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RICOVERI OSPEDALIERI PER ABORTO SPONTANEO NELLA REGIONE MARCHE


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[luglio 2017] Una indagine condotta dal SEA/OEA nell’anno 2016 con approccio sia descrittivo che analitico, aveva permesso di segnalare alcune anomalie del fenomeno abortivo che si manifestano in determinate aree geografiche della Regione, portando altresì all’individuazione di associazioni causali tra l’abortività spontanea e i fattori di rischio indagati, tra i quali trovava un ruolo determinante il particolato atmosferico.
 
La disponibilità di dati più recenti, ora aggiornati al periodo 2006-2013, e le richieste avanzate da autorità preposte alla salvaguardia e tutela della salute pubblica e da rappresentanti di forme associative di cittadini, hanno fornito l’occasione per l’elaborazione di questo nuovo studio, che si è proposto di includere, oltre all’analisi dell’influenza della concentrazione del particolato sottile (PM2,5) outdoor, anche lo status di cittadinanza quale fattore di rischio sull’occorrenza dell’evento sanitario.
 
In generale i dati emersi sono risultati in linea con quelli rilevati nello studio precedente evidenziando, specie in alcune realtà comunali, l’esigenza di continuare a sorvegliare nel tempo l’andamento del fenomeno abortivo. Il fenomeno dell’abortività spontanea è, infatti, particolarmente complesso e difficile da studiare in quanto, in una popolazione di donne multietnica, esistono numerose variabili personali e comportamentali che influiscono sulla sua occorrenza.


LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO:

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Link: "Ricoveri ospedalieri per aborto spontaneo nella regione Marche" (pdf 1.197 kb)


 

 

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