in tre comuni della regione Marche limitrofi ad una raffineria, attraverso un modello di regressione logistica.
Risultati: Nello studio sono state analizzate le informazioni sulle residenze anagrafiche ed abitative di 362 soggetti, per complessivi 5710 anni-residenza, ottenendo una stima della percentuale di concordanza delle informazioni residenziali nell’intero gruppo di popolazione dell’87,6% (IC95%: 84,2%-90,3%). L'indice di correlazione di Pearson tra le distanze delle residenze anagrafiche ed abitative dalla sorgente di rischio è risultato pari a 0,97 (p-value <0,0001). 
Conclusioni:  La valutazione sulla storia residenziale dei soggetti in studio ha evidenziato, in conclusione, che i dati rilevati dai sistemi informativi comunali, pur nei limiti delle proprie specificità, presentano caratteristiche di completezza e disponibilità che possono costituire, a nostro avviso, una valida alternativa all’utilizzo delle residenze abitative e fornire una risorsa aggiuntiva nelle indagini epidemiologiche ambientali.

LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO:

 

Link: “Studi spaziali: comparabilità delle residenze anagrafiche e abitative reali” (pdf 314 kb)

 

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 02 Settembre 2014 10:43
Martedì, 22 Aprile 2014 10:01

Indagine epidemiologica API Falconara

INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PRESSO LA POPOLAZIONE RESIDENTE A FALCONARA MARITTIMA E COMUNI LIMITROFI: DISPONIBILE IL RAPPORTO AGGIUNTIVO CHE CONCLUDE LA TERZA FASE DELLO STUDIO


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[gennaio 2012] Dopo il primo studio di fattibilità (Fase 1) e lo studio analitico (Fase 2) conclusosi con il Rapporto Finale del gennaio 2009,  viene ora pubblicato ilRAPPORTO AGGIUNTIVO 2011 che conclude la terza ed ultima fase dell’Indagine Epidemiologica condotta presso la popolazione residente a Falconara Marittima e Comuni Limitrofi. Il Rapporto mostra gli esiti delle nuove analisi condotte tra il 2009 ed il 2011, che hanno permesso di integrare i risultati della fase precedente sia con un aumento della numerosità del campione analizzato, sia con uno studio più approfondito sulla storia abitativa dei soggetti esaminati, contenendo significativamente gli errori dovuti alla iniziale inadeguata partecipazione degli arruolati nella fase principale del progetto. Dal Rapporto emerge comunque che i risultati raggiunti tendono a confermare sostanzialmente quelli già ottenuti nella Fase 2: gli esiti delle diverse analisi sono infatti in generale tra loro coerenti. Sul sito della Regione Marche è pubblicata la documentazione integrale dell’indagine (Rapporto Finale 2009 e Rapporto Aggiuntivo 2011). Storia, metodologie e conclusioni dell’intero studio sono inoltre a disposizione del pubblico per una più agevole lettura in questa breve sintesi curata dal SEA. (gennaio 2012)

LEGGI IL DOCUMENTO DI SINTESI:

 

 

Link: “Sintesi degli studi epidemiologici analitici sui residenti a Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano” (pdf 380 kb)

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Ultima modifica il Lunedì, 10 Luglio 2017 13:28
Martedì, 22 Aprile 2014 08:50

Inquinamento Ancona 2009

RISCHI DA INQUINAMENTO ATMOSFERICO: AGGIORNATI ALL'ANNO 2009 I DATI SULLA CITTA' DI ANCONA


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[aprile 2012] Il legame tra peggioramento delle condizioni di salute ed esposizione ambientale all’inquinamento dell’aria è ormai sufficientemente dimostrato, e gli studi di risk assessment rappresentano strumenti sempre più importanti sia per quantificare gli impatti associati all’inquinamento, sia per controllare l’efficacia degli interventi di risanamento compiuti dalle comunità interessate.
Il SEA prosegue a questo scopo la sua puntuale attività di monitoraggio pubblicando l’aggiornamento all’anno 2009 della valutazione dell'impatto sanitario del particolato fine e dell'ozono sui residenti nel comune di Ancona.


VALUTAZIONE DELL'IMPATTO SANITARIO DEL PARTICOLATO FINE E DELL'OZONO SUI RESIDENTI NEL COMUNE DI ANCONA - AGGIORNAMENTO ANNO 2009

ABSTRACT

Introduzione e obiettivi
Il presente studio, redatto dal SEA, intende aggiornare le valutazioni precedenti sul peso sanitario dell’inquinamento atmosferico sulla popolazioni di Ancona nell’anno 2009, basandosi – per la prima volta – sui dati reali di mortalità e morbosità forniti da Asur Marche-Area Vasta 2 e dall’ARS Marche.
Materiali e metodi
Lo studio ha stimato gli eventi sanitari che potrebbero essere attribuiti all’esposizione all’inquinamento atmosferico nel comune di Ancona nell’anno 2009 ed i potenziali anni di vita persi per le stesse cause. Mortalità e ricoveri ospedalieri sono stati comparati con i parametri ambientali rilevati per le polveri sottili (PM10 e PM2,5) e l’ozono (O3) dalle stazioni fisse di monitoraggio situate in aree urbane utilizzando la metodologia messa a punto in seno al progetto nazionale EpiAir, cui ARPAM partecipa nella sua seconda edizione.
Risultati e conclusione
Dai risultati ottenuti emerge che nel comune di Ancona nell’anno 2009 sia da attribuire 1 decesso all’esposizione al PM10 presente in atmosfera per concentrazioni superiori a 50µg/m3, al quale si aggiungono 2 ricoveri ospedalieri per cause cardiache e legate all’apparato respiratorio, mentre non si stimano  decessi né ricoveri ospedalieri per cause respiratorie attribuibili all’Ozono presente in atmosfera per concentrazioni superiori a 120 µg/m3. L’esposizione cronica al PM2,5 atmosferico per concentrazioni superiori a 20µg/m3 viene invece considerata responsabile della perdita di 174 anni di vita totali. Tali stime presentano sostanziali variazioni se riferite a concentrazioni inferiori degli agenti inquinanti considerati. Pur con alcuni limiti, è possibile affermare che il presente studio fornisce una buona rappresentazione della situazione reale, tale da indicare che politiche mirate alla riduzione delle emissioni provenienti in particolare dal trasporto urbano e dalla produzione di energia produrrebbero guadagni sostanziali in termini di salute della popolazione.

LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO:

 

Link: “Valutazione dell'impatto sanitario del particolato fine e dell'ozono sui residenti nel comune di Ancona - Aggiornamento anno 2009” (pdf 343 kb)

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Ultima modifica il Lunedì, 10 Luglio 2017 13:29
Venerdì, 18 Aprile 2014 11:14

Convegno VIS-PA

SPERIMENTAZIONE DELL'UTILIZZO DELLA VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI SULLA SALUTE (V.I.S.).  UN CONVEGNO CONCLUDE IL PROGETTO VIS-PA


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[maggio 2012] Il Progetto Vis-PA, cui questo servizio di Epidemiologia Ambientale ha partecipato in rappresentanza di ARPA Marche, ha significato sicuramente un momento di primaria importanza per lo sviluppo e la diffusione delle pratiche di VIS in ITALIA.

Finanziato dal Centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ministero della salute) e coordinato dal Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, il progetto ha coinvolto sei regioni (Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Toscana, Marche e Sicilia) con l’obiettivo di mettere a punto un nuovo strumento di valutazione preventiva di impatto sulla salute per gli operatori di sanità pubblica e, al tempo stesso, mettere a disposizione sistemi di valutazione che favoriscano l’adozione di interventi e politiche che garantiscano il benessere complessivo degli individui, delle comunità e la sostenibilità dell’ambiente.

Il convegno conclusivo del progetto si è tenuto a Bologna il 28 marzo 2012. 


LEGGI L'ARTICOLO SUL PROGETTO:

“La Valutazione di Impatto sulla Salute -  VIS - serve a fornire informazioni a chi pianifica e a chi decide riguardo alle conseguenze di ciò che si decide”.  Se questa affermazione risulta immediatamente comprensibile, non sempre all’atto pratico il processo decisionale è di facile realizzazione, perché in fondo – come spesso succede in sanità pubblica -  esso è spesso una combinazione di pianificazione tecnica ed esigenze politiche.

Se questa affermazione risulta immediatamente comprensibile, non sempre all’atto pratico il processo decisionale è di facile realizzazione, perché in fondo – come spesso succede in sanità pubblica - esso è spesso una combinazione di pianificazione tecnica ed esigenze politiche.Le decisioni si realizzano grazie al lavoro di preparazione di documenti di supporto alle decisioni, fatto da dirigenti pubblici e soggetti interessati, e all’attività di chi costruisce le decisioni, i politici e gli amministratori, in un contesto dove le discipline di base non sono sempre e soltanto “tecniche”, ma appartengono altresì alle scienze sociali e a quelle umane. In questo senso, il Progetto VIS-PA, cui questo servizio di Epidemiologia Ambientale ha partecipato in rappresentanza di ARPA Marche, collaborando altresì con gli “sperimentatori” dell’ASUR provenienti dalle Aree Vaste 2 (Fabriano) e 3 (Camerino), ha significato sicuramente un momento di primaria importanza per lo sviluppo e la diffusione delle pratiche di VIS in ITALIA.

Finanziato dal Centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ministero della salute) e coordinato dal Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, il progetto ha coinvolto sei regioni (Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Toscana, Marche e Sicilia) con l’obiettivo di mettere a punto di un nuovo strumento di valutazione preventiva di impatto sulla salute per gli operatori di sanità pubblica e, al tempo stesso, mettere a disposizione sistemi di valutazione che favoriscano l’adozione di interventi e politiche che garantiscano il benessere complessivo degli individui, delle comunità e la sostenibilità dell’ambiente. In questo senso, il convegno conclusivo del progetto - tenutosi a Bologna il 28 marzo 2012 - ha evidenziato i risultati ottenuti grazie al coinvolgimento di un’ampia platea di operatori in campo nazionale ed alla conseguente diffusione della cultura della Valutazione degli Impatti sulla Salute.

A cascata in molte regioni, con l'occasione del progetto, sono stati organizzati incontri formativi e confronti sul significato e metodologia della VIS, poiché - se è vero che attualmente in Italia non esistono esperienze consolidate in materia di valutazione degli impatti sulla salute - il protocollo di VIS che il progetto ha inteso validare è un processo che permette di riqualificare con caratteristiche di omogeneità ed uniformità le modalità di predisposizione dei pareri e l’inserimento di contenuti sanitari nelle valutazioni effettuate dal personale dei dipartimenti di Sanità pubblica nelle conferenze dei servizi.

Tutto questo, ed altro, hanno evidenziato gli interventi susseguitisi nel corso del convegno, che non hanno inoltre mancato di sottolineare quanto l’esperienza di VisPA non possa ritenersi conclusa, e rappresenti al contrario uno specifico punto di partenza popolato di molte e puntuali sollecitazioni.

Dalla creazione di sistemi di normazione quanto meno regionali, alla necessità di migliorare e strutturare il coinvolgimento degli stakeholder pubblici e privati, fino alla elaborazione di linee guida che possano a tutti i livelli costituire un riferimento condiviso per i decisori coinvolti nella VIS (attività quest’ultima invero già candidata in seno al programma CCM 2012), la strada è ancora più che mai aperta.

Anche il SEA, quale membro del gruppo di coordinamento del progetto, ha riassunto in un proprio documento, consultabile cliccando su questo link, l’esperienza di Vis-PA ed alcune proposte operative per il futuro.

Per approfondire:
• I documenti del convegno ed il video realizzato dal regista Ermanno Muolo: http://www.saluter.it/ssr/aree/sanita-pubblica/il-progetto-vispa
 

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Ultima modifica il Martedì, 27 Settembre 2016 11:04
Venerdì, 18 Aprile 2014 10:20

Ridurre il rischio cancro

RIDURRE IL RISCHIO DI CANCRO DA AGENTI AMBIENTALI. COSA POSSIAMO FARE


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IL SEA TRADUCE IL RAPPORTO STATUNITENSE CON ANALISI E CONSIGLI PER RIDURRE IL RISCHIO DI CANCRO DA ESPOSIZIONI NOCIVE

[settembre 2012] Il quadro conoscitivo sul rischio di cancro da esposizioni ambientali nocive è tutt’altro che completo. Tuttavia, le conoscenze acquisite grazie alle tecnologie ed ai metodi di ricerca esistenti, già offrono importanti stimoli ad agire ed indicano ampie possibilità di intervento, miglioramento e prevenzione.
E’ questa la tesi fondamentale che anima l’ultima edizione del report annuale (qui il testo integrale in lingua inglese) redatto dall’organismo statunitense President’s Cancer Panel, che ha raccolto le testimonianze di esperti del mondo accademico, del governo, dell’industria, delle associazioni e della gente comune sui rischi di cancro dovuti ad inquinanti ambientali, eccesso di radiazioni e altre esposizioni nocive.
Il Rapporto, diviso in ampie sezioni, offre un puntuale sguardo d’insieme sui punti chiave da affrontare, sulle fonti ed i tipi di agenti inquinanti e sulle maggiori criticità rilevate dal Comitato, ma ci consegna allo stesso tempo un’ampia galleria di raccomandazioni con utili consigli ed azioni che anche i singoli individui possono facilmente intraprendere.
Per favorire la divulgazione del Rapporto, l’Osservatorio Epidemiologico Ambientale delle Marche ed il SEA ne hanno curato la traduzione, la riduzione e l’adattamento in lingua italiana, costruendo un agile vademecum dal titolo “RIDURRE IL RISCHIO DI CANCRO DA AGENTI AMBIENTALI. Cosa possiamo fare” che può rappresentare un ottimo punto di partenza per conoscere ed evitare quanto più possibile le esposizioni ambientali nocive.

 

 

Link: “Ridurre il rischio di cancro da agenti ambientali. Cosa possiamo fare” (pdf 929 kb)

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Ultima modifica il Martedì, 27 Settembre 2016 11:21
Venerdì, 18 Aprile 2014 09:29

Malattia del motoneurone nelle Marche

LA MALATTIA DEL MOTONEURONE: UNO STUDIO EPIDEMIOLOGICO GEOGRAFICO NELLA REGIONE MARCHE


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[ottobre 2012] La malattia del motoneurone rappresenta quell’insieme di patologie caratterizzate dalla degenerazione dei neuroni motori nella corteccia motoria primaria, nei tratti cortico-spinali, nel tronco cerebrale e nel midollo spinale. Tra queste, quella più frequente è la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), la cui incidenza annuale si attesta sui 1-3 casi ogni 100.000 abitanti, con una prevalenza di 3-5 casi per 100.000 abitanti.
Lo studio, aggiornamento di una precedente indagine curata dal SEA, oltre ad introdurre nuovi aspetti ed ipotesi eziologiche della malattia del motoneurone, ne indaga la presenza nel territorio della regione Marche, rafforzando indicazioni per la formulazione di ipotesi di associazione causale che possono favorire la conduzione di ulteriori e più specifiche indagini epidemiologiche.

 

 

Link: “La malattia del motoneurone: uno studio epidemiologico geografico nella regione Marche” (pdf 695 kb)

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 02 Settembre 2014 10:40
Mercoledì, 16 Aprile 2014 11:19

Cancro e prevenzione

IL COSTO SOCIALE DEL CANCRO: OPPORTUNITA' PRE LA PREVENZIONE


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[ottobre 2012] Un articolo recentemente pubblicato dall'autorevole rivista The Lancet, analizza l'alto costo sociale del cancro nel mondo, indicando nel contempo le opportunità di prevenzione che già oggi è possibile cogliere.

Il SEA/OEA vi propone una sintesi in lingua italiana dell'articolo.


Nel solo anno 2008, nel mondo sono andati persi a causa di tumori circa 169 milioni di anni di vita in condizioni normali di salute. Un articolo pubblicato dall’autorevole rivista The Lancet sintetizza così i risultati di uno studio condotto utilizzando un particolare indicatore – il DALY (Disability-adjusted Life Year) - che permette di quantificare .... [leggi tutta la sintesi]

Per approfondire: l'articolo originale da The Lancet "Global burden of cancer: opportunities for prevention" (in inglese)

 

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Ultima modifica il Martedì, 02 Settembre 2014 10:38
Mercoledì, 16 Aprile 2014 10:18

Valutazione epidemiologica Cosmari

VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA RIGUARDANTE I RESIDENTI NELLE AREE CIRCOSTANTI L'IMPIANTO COSMARI


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[28/03/2013] E’ stato presentato nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la Provincia di Macerata lo scorso 18 marzo, lo studio epidemiologico sulle aree circostanti l’impianto del Cosmari che presto verrà effettuato grazie ad una stretta collaborazione tra ARPAM (SEA/OEA e Dipartimento Prov.le di Macerata), ARS Marche (OER), ASUR (AV n. 3) ed i Comuni interessati.

Il progetto, che accoglie le sollecitazioni avanzate, oltre che in sede di VIA, anche da Associazioni dei cittadini e da alcuni Comuni aderenti al Consorzio stesso, prende avvio innanzitutto dal riconoscimento delle specificità relative all’impianto, e si fonda sulla necessità di un approfondimento delle evidenze scientifiche sugli effetti sulla salute degli impianti di incenerimento rifiuti, sia in relazione a qualità e quantità delle sostanze emesse, sia per tecnologia utilizzata e tipologia dei rifiuti trattati.

Ma non solo. Accogliendo la richiesta espressa dalle Autorità locali e sanitarie, anche in conseguenza della preoccupazione diffusa nella popolazione, di operare una dettagliata valutazione dell’impatto ambientale dell’impianto ed all'individuazione degli eventuali rischi ad esso correlati, il progetto prevede quali punti qualificanti l’effettuazione di una valutazione epidemiologica dello stato di salute della popolazione residente nelle aree circostanti all’impianto di incenerimento ed il mantenimento di un adeguato sistema di sorveglianza ambientale.

In tal senso, i risultati del progetto potranno sicuramente offrire a tutti gli organismi e cittadini interessati indicazioni utili ed efficaci per il governo e l’attuazione di diversi aspetti delle politiche pubbliche (programmazione dell'uso del territorio, mitigazione degli impatti ambientali, attività di controllo e tutela della salute pubblica, e così via).

L’Osservatorio Epidemiologico Ambientale (OEA) della Regione Marche, istituito presso questa Agenzia, ha già avuto modo di riferire ai Responsabili della Sanità Pubblica alcune brevi note preliminari elaborate sui comuni potenzialmente interessati alle eventuali ricadute dell'impianto.

Il primo disegno dello studio è presentato nel documento “Valutazione epidemiologica riguardante i residenti nelle aree circostanti l’impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani del COSMARI” pubblicato sul sito di ARPA Marche a beneficio di chi desideri approfondire l’argomento.

Riteniamo infine importante ribadire anche in questo caso il nostro impegno a curare gli aspetti dell'informazione e comunicazione partecipata con la popolazione e i suoi organismi di rappresentanza. A tale proposito, rinnoviamo alle Istituzioni ed alle Associazioni o Organismi di rappresentanza interessati l’invito a contattarci per informare e discutere insieme delle caratteristiche, della realizzazione e degli eventuali limiti dello studio.

Recapiti: tel. 071 28732760 -  email: Epidemiologia.AmbientaleAN[at]ambiente.marche.it

 

 

Link: “Valutazione epidemiologica riguardante i residenti nelle aree circostanti l'impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani del COSMARI” (pdf 277 kb)

 

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Ultima modifica il Martedì, 02 Settembre 2014 10:43
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