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siti inquinati (11)

Giovedì, 07 Febbraio 2013 11:16

Scheda Iter Amministrativo D.Lgs 152/06

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Partendo dal documento “Criteri per la predisposizione dell’Anagrafe dei Siti da Bonificare, ex D.M. Ambiente n. 471, del 25.10.1999 CONTENUTI e STRUTTURA DATI.” pur non essendo presente un documento specifico per la predisposizione dell’Anagrafe dei siti inquinati ai sensi del D.Lgs 152/06, sono state predisposte delle schede finalizzate ad individuare tutte le informazioni necessarie per l’inserimento e l’aggiornamento dei siti inquinati nell’Anagrafe regionale.

“Sito Potenzialmente contaminato”

Nel caso in cui si rilevi un superamento nelle matrici ambientali suolo/sottosuolo e acque sotterranee delle concentrazioni soglia di rischio (CSC) definite dal D.Lgs 152/06 Parte IV Titolo V All.5 dovranno essere compilate e trasmesse al Comune, titolare del procedimento, ed al relativo Dipartimento Provinciale  ARPAM le schede per la compilazione delle informazioni necessarie relative alla classificazione del sito come potenzialmente contaminato.

“Analisi di rischio”

Le schede relative a tale fase procedurale dovranno essere allegate al documento “Analisi di rischio” previsto dall’art.242 comma 4 del D.Lgs 152/06.

“Progetto Operativo / Messa in sicurezza permanente/operativa”

Le schede relative a tali fasi procedurale dovranno essere allegate ai progetti previsti dall’art.242 comma 7 del D.Lgs 152/06.

 

Materiale per il download:

    Analisi di rischio.

        Sezione Procedurale.
        Riferimenti Catastali.
        Matrici Contaminate.
        Contaminazione del suolo.
        Contaminazione acque sotterranee.
        Contaminazione nel sottosuolo.
        Caratteristiche Sito.
        Controlli.  

   Inserimento in anagrafe.  

        Responsabile dell'Inquinamento.
        Localizzazione.
        Riferimenti Catastali.
        Sezione Procedurale.
        Contaminazionenel suolo.
        Contaminazione nel Sottosuolo.
        Contaminazione nelle AcqueSotterranee.
        Sorgente di contaminazione.

    Progetto operativo

        Sezione Procedurale
        TecnologieUtilizzate
        SezioneFinanziaria
        Controlli

Links utili:

    D.Lgs 152/2006 Parte IV Titolo V

    Linee guida relative alle procedure per l’istruttoria dei rapporti tecnici concernenti i siti inquinati

    Delibera 1501 del 28/09/2009

    Legge regionale 2 agosto 2006, n. 13.

    Assestamento del bilancio 2006.
    (B.U.R. n. 80 del 04.08.2006)

     Art. 14 (Bonifica di siti contaminati)

Giovedì, 07 Febbraio 2013 10:54

Scheda Iter Amministrativo DM 471/99

Scritto da

Le schede di seguito predisposte sono state concepite per rispondere in maniera esaustiva alle informazioni richieste dal documento "Criteri per la  predisposizione dell’Anagrafe dei Siti da Bonificare, ex D.M. Ambiente n. 471, del 25.10.1999 CONTENUTI e STRUTTURA DATI." il cui testo definitivo è stato  concordato nell'ambito del Tavolo di consultazione ANPA-Regioni-ARPA-APPA. I responsabili della bonifica che dovranno compilare le schede allegate sono quelli il cui iter amministrativo risponde, come previsto dalla Legge Regionale N°13/2006 art.14 al DM 471/99. Si precisa che dovranno essere compilate tutte le schede sino al Progetto trasmesso al titolare del procedimento ed oggetto di valutazione.

  •     Da compilare nel caso in cui non siano già state inserite nel Progetto Preliminare di bonifica.
  •     Le schede relative a tale fase procedurale dovranno essere allegate al documento "Progetto preliminare" previsto dall’art.10 comma 5 del DM 471/99. Nel caso in cui non siano state compilate le schede relative alle precedenti fasi autorizzatorie tali moduli andranno allegati al Progetto preliminare.
  •     Le schede relative a tale fase procedurale dovranno essere allegate al documento "Progetto definitivo" previsto dall’art.10 comma 6 del DM 471/99. Nel caso in cui non siano state compilate le schede relative alle precedenti fasi autorizzatorie tali moduli andranno allegati al Progetto definitivo.

   
Inserimento in anagrafe

        Responsabile dell'Inquinamento
        Localizzazione.
        Riferimenti Catastali.
        Sezione Procedurale.
        Contaminazionenel suolovuoto.
        Contaminazione nel Sottosuolo.
        Contaminazione nelle AcqueSotterranee.
        Sorgente di contaminazione.

    Progetto preliminare.

        Sezione Procedurale.
        Riferimenti Catastali
        Matrici Contaminate.
        Contaminazione nel suolo.
        Contaminazione acque sotterranee.
        Contaminazione nel sottosuolo.
        Caratteristiche Sito.

    Progetto definitivo.

        Sezione Procedurale.
        Tecnologie Utilizzate.
        Sezione Finanziaria.
        Controlli.

Il problema della bonifica dei siti da bonificare ha ricevuto una concreta regolamentazione con l’emanazione del DLvo 22/97 e con il successivo decreto attuativo DM 471/99. In tale modo si veniva a colmare quella mancanza di procedure univoche sia di tipo amministrativo-autorizzatorio che tecnico. L’art.17 del DM 471/99 prevedeva l’istituzione, da parte delle Regione, dell’Anagrafe dei Siti Inquinati i cui contenuti tecnici sono stati definiti da APAT nel documento “Criteri per la predisposizione dell’Anagrafe dei Siti da Bonificare, ex D.M. Ambiente n. 471, del 25.10.1999 CONTENUTI e STRUTTURA DATI” il cui testo definitivo è stato concordato nell’ambito del Tavolo di consultazione ANPA-Regioni-ARPA-APPA.

La vigente normativa all’art.251 del D.Lgs 152/06 conferma tale necessità pur modificando sostanzialmente la definizione di Sito Contaminato che nel DM 471/99 veniva così indicata: è inquinato il sito nel quale anche uno solo dei valori di concentrazione delle sostanze inquinanti nel suolo, sottosuolo o nelle acque superficiali o acque sotterranee risulta superiore ai valori di concentrazione limite accettabili stabiliti”. La nuova definizione di sito inquinato, e quindi di sito da inserire nell’Anagrafe Regionale, risulta essere notevolmente differente dalla precedente ed in particolare un sito si definisce inquinato quando: “i valori delle Concentrazioni Soglia di Rischio determinati con l’applicazione della  procedura di analisi di rischio di cui all’All.1 risultano superati.” Tale modifica comporta quindi sostanziali differenze nella procedura di inserimento di un sito.

L’Anagrafe dei siti inquinati va comunque considerata, oltre che una fonte di dati ambientali, anche come supporto per la gestione e pianificazione per la Regione di tutte quelle implicazioni tecniche, amministrative e finanziarie che l’argomento coinvolge. Risulta essere pertanto uno strumento in continuo aggiornamento che prevede diverse modalità di ingresso dei siti ma non ne prevede l’uscita. 

La Deliberazione della Giunta Regionale delle Marche n° 1104 del 06/08/2018 “Linee guida regionali per la gestione dei siti inquinati – Procedura informatizzata SIRSI. D.Lgs 152/06 Parte IV Titolo V” definisce le procedure che dovranno essere utilizzate da tutti i soggetti coinvolti per la gestione dell’Anagrafe Regionale dei siti inquinati.

La Delibera introduce ed ufficializza l’utilizzo del software gestionale S.I.R.S.I. “Sistema Informativo Regionale Siti Inquinati”; nella seconda Sezione vengono descritte le modalità operative che devono essere seguite per la corretta compilazione.

Il S.I.R.S.I. permette la gestione informatizzata e l’elaborazione dei dati e delle informazioni utili per la predisposizione dell’Anagrafe regionale dei siti da bonificare, secondo quanto previsto dall’art. 251 del D.Lgs 152/2006.

Il sistema informativo S.I.R.S.I. è strutturato in “sezioni procedurali”, ognuna delle quali segue le fasi previste dal D.Lgs. 152/06, Parte IV, Titolo V, dalla notifica all’avvenuta bonifica, la cui compilazione segue una procedura gestionale chiara e rigorosa.

I soggetti obbligati dalla notifica, accedendo al sito web: http://sirsi.ambiente.marche.it, sono tenuti al costante aggiornamento dei dati seguendo le tappe previste dall’iter amministrativo definito dai diversi livelli procedurali e progettuali.

Al termine della compilazione di ogni sezione procedurale:

- Notifica;
- Autocertificazione;
- Piano della Caratterizzazione;
- Analisi di Rischio - Sito Specifica;
- Progetto Operativo di Bonifica;
- Piano di Monitoraggio;

viene generata una scheda in formato pdf che dovrà essere trasmessa agli enti per la relativa validazione.

Le schede generate nelle fasi relative alle sezioni procedurali: Piano della Caratterizzazione, Analisi di Rischio, Progetto di Bonifica, Piano di monitoraggio in procedura ordinaria e presentazione del Progetto in procedura semplificata, vanno allegate ad ogni stadio progettuale ai fini della presentazione in sede di Conferenza dei Servizi.

Per i siti già notificati alla data di applicazione della presente Delibera il soggetto notificatore dovrà richiedere le credenziali di accesso al seguente indirizzo PEC (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) o con raccomandata A/R al seguente indirizzo: ARPAM Dipartimento provinciale di Ancona - viale C.Colombo, 106 - 60127

Presso il Dipartimento di Ancona dell’A.R.P.A.M. è presente il centro di gestione, coordinamento e assistenza utenti, Anagrafe Regionale Siti da Bonificare (A.R.S.B.) i cui riferimenti sono riportati nel modulo a colonna a fianco della pagina.


http://sirsi.ambiente.marche.it  -  DGR n°1104 del 06/08/2018   -  manuale d'uso

 

Il Sito di Interesse Nazionale di “Falconara Marittima” viene istituito con la legge 179 del 31/07/2002 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale N. 189 del 13 Agosto 2002.
La perimetrazione del sito è stata successivamente definita con Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio del 26 febbraio 2003 - Perimetrazione del sito di interesse nazionale di Falconara Marittima, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale N. 83 del 27 maggio 2003.

Il Sito di interesse nazionale è compreso nell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale Falconara e bassa valle dell’Esino (AERCA) individuata dalla Regione Marche con Delibera Amministrativa del Consiglio Regionale n. 305/00 a cui hanno fatto seguito legge regionale n. 6 del 6/4/2004, legge regionale n. 21 del 12/10/2004 e Piano di Risanamento dell’AERCA con Delibera del Consiglio regionale n. 172/2005.

 

Con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 308 del 28 novembre 2006 sono state assegnate al sito di Falconara Marittima risorse finanziarie pari a € 3.272.727,00 su cui è in corso la stipula dello specifico Accordo di Programma tra gli Enti interessati.

Fanno parte del Sito di Interesse Nazionale “Falconara Marittima” le seguenti aree:

  • api Raffineria di Ancona S.p.A.;
  • stabilimento ex Montedison;
  • aree interne Aerdorica S.p.A.;
  • ex Liquigas – località Castellaraccia;
  • ex industria chimica-bitumi;
  • area di via Monti e Tognetti;
  • area RFI antistante sito ex Montedison
  • campo sportivo parrocchia di S. Maria della Neve e S. Rocco;
  • ex officina meccanica Gattini;
  • ex Vibrocementi;
  • ex discarica R.S.U.

Nella perimetrazione è compresa anche l'area marina prospiciente quella terrestre che si estende dalla Raffineria api all’ex Montedison per una superficie complessiva pari a circa 1200 ha.

Il sito di interesse Nazionale di Falconara Marittima è posto nella pianura alluvionale in prossimità della foce del fiume Esino. L’area a mare prospiciente tale sito è caratterizzata da fondali poco profondi ad elevata dinamicità a livello oceanografico, con accentuate variazioni stagionali ed interannuali influenzate dalla forte escursione termica che si verifica tra stagione invernale ed estiva a causa della bassa profondità del fondale e dagli apporti di acque dolci fluviali dovuti alla presenza del fiume Esino che sfocia nelle adiacenze del complesso api.

Lunedì, 14 Gennaio 2013 16:15

Basso bacino del fiume Chienti

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Il sito di interesse nazionale del basso bacino del fiume Chienti viene istituito, con Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio del 18 settembre 2001, n. 468 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio 2002).
La perimetrazione del sito è stata successivamente definita con Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio del 26 febbraio 2003 - Perimetrazione del sito di interesse nazionale del basso bacino del fiume Chienti (pubblicato nella G.U. del 27 maggio 2003) e comprende in totale una porzione di territorio di circa 26 Km2.

La zona in sinistra idrografica (16 Km2) ricade nei territori dei comuni di Morrovalle, Montecosaro e Civitanova Marche, mentre l'area in destra idrografica di circa 10 Km2 di estensione interessa i territori comunali di Sant'Elpidio a Mare e Porto S. Elpidio.
Nella perimetrazione è compresa anche l'area marina prospiciente quella terrestre, che ha un'ampiezza complessiva pari a 1200 ha e si estende, partendo da sud e risalendo lungo la costa in direzione nord, dall'estremità settentrionale del centro abitato di Porto Sant' Elpidio fino al porto di Civitanova Marche (circa 4 km), per una distanza di 3 km dalla costa.
Nel 2005 l' ARPAM e l'APAT, su incarico del Ministero dell'Ambiente, hanno redatto il piano per la caratterizzazione di parte pubblica che è stato approvato in sede di conferenza dei servizi decisoria (ex art. 14, comma 2, della legge n. 241/90) il 24 marzo 2005 unitamente al piano dell'area marina predisposto dall’ICRAM.

Con D.G.R. n. 1573 del 12.12.2005 la Regione Marche ha affidato l'incarico ad ARPAM di eseguire la caratterizzazione delle aree pubbliche e dell'area marino-costiera, procedendo per fasi successive.

I Siti d'Interesse Nazionale (SIN) sono aree del territorio nazionale definite in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità  e pericolosità  degli inquinanti presenti, all'impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico e di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali. I SIN sono individuati e perimetrati con Decreto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Differiscono dagli altri siti contaminati anche perchè la loro procedura di bonifica è attribuita al Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che può avvalersi anche dell'ISPRA, delle ARPA, dell'ISS ed altri soggetti.

Clicca qui per dettaglio

Lunedì, 14 Gennaio 2013 16:04

Area AERCA

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L’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale Falconara e bassa valle dell’Esino (AERCA) viene individuata dalla Regione Marche con Delibera Amministrativa del Consiglio Regionale n. 305/00 a cui hanno fatto seguito legge regionale n. 6 del 6/4/2004, legge regionale n. 21 del 12/10/2004 e Piano di Risanamento dell’AERCA con Delibera del Consiglio regionale n. 172/2005.
Essa comprende circa 85 Km2 di territorio su cui insistono i comuni di Ancona, Falconara Marittima, Montemarciano, Chiaravalle, Camerata Picena, Agugliano, Jesi, Monte San Vito e Monsano a cui si aggiunge un’area di circa 53 km2 di mare.
Il Sito d’Interesse Nazionale di “Falconara Marittima” ricade all’interno dell’AERCA.


L’area mostra delle fragilità ambientali connesse a diversi fattori che la caratterizzano, come la presenza di fenomeni di instabilità della zona collinare esposta verso il mare, una forte densità abitativa su tutta la linea litoranea e la presenza di aree soggette a fenomeni di esondazioni ed inondazioni legati allo stato del fiume Esino ed i suoi affluenti.
Accanto a tali problematiche di carattere morfologico insistono in tale territorio criticità correlate alla presenza di insediamenti produttivi e commerciali che concorrono ad accrescere le pressioni ambientali.

Lunedì, 14 Gennaio 2013 16:04

Cartografia

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Lunedì, 14 Gennaio 2013 16:03

Normativa

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Normativa

Lunedì, 14 Gennaio 2013 16:02

Siti regionali

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Cartografia
Area AERCA

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