Epidemiologia ambientale (70)

Antibiotici e acquacoltura: uno studio sul fiume Nera


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[Agosto 2020] Il Servizio Epidemiologia Ambientale di Arpa Marche è fra gli autori di un interessante articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista MDPI che indaga il possibile rapporto tra uso di antibiotici in acquacoltura e loro presenza nell'ambiente acquatico cirocostante.
Si tratta, per quanto si conosca, del primo studio teso a valutare - con il metodo DDD (Defined daily doses) - il consumo reale di antibiotici in selezionate aziende agricole italiane; in particolare, l'indagine è stata condotta presso aziende ubicate nei pressi del Fiume Nera.
 
I risultati hanno dimostrato una correlazione positiva - sebbene non statisticamente significativa a causa della piccola dimensione del campione - tra l’uso di antibiotici veterinari in acquacoltura e la loro presenza nell'ambiente acquatico circostante, che potrebbe rappresentare un punto di partenza per costruire una comprensione più ampia del reale contributo dato dai sistemi di acquacoltura all’inquinamento ambientale da antibiotici, utile al fine di considerare il loro impatto sullo sviluppo della resistenza antimicrobica.

La maggior parte delle attività europee in questo campo, in effetti, mira a promuovere l'uso prudente degli antibiotici nella medicina umana e veterinaria, mentre l'informazione per quanto riguarda i rischi associati alla presenza di antibiotici nell'ambiente acquatico è ancora scarsa.

 

LEGGI L'ARTICOLO IN VERSIONE INTEGRALE (in inglese):


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Ultima modifica il Lunedì, 17 Agosto 2020 09:37

Valutazione del possibile rapporto tra l’inquinamento atmosferico e la diffusione del SARS-CoV-2


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cop inquin sarscov19
 
[Aprile 2020] Il Servizio Epidemiologia Ambientale di Arpa Marche e l'Agenzia Regionale Prevenzione Ambiente ed Energia dell'Emilia Romagna, con la collaborazione del Dipartimento Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale (DIMES) Alma Mater Studiorum Università di Bologna e della Scuola di specializzazione igiene e medicina preventiva, Università Politecnica delle Marche (UNIVPM), hanno redatto il documento “Valutazione del possibile rapporto tra l’inquinamento atmosferico e la diffusione del SARS-CoV-2”, pubblicato nel repository della rivista Epidemiologia & Prevenzione
 

Abstract:
La rapida e drammatica diffusione dell’epidemia di COVID-19 ha richiamato l’attenzione di studiosi e ricercatori di tutte le discipline nell’intento di comprendere non solo le modalità di propagazione del virus SARS-CoV-2 e dei suoi meccanismi di interazione con l’ospite, ma anche di indagare tutte le possibili concause che possono aver giocato un ruolo determinante nel numero dei contagi e nella severità della malattia.
In tale contesto, si è cercato di comprendere, sulla base delle attuali conoscenze, il ruolo che i fattori ambientali, incluso il particolato aerodisperso, potrebbero avere avuto sulla diffusione della pandemia da SARS-CoV-2 e, in particolare, sulla severità dei sintomi e degli esiti sanitari, e di approfondire la possibile interazione tra gli inquinanti atmosferici e le infezioni respiratorie, anche sulla base del meccanismo di azione del virus con l’ospite. L’analisi effettuata ha consentito di rilevare alcune aree di ricerca meritevoli di ulteriori approfondimenti.

I Direttori generali di ARPAM e ARPAER hanno firmato congiuntamente una nota di presentazione al documento, che qui si riporta integralmente:

Un gruppo di lavoro al quale hanno partecipato anche Arpa Marche e Arpae Emilia-Romagna ha redatto un documento di attualità su un tema che suscita grande interesse e dibattito: il contributo “Valutazione del possibile rapporto tra l’inquinamento atmosferico e la diffusione del SARS-CoV-2è stato pubblicato nel repository della rivista Epidemiologia & Prevenzione, che ospita “… rapporti di lavoro preliminari, non ancora sottoposti a revisione tra pari (peer review)” riguardanti l’epidemia COVID-19.
Nel panorama attuale, caratterizzato dall’esigenza di comprendere le modalità di propagazione del virus SARS-CoV-2, questo contributo offre una chiave di lettura rigorosamente basato sulle conoscenze disponibili e su una vasta bibliografia per comprendere il ruolo che il particolato aerodisperso e altri, molteplici, fattori ambientali potrebbero avere avuto sulla diffusione e severità della pandemia in corso, oltre ad approfondire la possibile interazione tra gli inquinanti atmosferici e le infezioni respiratorie, anche sulla base del meccanismo di azione del virus con l’ospite.
Obiettivo del lavoro è stato quello di fornire un solido contributo multidisciplinare alla conoscenza in relazione a quesiti specifici sul ruolo del particolato atmosferico provenienti da più soggetti, generati anche da recenti prese di posizione di diversi gruppi di ricerca. Non va dimenticato che le risposte a questi quesiti sono di fondamentale importanza anche per progettare la ripresa con azioni capaci di sostenere e valorizzare la resilienza dei territori e sempre più orientate al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale dettati dall’Agenda Onu 2030.
Ciò che emerge dallo studio è l’individuazione di alcune aree di ricerca meritevoli di ulteriori approfondimenti, da indagare sempre attraverso un approccio multidisciplinare, che caratterizza l’attività delle due Agenzie ambientali sul tema “ambiente e salute”. Un’attività di collaborazione già collaudata, che ha fornito interessanti proposte di lavoro congiunto all’interno del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa), come il progetto “Zipper”, inserito nell’ambito del programma triennale delle attività di Sistema (Tavolo interagenziale TIC VII/7), che ha l’obiettivo di fornire al sistema Snpa uno strumento snello per la stima dell’esposizione della popolazione a determinanti ambientali e la valutazione dei conseguenti rischi per la salute.
Con il documento Valutazione del possibile rapporto tra l’inquinamento atmosferico e la diffusione del SARS-CoV-2, fortemente sostenuto dalle nostre direzioni, si conferma la volontà e la disponibilità del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente a impegnare risorse e attività di ricerca nello studio del complesso rapporto “ambiente-salute”, una volontà già formalizzata attraverso il protocollo di intesa Ispra-Snpa e Istituto superiore di sanità.

Giancarlo Marchetti, Direttore generale Arpa Marche
Giuseppe Bortone, Direttore generale Arpae Emilia-Romagna

Leggi la notizia anche sul sito SNPA

LEGGI IL DOCUMENTO INTEGRALE:


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Ultima modifica il Lunedì, 27 Luglio 2020 09:28

Inquinamento indoor: un gruppo di studio italiano per valutarne gli effetti sulla salute


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In questi giorni così segnati dall’emergenza COVID-19, durante i quali alle persone è fortemente raccomandato di non lasciare la propria abitazione se non per eccezionali e improrogabili motivi, ci sembra appropriato riproporre in questa pagina i consigli forniti dal'ISS e gli interventi e studi prodotti dal Gruppo di Studio Nazionale sull'Inquinamento Indoor, che possono fornire utili indicazioni anche su semplici comportamenti da tenere per la migliore gestione delle condizioni ambientali delle nostre abitazioni.
 
(clicca sulle immagini per ingrandire)

GUARDA LE INFOGRAFICHE DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' SU COME COMPORTARSI NELL'EMERGENZA COVID-19

CONSIGLI PER GLI AMBIENTI CHIUSI   COME RACCOGLIERE E GETTARE I RIFIUTI DOMESTICI
INDOOR COPFONTE: ISS (12/03/2020) spao RIFIUTI COPFONTE: ISS (13/03/2020)
 
LEGGI I CONSIGLI DI CARATTERE GENERALE DEL GRUPPO DI STUDIO ISS SULL'INQUINAMENTO INDOOR
 
INDOOR OPUSCOLO
 
 
[Marzo 2020] Che le esposizioni agli inquinanti all'interno degli ambienti abbiano conseguenze per la salute umana è ormai al di là di ogni discussione. Essi hanno origine all'aperto e vengono trasportati all'interno, ad esempio, aprendo le finestre o per altre forme di ventilazione, oppure possono avere origine direttamente all'interno, come prodotti di diverse reazioni chimiche.

Le stime sull’incidenza delle malattie attribuite a tali esposizioni sono a dire il vero preoccupanti, e lo diventano ancor più se si considera che l’inquinamento indoor comporta un impatto e un assorbimento socioeconomici significativi, specie laddove si è dimostrato che esso è responsabile di ridurre considerevolmente produttività e apprendimento (fino al 15%), qualità del sonno e benessere in senso lato.

Le problematiche igienico-sanitarie connesse con la qualità dell’aria indoor sono pertanto state oggetto, negli ultimi anni, di numerose iniziative sia sul campo della ricerca che della normazione.

In particolare, è stato attivato presso l’Istituto Superiore di Sanità un Gruppo di Studio nazionale (GdS) sull’inquinamento indoor che vede la partecipazione di esperti dei Ministeri della Salute, dell’Istruzione, dell’Ambiente, del Lavoro e dell’Università e della Ricerca (MIUR), delle Regioni, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), e dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e, da ultimo, del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente SNPA.

Il Gruppo di Studio, di cui fa parte in rappresentanza del SNPA il Dott. Marco Baldini del SEA di ARPA Marche,  si propone di fare il punto della situazione attuale sul tema della qualità dell’aria indoor; particolare attenzione viene posta agli ambienti lavorativi (es. uffici, banche, posta, ecc.), domestici, scolastici e ricreativi, al ruolo delle sorgenti, alle emissioni dei materiali, agli interventi di efficienza energetica, alle esposizioni della popolazione.

Anche il SEA/OEA di ARPA Marche è intervenuto sull'argomento, presentando all'Edizione 2018 di ECOMONDO lo studio "Inquinamento dell’aria indoor e impatto sullo stato di salute nella Regione Marche".

LINK AI LAVORI DEL GRUPPO ISS SULL'INQUINAMENTO IDOOR:
- Abstract presentato alla Conferenza Internazionale sulla Valutazione del Rischio Indoor da Agenti Chimici
  (Agenzia Federale dell'Ambiente, Germania, 2018)
- POSTER
Rapporti ISTISAN 13/4: Strategie di monitoraggio dei Composti Organici Volatili (COV) in ambiente indoor
Rapporti ISTISAN 13/37: Strategie di monitoraggio dell’inquinamento di origine biologica dell’aria in ambiente indoor
Rapporti ISTISAN 13/39: Workshop. Problematiche relative all’inquinamento indoor: attuale situazione in Italia. Istituto Superiore di Sanità. Roma, 25 giugno 2012. Atti
Rapporti ISTISAN 15/4: Workshop. La qualità dell’aria indoor: attuale situazione nazionale e comunitaria. L’esperienza del Gruppo di Studio Nazionale Inquinamento Indoor
Rapporti ISTISAN 15/5: Strategie di monitoraggio per determinare la concentrazione di fibre di amianto e fibre artificiali vetrose aerodisperse in ambiente indoor
Rapporti ISTISAN 15/25: Parametri microclimatici e inquinamento indoor
Rapporti ISTISAN 16/15: Presenza di CO2 e H2S in ambienti indoor: attuali conoscenze e letteratura scientifica
Rapporti ISTISAN 16/16: Strategie di monitoraggio del materiale particellare PM10 e PM2,5 in ambiente indoor: caratterizzazione dei microinquinanti organici e inorganici
-
Rapporti ISTISAN 19/17: Strategie di monitoraggio della qualità dell’aria indoor negli ambienti sanitari strategie di monitoraggio degli inquinanti chimici e biologici
-
Rapporti ISTISAN 20/3: Qualità dell’aria indoor negli ambienti scolastici: strategie di monitoraggio degli inquinanti chimici e biologici


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Ultima modifica il Mercoledì, 18 Marzo 2020 13:19

Pollini e cambiamenti climatici: correlazione di variabili climatiche con lo spettro pollinico


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[Marzo 2020] Le pollinosi, o allergie da pollini, che secondo i dati dell’oMS si posizionano ai primi posti delle malattie croniche, interessando tra il 10% e il 40% della popolazione a seconda delle regioni e dei periodi dell’anno, risultano negli ultimi anni in continuo aumento e in forte crescita soprattutto nelle aree urbane, dove la contemporanea presenza in atmosfera degli allergeni nei granuli pollinici e delle sostanze responsabili dell’inquinamento atmosferico, producono evidenti effetti sulla salute umana.

Sovrapponendosi a tale quadro, anche i cambiamenti ambientali, sia quelli di origine antropica sia quelli naturali, hanno sempre inciso in maniera significativa sulla presenza dei pollini nell’aria, determinata dalla modificazione e adattamento della vegetazione sulla terra (evoluzione della biodiversità), con la conseguente diffusione di nuovi pollini aerodispersi sia dal punto di vista qualitativo (specie) sia quantitativo.
Grazie al campionamento standardizzato ed alla contestuale analisi delle previsioni e condizioni meteo, le attività di monitoraggio e di produzione di bollettini periodici offrono elementi utili per valutare l’arrivo di picchi massimi ed il declino dei diversi tipi di polline nelle varie regioni del paese, fornendo preziose informazioni sanitarie e sociali.

Il Rapporto Ambiente SNPA (REPORT DI SISTEMA SNPA 11 2020) pubblica, nella sua parte dedicata alle specificità regionali e/o alle attività SNPA di particolare interesse per la collettività, un articolo della collega D.ssa Nadia Trobiani, biologa del Centro Regionale Aerobiologia del Dipartimento Provinciale di Ascoli Piceno e referente della Rete PollNet, dedicato ad uno studio sulla correlazione delle variabili climatiche con lo spettro pollinico, cui ha collaborato per le analisi statistiche la D.ssa Silvia Bartolacci del SEA/OEA.
Dai dati ottenuti si deduce quali parametri climatici influenzano maggiormente la stagione pollinica per ogni singola specie nel periodo preso a campione. 
 
 
 

LEGGI L'ARTICOLO:

tumore mammario prima

 

 

Link: "Pollini e cambiamenti climatici: correlazione di variabili climatiche con lo spettro pollinico" (pdf 105 kb)


 

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 19 Marzo 2020 10:09

VALUTAZIONE DELL'INCIDENZA DEL CARCINOMA DEL COLON-RETTO NELL'EX-AERCA


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[Febbraio 2020] Il Convegno "LA RETE ITALIANA AMBIENTE SALUTE (RIAS): Le sinergie fra SSN e SNPA per la prevenzione primaria", tenutosi a Milano lo scorso 20 febbraio e parte degli eventi propedeutici alla Conferenza Nazionale Salute e Ambiente 2020, ha inteso avviare una discussione sulle sinergie in tema salute e ambiente, sulla elaborazione dei piani di prevenzione e sul ruolo degli indicatori ambiente e salute nel nuovo sistema di garanzia, fornendo un quadro generale di riferimento e mettendo in risalto le esperienze significative delle collaborazioni intersettoriali e le attività istituzionali a livello regionale.

Il SEA/OEA, assieme a colleghi del Dipartimento di Scienze Biomediche e Sanità Pubblica e della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell'Università Politecnica delle Marche, ed in collaborazione con l'Osservatorio Epidemiologico Regionale - Registro Tumori della Regione Marche (ARS), ha presentato nell'occasione un'esperienza di valutazione epidemiologica dei casi di CCR tra i residenti nei comuni compresi nell'area denominata ex-AERCA.
 
Dati presenti in letteratura confermano che la possibilità di individuare il CCR in fase precoce, mediante lo screening, aumenta la probabilità di sopravvivenza e guarigione completa. Per tale motivo e alla luce della problematica emersa nell’ex-AERCA, la regione Marche, con la delibera 124 del 13 febbraio 2019, ha pianificato l’estensione delle fasce d’età target dello screening del CCR, passando da 50-69 anni a 45-74 anni.

LEGGI L'ABSTRACT PUBBLICATO NEGLI ATTI DEL CONVEGNO:

tumore mammario prima

 

 

Link: "Valutazione dell'incidenza del carcinoma del colon-retto nell'ex-AERCA della regione Marche" (pdf 662 kb)


 

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 25 Febbraio 2020 10:54

LINEE GUIDA REGIONALI PER LA VIIAS NELLE MARCHE


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[Febbraio 2020] L’impatto sulla salute dei determinanti ambientali e la tutela della collettività dai rischi sanitari degli ambienti di vita rappresentano tematiche rilevanti in sanità pubblica. La complessità della tematica e la multidisciplinarietà delle competenze richieste hanno condotto a livello regionale all’avvio di un percorso organizzativo in campo ambientale-sanitario e alla condivisione di un approccio metodologico e operativo che si è concretizzato nella stesura di linee guida per la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS) per le procedure di valutazione integrata ambientale (VIA) e valutazione ambientale strategica (VAS).

L’implementazione delle linee guida è formalmente avvenuta all’interno della realizzazione degli obiettivi posti dal PRP 2014-2018, prorogato successivamente a tutto il 2019; in particolare è stato costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare, a cui hanno preso parte operatori dell’ambiente (ARPAM) e della sanità regionale (ARS e Aree Vaste ASUR) con l’obiettivo di elaborare un documento metodologico di VIIAS in considerazione dei riferimenti normativi vigenti e di un’attenta disanima della letteratura scientifica di settore e di documenti tecnici disponibili.

Dal punto di vista strettamente metodologico il percorso operativo per la valutazione di impatto ambientale-sanitario è stato affrontato attraverso la proposta di attuazione di livelli progressivi di valutazione nell’ambito dello svolgimento di un approccio documentale, epidemiologico e tossicologico. L’approccio documentale è principalmente basato sulla valutazione di informazioni tratte dalla compilazione di ‘liste di controllo’ opportunamente predisposte; l’approccio epidemiologico prevede la descrizione dello stato di salute della popolazione potenzialmente impattata e la stima degli eventi attribuibili all’esposizione agli inquinanti ambientali connessi alla realizzazione del piano, programma, progetto; l’approccio tossicologico consta di approfondimenti crescenti, anche mediante l’utilizzo di tool informatici, per la valutazione del rischio sanitario potenzialmente associabile all’esposizione ai contaminanti rilasciati nell’ambiente dall’opera di progetto.

Le linee guida sono state realizzate con l’obiettivo primario di favorire l’integrazione e rafforzare la collaborazione a livello regionale tra strutture/istituzioni deputate alla prevenzione e protezione ambientale e sanitaria. La metodologia descritta nelle linee guida è stata oggetto di condivisione, nell’ambito di corsi di formazione che si sono svolti sul territorio regionale, con la Rete regionale ambiente e salute e con gli operatori del progetto EPIAMBNET nonché con il gruppo tecnico dell’ISS che ha curato la stesura delle linee guida nazionali sulla VIS. Con l’elaborato finale, inoltre, ci si è anche posti l’obiettivo di dotare gli operatori regionali che si occupano delle valutazioni tecniche nelle procedure autorizzatorie ambientali di uno strumento conoscitivo e metodologico finalizzato al supporto delle attività di valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS). Tutto ciò con il fine ultimo di poter offrire risposte qualificate, tempestive ed efficaci mediante l’integrazione di molteplici competenze e discipline e il coinvolgimento di tutte le istituzioni chiamate a esprimersi in termini di valutazioni sull’ambiente e sulla salute della popolazione.

LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO:

tumore mammario prima

 

 

Link: "Linee guida regionali per la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario nelle procedure di VIA e di VAS" (pdf 1.750 kb)


 

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 25 Febbraio 2020 10:21
Martedì, 12 Febbraio 2019 08:36

Il tumore mammario nelle Marche

IL TUMORE MAMMARIO NELLE MARCHE


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[febbraio 2019] Il particolato atmosferico (PM2,5 e PM10) è una miscela complessa di sostanze chimicamente e fisicamente differenti, classificata dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) fra i cancerogeni certi per l’uomo. Fra le diverse evidenze scientifiche, un’importante metanalisi di 17 studi di coorte in 9 Paesi europei (progetto ESCAPE - European Study of Cohorts for Air Pollution Effects, 2013) ha confermato una significativa associazione tra incrementi delle concentrazioni di PM2,5 e PM10 e rischio di tumore al polmone, ma è da sottolineare che, più di recente, l’attenzione dei ricercatori si è rivolta, oltre che verso le neoplasie polmonari, anche verso lo studio del possibile legame tra l’esposizione a particolato sottile e forme tumorali a carico di altri organi bersaglio; tra quest’ultimi, in particolare, le indagini si sono concentrate sulla mammella.
 
Prendendo spunto dalle emergenti osservazioni scientifiche sull’argomento, il presente studio si è proposto di descrivere la distribuzione e l’andamento temporale dell’incidenza di ricovero ospedaliero per tumore alla mammella nelle donne e negli uomini nei comuni della regione Marche nel periodo 2009-2013, e di analizzare l’influenza della concentrazione del particolato sottile (PM2,5) outdoor come fattore di rischio sull’occorrenza dell’evento sanitario.
 
I risultati dello studio epidemiologico descrittivo hanno evidenziato situazioni di problematicità meritevoli di attenzione, configurando l’opportunità di sviluppare un’attività di sorveglianza epidemiologica che, oltre all’utilizzo dei flussi informativi correnti di ricovero ospedaliero, possa giovarsi dell’impiego di dati provenienti dal registro dei tumori di popolazione.
 

LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO:

tumore mammario prima

 

 

Link: "Ricoveri ospedalieri per tumore mammario nelle Marche. Indagine epidemiologica descrittiva su base comunale 2009-2013" (pdf 1.081 kb)


 

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 12 Febbraio 2019 09:00
Martedì, 27 Novembre 2018 11:21

ARTUFF2018

 

 

01 DISPOSIZIONI GENERALI 02 ORGANIZZAZIONE 03 CONSULENTI COLLABORATORI 04 PERSONALE 05 BANDI CONCORSO 06 PERFORMANCE
07 ENTI CONTROLLATI 08 ATTIVITA PROCEDIMENTI 09 PROVVEDIMENTI 10 CONTROLLI SULLE IMPRESE 11 BANDI GARA CONTRATTI 12 SOVVENZIONI
13 BILANCI 14 BENI IMMOBILI 15 CONTROLLI RILIEVI 16 SERVIZI EROGATI 17 PAGAMENTI 18 OPERE PUBBLICHE
19 PIANIFICAZIONE TERRITORIO 20 INFORMAZIONI AMBIENTALI 21 STRUTTURE SANITARIE 22 INTERVENTI STRAORDINARI 23 ALTRI CONTENUTI  
Ultima modifica il Martedì, 26 Novembre 2019 07:26

SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA: un caso di approfondimento nelle Marche


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[febbraio 2018] La sorveglianza epidemiologica è uno strumento per identificare incrementi di eventi/rischi correlati alla salute di una popolazione e fornire tempestivamente evidenze utili per esigenze di prevenzione e controllo delle malattie, ma un maggior dettaglio dell'indagine è un importante prerequisito per ipotizzare plausibili relazioni eziologiche del fenomeno emerso.
 
Le fasi operative, dalla segnalazione dell'allarme tramite il sistema di sorveglianza epidemiologica alla formulazione di una ipotesi causale con i fattori di rischio ambientale, possono essere schematizzate in: identificazione degli eccessi dei cluster degli eventi sanitari, approfondimento del dato sanitario e sua verifica, identificazione dei fattori di rischio ambientali e, infine, formulazione dell’ipotesi causale.
Il presente lavoro, a supporto della utilità dell’avvio di un percorso metodologico di approfondimento nel caso di segnalazioni anomale da parte del sistema di sorveglianza epidemiologica, intende applicare le prime due fasi operative sopra descritte ad un caso osservato nelle Marche e relativo al cluster spaziale degli eventi di malattie infettive nei bambini marchigiani di 0-14 anni dimessi tra il 2009 e il 2013.
 
I risultati osservati indicano la necessità di un confronto multidisciplinare con gli operatori della struttura sanitaria citata nel caso in studio, anche per verificare una possibile difformità nella gestione dei pazienti tra il livello locale e il rimanente territorio regionale.
 

LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO:

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Link: "Sorveglianza epidemiologica: dalla segnalazione all'approfondimento" (pdf 537 kb)


 

 

 

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Ultima modifica il Venerdì, 16 Febbraio 2018 09:33
Lunedì, 11 Dicembre 2017 17:05

Copia di Indice Comuni

STUDI SEA/OEA: INDICE PER COMUNE


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Vuoi conoscere in quali studi abbiamo parlato del tuo Comune? Cerchi notizie su di una particolare zona del territorio marchigiano?
Con questo INDICE PER COMUNE, che comprende gli studi pubblicati nella sezione "ESPERIENZE E DOCUMENTI" del sito a partire dall'anno 2002, nonché un estratto dei contributi epidemiologici resi in occasione di procedimenti autorizzatori, ti sarà più facile reperire i dati che ti interessano!
Nella tabella sottostante, i comuni marchigiani esaminati nei nostri studi sono riportati in ordine alfabetico e, con riferimento a ciascun comune, i documenti pubblicati sono ordinati dal più recente al più lontano nel tempo. Gli studi pubblicati o licenziati nell'anno corrente sono inoltre evidenziati con il carattere rosso.
Cliccando sul link inserito nella casella "Titolo dello studio" verrai indirizzato alla corrispondente pagina tematica.
ultimo aggiornamento: 06/12/2017

 

indice comuni

 
 
 
 
 
COMUNE
PUBBLICAZIONE
ANNI IN STUDIO
TITOLO DELLO STUDIO
  236 comuni/Marche 2017 2006-2013 Ricoveri ospedalieri per aborto spontaneo nella regione Marche
  239 comuni/Marche 2016 2007-2010-2020 Le valutazioni di Health Impact Assessment per le ricadute delle polveri fini sulla popolazione marchigiana nel 2007, nel 2010 e previsionale 2020
 
239 comuni/Marche
2015
2007
  Acquasanta Terme 2015 2006-2012 Contributo epidemiologico relativo a procedimento di VIA/Assoggettabilità a VIA
  Agugliano 2016 2006-2012 Contributo epidemiologico relativo a procedimento di VIA/Assoggettabilità a VIA
 
Ancona
2015
2009-2011
 
Ancona
2012
2009
 
Ancona
2010
2007-2008
 
Ancona
2009
2004-2007
 
Ancona
2008
2007
 
Ancona
2007
2006
 
Ancona
2007
2004-2005
 
Ancona
2006
1995-2003
 
Ancona
2003
2002
 
Ancona
2002
2000-2001
 
Ancona
2002
1981-1994
 
Appignano
2014
2006-2010
 
Ascoli Piceno
2015
2009-2011
 
Ascoli Piceno
2010
2007-2008
 
Ascoli Piceno
2007
2006
 
Ascoli Piceno
2006
1995-2003
 
Belforte del Chienti
2014
2006-2010
 
Cagli
2006
1995-2003
 
Caldarola
2014
2006-2010
  Camerano 2017 2009-2013 Valutazione dello stato di salute della popolazione residente a Potenza Picena e comuni limitrofi. Aggiornamento 2016
  Camerano 2015 2006-2012 Contributo epidemiologico in procedimento di VIA/Assoggettabilità a VIA
 
Camerano
2013
2006-2010
  Camerata Picena 2016 2006-2012 Contributo epidemiologico relativo a procedimento di VIA/Assoggettabilità a VIA
 
Camporotondo di Fiastrone
2014
2006-2010
  Castelbellino 2016 2006-2012 Contributo epidemiologico relativo a procedimento di VIA/Assoggettabilità a VIA
  Castelbellino 2015 2006-2012 Contributo epidemiologico relativo a procedimento di VIA/Assoggettabilità a VIA
  Castelfidardo 2017 2009-2013 Valutazione dello stato di salute della popolazione residente a Potenza Picena e comuni limitrofi. Aggiornamento 2016
  Castelfidardo 2016 2006-2012 Contributo epidemiologico relativo a procedimento di VIA/Assoggettabilità a VIA
 
Castelfidardo
2013
2006-2010
  Castelleone di Suasa 2017 2009-2013 Contributo epidemiologico relativo a procedimento di VIA/Assoggettabilità a VIA
  Castelplanio 2016 2006-2012 Valutazione epidemiologica sulla popolazione residente nel comune di Castelplanio
 
Castelraimondo
2015
2006-2012
 
Castelraimondo
2014
2006-2010
 
Castelraimondo
2013
2006-2010
 
Chiaravalle
2012
1994-2003
 
Chiaravalle
2010
2007-2008
 
Chiaravalle
2009
1994-2003
 
Chiaravalle
2008
1994-2003
 
Chiaravalle
2007
2006
 
Chiaravalle
2002
2000-2001
  Cingoli 2016 2006-2012 Contributo epidemiologico relativo a procedimento di VIA/Assoggettabilità a VIA
  Cingoli 2015 2006-2012 Contributo epidemiologico relativo a procedimento di VIA/Assoggettabilità a VIA
  Cingoli 2015 2006-2012 Contributo epidemiologico relativo a procedimento di VIA/Assoggettabilità a VIA
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  Porto Recanati 2017 2009-2013 Valutazione dello stato di salute della popolazione residente a Potenza Picena e comuni limitrofi. Aggiornamento 2016
 
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  Urbino 2010 2007-2008 Valutazione di impatto sanitario del PM10 e dell'O3 in sedici Comuni della regione Marche (2007-2008)
 
Urbino
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