acqua f

Ostreopsis ovata

report ostreopsis ovata - settembre 2018
L’alga invisibile - Ostreopsis ovata: Impariamo a conoscerla

Ostreopsis cf. ovata è un’alga microscopica unicellulare, distribuita nella zona temperata-calda/subtropicale. Ormai da diversi anni è presente nelle acque del Mar Mediterraneo, comprese molte aree costiere italiane caratterizzate da coste e fondali a prevalente natura rocciosa.
La sua proliferazione alle nostre latitudini è legata essenzialmente a fattori climatici e idrodinamici quali:
• condizioni meteo-marine stabili (alta pressione atmosferica);
• moto ondoso ridotto (presenza di scogliere naturali o artificiali);
• temperatura dell’acqua relativamente elevata.
I segni caratteristici del fenomeno di fioritura massiva, osservabili a occhio nudo, sono:
• formazione sott’acqua di una pellicola brunastra dall’aspetto membranoso e gelatinoso sugli scogli e su tutto ciò che si trova sul fondo;
• presenza di aggregati brunastri (fiocchi e/o filamenti) di consistenza gelatinosa in sospensione; in superficie tali aggregati possono talvolta presentarsi sotto forma di schiume di color bruno-rossiccio;
• talvolta opalescenza dell’acqua.

L’inalazione di palitossina e composti palitossina-simili prodotti dalla microalga presenti nell’aerosol marino possono provocare fenomeni di intossicazione per inalazione (disturbi alle prime vie respiratorie, talvolta stati febbrili) o per contatto (congiuntiviti e dermatiti) in bagnanti o persone che stazionano sulle spiagge durante intense fioriture di Ostreopsis cf. ovata

I campionamenti di microalghe tossiche vengono effettuati solo nei punti a rischio fino alla loro prima comparsa. I punti a rischio sono determinati dai seguenti fattori:

  1. fondali ghiaiosi e rocciosi che favoriscono la presenza di macroalghe bentoniche frondose;
  2. piccole insenature circondate da barriere rocciose con un ricambio di acqua limitato che permette l'innalzamento della temperatura dell'acqua;
  3. spiagge con consistente affluenza di bagnanti, con i requisiti di cui ai punti 1 e 2.
Martedì, 04 Febbraio 2014 14:17

Acque destinate alla vita dei molluschi

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Nelle acque superficiali marine a specifica destinazione funzionale sono comprese, oltre alle acque di balneazione, anche le acque destinate alla vita dei molluschi. I molluschi eduli lamellibranchi rappresentano una voce importante nel contesto dell’economia ittica della Regione Marche: le acque marine costiere regionali sono infatti sede non solo di banchi e popolamenti naturali di molluschi bivalvi (Chamelea gallina e Mytilus galloprovicialis), ma ospitano anche numerosi allevamenti.

La qualità delle acque destinate alla vita dei molluschi è regolamentata dall’art. 87 e 88  dall’allegato 2 sez C alla parte terza del D.Lgs. 152/06. Le regioni hanno il compito di designare, nell’ambito delle acque costiere marine e salmastre sede di banchi naturali di molluschi bivalvi e gasteropodi, quelle che richiedono protezione e miglioramento per consentirne lo sviluppo e per contribuire alla buona qualità dei prodotti. L’art. 79 del succitato decreto prevede infatti che le regioni stabiliscano programmi che, una volta recepiti nel Piano di Tutela, consentano di mantenere o adeguare la qualità delle acque all’obiettivo di qualità per specifica destinazione e cioè raggiungere la conformità agli standard entro il 31 dicembre 2015. La Regione Marche ha provveduto ad una prima designazione sulla base di quanto prevedeva il D.Lgs 131/92: l’intera costa è stata designata e suddivisa in 33 aree; esse sono state classificate in aree da proteggere o da migliorare prendendo in considerazione per ciascuna area i dati del piano di monitoraggio eseguito da ARPAM presso 19 stazioni di Mytilus galloprovincialis dei banchi naturali integrati con i risultati dell’indagine svolta dai Servizi Veterinari dell’Azienda Sanitaria sulle vongole (Chamelea gallina.) Le acque per essere conformi, devono rispondere ai requisiti di qualità di cui alla tabella 1/C dell’Allegato 2 sez C della parte terza del D.Lgs. 152/06, che comprende parametri chimico-fisici sulle acque e parametri chimici e microbiologici da determinare sulla polpa del mollusco.

Martedì, 04 Febbraio 2014 12:53

Monitoraggio marino costiero

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La Direttiva della Comunità Europea 2000/60/CE “Direttiva Quadro sulle Acque” ha istituito un quadro di riferimento per l’azione comunitaria in materia di protezione delle acque, prendendo in considerazione tra l’altro anche le acque marino-costiere. La direttiva persegue obiettivi ambiziosi: prevenire il deterioramento qualitativo e quantitativo delle risorse idriche, migliorare lo stato delle acque ed assicurarne un utilizzo sostenibile.

Il D.Lgs 152/2006, recependo la Direttiva 2000/60/CE, ha cambiato il presupposto teorico su cui si basano i controlli ambientali: oggetto principale del monitoraggio è divenuto il corpo idrico, per il quale deve essere garantito il mantenimento o il recupero della qualità ambientale attraverso una serie di interventi di tutela e risanamento personalizzati.

Tutti i corpi idrici, acque marine comprese, devono raggiungere un buono stato ambientale entro il 2015. Questo è uno degli obiettivi previsti dalla Direttiva Quadro sulle Acque.

Il monitoraggio fornisce un quadro complessivo dello stato ecologico e chimico dell’ambiente marino costiero e permette di classificare i corpi idrici per poterne verificare l’effettivo stato.

Martedì, 04 Febbraio 2014 11:54

Acque destinate alla potabilizzazione

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L’allegato 2 del Decreto Legislativo 152/06, tratta dei criteri per la classificazione dei corpi idrici a specifica destinazione funzionale e, nella sezione A, disciplina i criteri generali e le metodologie per il rilevamento delle caratteristiche qualitative e per la classificazione delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile.
Nella Regione Marche risultano classificati 13 punti di captazione di acqua superficiale destinata alla potabilizzazione, utilizzati per l’alimentazione di 12 impianti di trattamento per la produzione di acqua potabile, 10 in provincia di Pesaro e 2 in provincia di Macerata. Gli invasi interessati da captazioni sono il lago di Mercatale ed il lago di Castreccioni.
I criteri di classificazione si applicano alle acque superficiali utilizzate o destinate ad essere utilizzate per la produzione di acqua potabile dopo trattamenti appropriati.
Le acque superficiali si classificano nelle categorie A1, A2, A3 secondo quanto definito dalla tab.1/A, nello stesso punto, con frequenza minima annua di dodici volte all’anno per i corpi idrici da classificare e otto per quelli già classificati.

Martedì, 04 Febbraio 2014 11:50

Programma di sorveglianza algale

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Al fine di salvaguardare la salute pubblica dalla proliferazione di alghe, anche aventi implicazioni sanitarie, ARPAM deve attuare il Programma di Sorveglianza Algale adottato dalla Regione Marche. Secondo quanto richiesto dal Decreto 30 marzo 2010 Allegato B, durante la stagione balneare 2013, in tutte le acque di balneazione interne oltre ai parametri microbiologici, è stato condotto un programma di monitoraggio per la sorveglianza delle proliferazioni dei cianobatteri comprendente anche la ricerca delle tossine algali.
I controlli, mensili e bimensili da giugno a settembre, prevedono analisi chimiche e chimico/fisiche (O2 disciolto, pH, nutrienti etc…) e valutazioni della componente fitoplanctonica.

Martedì, 04 Febbraio 2014 11:46

Classificazione dei corpi idrici lacustri

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Lo stato ecologico è dato dalla classe peggiore ottenuta dagli indici biologici, dagli elementi chimico fisici (rappresentati dall’indice LTLeco)e dalle sostanze non appartenenti all’elenco di priorità. Può variare tra ELEVATO, BUONO, SUFFICIENTE, SCARSO E CATTIVO.

Il buono stato chimico può essere definito se tutte le concentrazioni rilevate per le sostanze appartenenti all’elenco di priorità rispettano gli standard di qualità.

Il primo ciclo triennale di monitoraggio si è concluso al termine dell’anno 2012, ottenendo la prima classificazione dei corpi idrici lacustri ai sensi della nuova normativa DM 260/2010.

Martedì, 04 Febbraio 2014 11:34

Monitoraggio ambientale dei corpi idrici lacustri

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I corpi idrici sono le unità a cui fare riferimento per riportare ed accertare la conformità con gli obiettivi ambientali.

I criteri per l’identificazione dei corpi idrici tengono conto principalmente delle differenze dello stato di qualità, delle pressioni esistenti sul territorio e dell’estensione delle aree protette.

Con DGR 2060 del 07/12/2009 la Regione Marche ha provveduto all’individuazione e tipizzazione di 7 corpi idrici appartenenti agli invasi artificiali, come indicato in tabella.

NOME

BACINO

CODICE CORPO IDRICO

TIPOLOGIA

TIPO

Lago di Mercatale

Foglia

11.R002.LAGO_MERCATALE

INVASO

ME-2

Lago di Castreccioni

Musone

11.R014.LAGO_CASTRECCIONI

INVASO

ME-4

Lago di Gerosa

Aso

11.R025.LAGO_GEROSA

INVASO

ME-4

Lago del Fiastrone

Chienti

11.R019.LAGO_FIASTRONE

INVASO

ME-4

Lago di Polverina

Chienti

11.R019.LAGO_POLVERINA

INVASO

ME-2

Lago di Borgiano

Chienti

11.R019.LAGO_BORGIANO

INVASO

ME-2

Lago di Talvacchia

Tronto

00.I028.LAGO_TALVACCHIA

INVASO

ME-4

Agli invasi presenti nella Regione Marche non è stata assegnata una categoria di rischio ed in via precauzionale il ciclo di monitoraggio 2010 - 2012 è stato di tipo operativo.

Su ciascuno degli invasi della Regione Marche è stato posizionato un sito di campionamento sul quale effettuare il monitoraggio ai sensi del DM 260/2010.

Il sistema di monitoraggio si basa sulla definizione di uno stato ecologico, che prevede la determinazione di indicatori biologici, di parametri fisico chimici e chimici, e di uno stato chimico, impostato sulla determinazione delle sostanze pericolose prioritarie.

Poichè nella Regione Marche sono monitorati solo invasi artificiali, lo stato ecologico viene attribuito attraverso il fitoplancton, quale unico indicatore biologico previsto, attraverso analisi chimiche e chimico fisiche nella colonna d’acqua. La determinazione dello stato chimico prevede l’analisi delle sostanze chimiche appartenenti all’elenco di priorità di cui alla tabella 1/A del DM 260/2010.

ELEMENTI DI QUALITA'

OPERATIVO

SORVEGLIANZA

NOTE

BIOLOGICI

Fitoplancton

6 volte/anno

6 volte/anno

 

Macrofite

\

\

Non richiesto per gli invasi artificiali.

Diatomee

\

\

Non richiesto per gli invasi artificiali.

Macroinvertebrati

\

\

Non richiesto per gli invasi artificiali.

Pesci

\

\

Facoltativo per gli invasi artificiali.

IDROMORFOLOGICI

Continuità

\

\

Non richiesto per gli invasi artificiali.

Idrologia

continuo

continuo

A cura di ENEL.

Morfologia

\

\

In attesa di emissione metodo.

FISICO-CHIMICI E CHIMICI

Condizioni termiche

bimestrale

bimestrale

Lungo la colonna d'acqua.

Ossigenazione

bimestrale

bimestrale

Lungo la colonna d'acqua.

Conducibilità

bimestrale

bimestrale

Lungo la colonna d'acqua.

Stato dei nutrienti

bimestrale

bimestrale

Lungo la colonna d'acqua.

Stato di acidificazione

bimestrale

bimestrale

Lungo la colonna d'acqua.

SOSTANZE NON PRIORITARIE

Tab. 1B

4 volte/anno

4 volte/anno

Lungo la colonna d'acqua (superficie, metà colonna e fondo).

Per la frequenza valgono gli stessi criteri adottati per i fiumi.

SOSTANZE PRIORITARIE

Tab. 1A

4 volte/anno

4 volte/anno

 

 

 
Martedì, 04 Febbraio 2014 11:30

Normativa

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Le attività previste dalla direttiva comunitaria vengono recepite in Italia attraverso il D.Lgs 152/2006 e i successivi decreti. Le principali attività possono essere così sintetizzate:

Caratterizzazione dei corpi idrici

  • Individuazione dei tipi basata su descrittori abiotici: geografici, climatici e geologici;
  • Individuazione dei corpi idrici superficiali: unità a cui fare riferimento per riportare ed accertare la conformità con gli obiettivi ambientali;
  • Analisi delle pressioni e degli impatti: i corpi idrici vengono definiti “a rischio”, “probabilmente a rischio”, “non a rischio”.

Monitoraggio delle acque superficiali

  • Di sorveglianza: corpi idrici rappresentativi per ciascun bacino idrografico
      • non a rischio
      • probabilmente a rischio
  • Operativo: tutti corpi idrici a rischio
  • Di indagine

Monitoraggio di sorveglianza: obiettivi

  • Integrare e convalidare i risultati dell’analisi dell’impatto;
  • Progettare futuri programmi di monitoraggio;
  • Valutazioni a lungo termine;
  • Classificare i corpi idrici.

Monitoraggio operativo: obiettivi

  • Valutare le variazioni dello stato dei corpi idrici a rischio risultanti dai programmi di misure;
  • Classificare i corpi idrici.

Monitoraggio d’indagine

  • Evidente scostamento dalle condizioni di normalità e non si è in grado di individuare con certezza né le attività insediate sul territorio, né tanto meno le condizioni chimiche e chimico-fisiche che sono alla base del degrado.
Martedì, 04 Febbraio 2014 11:27

Monitoraggio

Il D.Lgs 152/2006, recependo la Direttiva 2000/60/CE, ha cambiato il presupposto teorico su cui si basano i controlli ambientali: oggetto principale del monitoraggio è divenuto il corpo idrico, per il quale deve essere garantito il mantenimento o il recupero della qualità ambientale attraverso una serie di interventi di tutela e risanamento personalizzati.

Il monitoraggio fornisce un quadro complessivo dello stato ecologico e chimico dell’ambiente lacustre e permette di classificare i corpi idrici per poterne verificare l’effettivo stato.

Il decreto attuativo D.M. 8 novembre 2010 n. 260 ha stabilito nuovi criteri tecnici per il monitoraggio e la classificazione dei corpi idrici superficiali in funzione degli obiettivi di qualità ambientale, fissando le condizioni di riferimento tipo-specifiche per i corpi idrici superficiali.

Martedì, 04 Febbraio 2014 10:33

Pubblicazioni

 

balneazione 2017 ico (2017)
RELAZIONE ANNUALE SULLA QUALITA' DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE (stagione 2017)
Pagine da 1   Introduzione e sintesi dei risultati (2017)
RELAZIONE TRIENNALE (2013-2015) SULLA QUALITA' DEI CORPI IDRICI FLUVIALI DELLA REGIONE MARCHE
introduzione e sintesi dei risultati - cartografia: stato ecologico e stato chimico dei corpi idrici fluviali
parte I risultati monitoraggio bacini: Conca, Tavollo, Foglia, Arzilla, Metauro, Cesano
parte II risultati monitoraggio bacini: Misa, Esino, Musone
parte III risultati monitoraggio bacini: Potenza, Chienti, Tenna
parte IV risultati monitoraggio bacini: Ete Vivo, Aso, Menocchia, Tesino Albula, Tronto, Tevere
Relaz specifica destin 2013 2014 2015 ico

(2017)
RELAZIONE SULLE ACQUE SUPERFICIALI INTERNE A SPECIFICA DESTINAZIONE

 Pagine da relazione sotterranee 2013 2015 REV1  

(2016)
RELAZIONE SULLO STATO DI QUALITA' DEI CORPI IDRICI SOTTERRANEI PER IL TRIENNIO 2013-2015

Pagine da RelBal2016 REV1 (2017)
RELAZIONE ANNUALE SULLA QUALITA' DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE ANNO 2016
Pagine da relazione laghi triennio 2013 2015 (2016)
RELAZIONE SULLO STATO DI QUALITA' DEI CORPI IDRICI LACUSTRI PER IL TRIENNIO 2013-2015
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RELAZIONE SULLO STATO DI  QUALITA' DEI CORPI IDRICI FLUVIALI ANNO 2014
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RELAZIONE SULLO STATO DI QUALITA' DEI CORPI IDRICI LACUSTRI PER IL TRIENNIO 2010-2012
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Pagine da Relazionelaghi 2014 (2015)
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SorveglianzaLaghi 2014 Pagina 001 (2015)
PIANO DI SORVEGLIANZA ALGALE DEI LAGHI: FIASTRONE BORGIANO E CASTRECCIONI
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RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DI QUALITA' DEI CORPI IDRICI FLUVIALI PER L'ANNO 2013

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(2014)
RELAZIONE ANNUALE SULLA QUALITA' DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE ANNO 2014

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(2014)
RELAZIONE SULLO STATO DI QUALITA' DEI CORPI IDRICI SOTTERRANEI PER IL TRIENNIO 2010-2012 Classificazione provvisoria

corpi idrici (2014)
RELAZIONE SULLO STATO DI QUALITÀ DEI CORPI IDRICI MARINO COSTIERI PER IL TRIENNIO 2010-2012 Classificazione provvisoria

(2013)
RELAZIONE SULLO STATO DI QUALITA' DEI CORPI IDRICI FLUVIALI PER IL TRIENNIO 2010-2012 - CLASSIFICAZIONE PROVVISORIA

(2010)
SORVEGLIANZA ALGALE NELLA REGIONE MARCHE ANNO 2011

 

(2010-2012)
RELAZIONE SULLE ACQUE A SPECIFICA DESTINAZIONE

 

(2013)
RELAZIONE ANNUALE SULLA QUALITA' DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE ANNO 2013

(2011)
SORVEGLIANZA ALGALE NELLA REGIONE MARCHE ANNO 2012

 

(2012)
RELAZIONE ANNUALE SULLA QUALITA' DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE

Pagine da Gerosa

(2010)
MONITORAGGIO DELLE ACQUE E DEI SEDIMENTI DEL LAGO ARTIFICIALE DI GEROSA FINALIZZATO ALLO STUDIO CIRCA LA PRESENZA DEL CIANOBATTERIO TOSSICO PLANKTOTHRIX RUBESCENS

 

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