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2006 2007

Le esperienze e i documenti del Servizio e dell'Osservatorio pubblicati negli anni 2006-2007


INDICE

2007 |  I DATI SULL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO IN REGIONE
2007 |  TEMPERATURE ESTREME E RISCHIO MORTE: ANALISI SULLE ONDATE DI CALORE
2007 | ANCONA: RAPPORTO TRA POLVERI SOTTILI E CARDIOPATIE ISCHEMICHE
2006 | ADOLESCENTI E STILI DI VITA A RISCHIO
2006 | NANOPARTICELLE E SALUTE: UN ARTICOLO TRADOTTO DAL SEA
2006 | PRESENZA DI AMIANTO: UNA METODOLOGIA DI CLASSIFICAZIONE PROPOSTA DAL SEA
2006 | STATO DI SALUTE E PRESENZA DI DISCARICHE: UNO STUDIO SULLA REALTA' REGIONALE
2006 | LINEE GUIDA DELL'OMS SULL'USO RICREATIVO DELL'ACQUA

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I DATI SULL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO IN REGIONE
[anno 2007] Nei primi mesi del 2007 il WHO Regional Office for Europe ha pubblicato il rapporto "HEALTH IMPACT OF PM10 AND OZONE IN 13 ITALIAN CITIES" in cui si stimano gli effetti sanitari dell'inquinamento atmosferico sulle popolazioni delle principali città italiane. Non essendo presenti nello studio realtà marchigiane si è voluto valutare, anche per l'anno appena trascorso e con la metodologia del WHO, l'impatto delle polveri fini e dell'ozono nelle città della regione dove sono attivi sistemi di monitoraggio degli inquinanti atmosferici.

VALUTAZIONE DI IMPATTO SANITARIO DEL PM10 E DELL’O3 IN 12 COMUNI DELLA REGIONE MARCHE NEL 2006

Introduzione e obiettivi: Numerosi studi epidemiologici hanno documentato gli effetti avversi sulla salute umana delle esposizioni a breve termine a inquinanti atmosferici. Grazie a queste basi scientifiche è possibile valutare l’impatto sanitario dell’inquinamento atmosferico su specifiche popolazioni. L’impatto, cioè il numero di decessi o malattie dovuti all’inquinamento dell’aria, è una funzione del rischio relativo, dell’intensità dell’esposizione della popolazione in studio e dei tassi di mortalità e morbosità. L’obiettivo del presente lavoro è quello di valutare l’impatto sanitario del PM10 e dell’O3 nei comuni della regione Marche per i quali, nel 2006, sono stati sistematicamente raccolti i dati relativi a questi agenti.

Materiali e metodi: I comuni per i quali sono stati sistematicamente raccolti i dati ambientali relativi al PM10 e all’O3 nel 2006 sono risultati 12: Ancona, Chiaravalle, Fabriano, Falconara Marittima, Montemarciano, Senigallia, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Civitanova Marche, Macerata, Fano e Pesaro. Relativamente alla popolazione residente, sono stati presi in considerazione i decessi per tutte le cause, per quelle cardiovascolari e per le respiratorie, oltre alle degenze per patologie cardiache e respiratorie. Le concentrazioni giornaliere del PM10 e dell’O3 sono state utilizzare come misure di esposizione per la valutazione di impatto sanitario con counterfactual pari rispettivamente a 10 e a 70 µg/m3. Il numero degli eventi in eccesso è stato calcolato seguendo la metodologia prevista nel software AirQ distribuito dall’OMS.

Risultati: Solamente i comuni di Ascoli Piceno, Macerata e San Benedetto del Tronto sono riusciti a rispettare il vincolo di 40 µg/m3 imposto dalla direttiva 99/30/EC e dalle norme nazionali sulla media annuale del PM10. Relativamente all’O3, sono stati riscontrati valori superiori a 70 µg/m3 in 2 dei 3 comuni per i quali sono stati sistematicamente raccolti i dati relativi a questo agente. Sono risultati complessivamente attribuibili a concentrazioni di PM10 superiori a 10 µg/m3 113 decessi per tutte le cause, dei quali 76 per cause cardiovascolari e 18 per cause respiratorie, oltre a 107 ricoveri per cause cardiache e a 140 per cause respiratorie. L’impatto dell’O3 è risultato piuttosto marginale.

Conclusione: I risultati hanno mostrato che nel 2006 il peso del PM10 è stato consistente sia in termini di decessi (113 per tutte le cause) che di ricoveri ospedalieri (107 per cause cardiache e 140 per cause respiratorie), mentre quello dell’O3 è stato piuttosto marginale. Questi risultati offrono un nuovo, seppur modesto, contributo che potrebbe sensibilizzare ulteriormente i decisori politici al problema dell’inquinamento atmosferico. Si sottolinea, infine, la necessità di continuare a monitorare l’impatto sanitario degli inquinanti atmosferici nella regione Marche anche allo scopo di valutare l’efficacia delle azioni intraprese per affrontare queste tematiche.

Leggi e scarica il documento: VALUTAZIONE DELL'IMPATTO SANITARIO DEL PM10 E DELL'O3 IN 12 COMUNI DELLA REGIONE MARCHE NEL 2006 [pdf, 262 kb]


TEMPERATURE E RISCHIO MORTE: ANALISI SULLE ONDATE DI CALORE
[anno 2007] Nell'estate del 2003 in Europa si sono presentate condizioni climatiche anomale caratterizzate da intense ondate di calore. Queste condizioni hanno interessato anche l'Italia ed hanno portato ad un rilevante eccesso di mortalità specialmente nelle maggiori città. Alcune categorie della popolazione (anziani ed ammalati) sono state particolarmente interessate dal fenomeno indicando l'esistenza di gruppi a rischio elevato. Il presente studio, utilizzando un approccio di tipo case-only, intende valutare in soggetti residenti ad Ancona con più di 65 anni deceduti nel 2003 e 2004 l'incremento di rischio di mortalità per l'esposizione a temperature estreme associato alla presenza di particolari malattie croniche.

Introduzione e obiettivi: Numerosi studi epidemiologici hanno documentato gli eccessi di mortalità associati all’esposizione a breve termine a temperature estreme. Per gli organismi di sanità pubblica e per alcuni enti locali è diventato quindi particolarmente utile identificare i sottogruppi di popolazione più sensibili agli effetti nocivi di queste esposizioni al fine di una migliore programmazione delle attività di assistenza sociale e di prevenzione. L’obiettivo del presente lavoro è quello di indagare, utilizzando un approccio case-only , in che modo alcune condizioni morbose croniche agiscono come modificatori di effetto della relazione “temperatura estrema-mortalità” nella città di Ancona.

Materiali e metodi: Sono stati arruolati 1.822 residenti nella città di Ancona, con 65 e più anni, deceduti per tutte le cause, con l’esclusione di quelle violente, nel periodo 2003-2004. Sulla base dei ricoveri avuti dai casi è stata assegnata la presenza (o assenza) delle seguenti condizioni morbose croniche: diabete, con e senza complicazione; disturbi psichici; pregresso infarto del miocardio; disturbi della conduzione cardiaca e/o aritmie; malattie polmonari croniche. Le temperature estreme sono state definite sulla base dei percentili della distribuzione della temperatura apparente. L’analisi della modificazione di effetto è stata condotta seguendo un approccio case-only. Questa analisi corrisponde a una regressione logistica, eseguita tra i soli deceduti, che predice la probabilità di presenza della morbosità cronica negli esposti a temperature estreme.

Risultati: Sono state definite temperature estreme calde quelle superiori a 29,3 °C ed estreme fredde quelle inferiori a 4,1 °C. Per il sesso femminile, i disturbi psichici e il diabete sono risultati i modificatori di effetto più forti (rispettivamente OR = 2,26, IC 95%: 1,15-4,40, per l’esposizione a temperature estreme calde, e OR = 2,26, IC 95%: 1,04-4,87, per l’esposizione a temperature estreme fredde). Per quanto concerne il sesso maschile, pur senza raggiungere la significatività statistica, le patologie cardiache sono risultate possibili modificatori di effetto dell’esposizione a temperature estreme fredde.

Conclusione: E’ stato indagato, mediante un approccio case-only, in che modo alcune condizioni morbose croniche agiscono come modificatori di effetto della relazione “temperatura estrema-mortalità” nella città di Ancona. I risultati hanno mostrato che i disturbi psichici e il diabete, per le femmine, e il pregresso infarto del miocardio e i disturbi della conduzione cardiaca e/o aritmie, per i maschi, potrebbero essere modificatori di effetto degni di attenzione. Questi risultati offrono un nuovo, seppur modesto, contributo che potrebbe aiutare gli organismi di sanità pubblica e alcuni enti locali a migliorare la programmazione delle attività di assistenza sociale e di prevenzione.

Leggi e scarica il documento: EFFETTI DELLE TEMPERATURE ESTREME SULLA MORTALITA' [pdf, 211 kb]

ANCONA: RAPPORTO TRA POLVERI SOTTILI E CARDIOPATIE ISCHEMICHE

[anno 2007] Nell'ambito del programma del Servizio volto al monitoraggio degli effetti dell'inquinamento dell'aria nella nostra regione, si presenta uno studio sulla relazione tra l'esposizione a polveri sottili e ricoveri ospedalieri per cardiopatie ischemiche ad Ancona negli anni 2004 e 2005. Lo studio è stato effettuato applicando un disegno case-crossover con un approccio time-stratified.

Introduzione e obiettivi: Sempre più studi sostengono l’associazione tra le polveri sottili aerodisperse e le ammissioni ospedaliere per patologie cardiache e cardiovascolari. L’obiettivo del presente lavoro è quello di indagare, nella città di Ancona, la relazione tra particolato sottile e ricoveri ospedalieri per cardiopatia ischemica mediante un approccio di tipo case-crossover .
Materiali e metodi: Sono stati arruolati, estraendoli dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO), 207 ricoveri in istituti di cura di Ancona con diagnosi principale di cardiopatia ischemica (ICD-9: 410, 411 e 413) relativi al periodo 2004-2005 e riferiti a pazienti (15+ anni) residenti nel comune di Ancona. I dati relativi al PM10 sono stati forniti dalla Provincia di Ancona mentre quelli relativi alle variabili meteorologiche dall’Osservatorio Geofisico di Macerata e dalla Protezione Civile delle Marche. La variazione percentuale di rischio di ricovero per cardiopatia ischemica legata alla variazione di concentrazione di PM10 è stata studiata applicando un disegno case-crossover con un approccio time-stratified per la selezione dei controlli. E’ stato utilizzato un modello di regressione logistica condizionata aggiustato per le variabili temperatura e umidità che ha preso in considerazione i lag temporali 0 (giorno del ricovero), 1 (giorno precedente il lag 0) e 0-1 (media dell’esposizione dei lag 0 e 1).
Risultati: Gli incrementi percentuali di rischio di ricovero per cardiopatia ischemica associati al PM10 sono risultati i seguenti: 1,0% (IC 95%, da -6,8 a 10,5), per variazioni del PM10 pari a 10 µg/m3 (lag 0); 2,4% (IC 95%, da -15,5 a 26,8), per variazioni del PM10 pari a 23,9 µg/m3 (lag 0); 5,5% (IC 95%, da -25,6 a 49,6), per i giorni con una concentrazione di PM10 superiore ai limiti di legge. Le stime degli incrementi percentuali di rischio relativi ai lag 1, 0-1 e 0-3 non sono risultate maggiormente informative.
Discussione e conclusioni: I risultati, pur senza raggiungere la significatività statistica, hanno mostrato un incremento della percentuale di rischio di ricovero corrispondente a variazioni di PM10 registrate lo stesso giorno del ricovero. In conclusione i risultati emersi danno un nuovo, seppur modesto, contributo che aiuta a valutare l’impatto dell’inquinamento atmosferico nella città di Ancona sui ricoveri per cardiopatia ischemica e costituiscono uno stimolo per ripetere lo studio su campioni più grandi.

Leggi e scarica il documento: INQUINAMENTO ATMOSFERICO E RICOVERI OSPEDALIERI PER CARDIOPATIA ISCHEMICA. UN APPROCCIO CASE-CROSSOVER (ANCONA, 2004-2005) [pdf, 194 kb]

 

ADOLESCENTI E STILI DI VITA A RISCHIO

[anno 2006] Nel novembre 2004 l'ASUR Zona territoriale 7 in collaborazione con l'ARPAM e l'Istituto Zooprofilattico dell'Umbria e delle Marche ha organizzato un corso di formazione in epidemiologia e in tale occasione è stata effettuata una indagine campionaria sugli stili di vita e sulla percezione dello stato di salute degli adolescenti di Ancona. Un primo rapporto completo è stato diffuso nel febbraio 2006 e successivamente ARPA Marche ha effettuato una nuova analisi statistica dei dati raccolti per valutare le possibili associazioni tra i comportamenti degli adolescenti e gli stili di vita a rischio come il fumo, l'uso di alcol e di sostanze stupefacenti. Tale ultima analisi ha portato alcuni interessanti risultati.

Introduzione e obiettivi: l'adolescenza è una fase evolutiva difficile e complessa, in cui si verificano modificazioni fisiche, sessuali, psicologiche, cognitive e sociali, alle quali l'adolescente deve adattarsi. A questa età i giovani spesso adottano comportamenti a rischio quali: consumo di alcolici, uso e abuso di sostanze stupefacenti e attività sessuale promiscua o non sicura. L’obiettivo del presente studio è stato quello di studiare le possibili associazioni tra il modo di essere o di percepire la realtà dei ragazzi e l’intraprendere e perseguire comportamenti a rischio.

Materiali e metodi: è stata realizzata un’indagine campionaria durante il mese di novembre dell’anno 2004 che ha coinvolto gli studenti dell’ultima classe delle Scuole Medie Superiori della città di Ancona. Ad ogni studente arruolato è stato somministrato un questionario, anonimo e autocompilato, costituito da quesiti riguardanti: tempo libero; percezione della propria salute; fumo; alcol; sostanze stupefacenti; esperienze sessuali. Le relazioni tra le variabili studiate sono state indagate mediante modelli di regressione logistica multivariati. Sono stati considerati inizialmente modelli che hanno messo in relazione i comportamenti a rischio con le variabili ambientali e, successivamente, modelli che hanno messo in relazione i diversi comportamenti a rischio. Per ogni modello di regressione logistica sono stati calcolati i Prevalence Odds Ratio (POR) e i relativi intervalli di confidenza al 95%.

Risultati e discussione: le analisi eseguite confermano quanto trovato nell’indagine descrittiva che i maschi sono più a rischio per l’assunzione di alcol (maschi vs. femmine POR [IC 95%]: 3,21 [1,11 – 9,28]) anche in forma di eccessi occasionali “binge” (POR [IC 95%]: 2,18 [1,14 – 4,18]) e per il sesso non protetto (POR [IC 95%]: 2,01 [1,02 – 3,98]). E’ di particolare interesse il rilievo della sensazione di stanchezza che si accompagna ai principali comportamenti a rischio (fumo, alcol e droghe). Sono attese e ben spiegabili le relazioni tra i comportamenti a rischio come la forte associazione dell’assunzione di droghe leggere e pesanti con l’abitudine al fumo e l’assunzione di alcol specie “binge”. Il fumo e l’assunzione di droghe pesanti inoltre si accompagna ad un aumentato rischio di avere rapporti con più partner.

Conclusioni: è apparsa particolarmente interessante la frequente dichiarazione dei ragazzi di provare una sensazione di stanchezza ripetuta per più giorni nella settimana. La stanchezza cronica potrebbe quindi essere considerata un possibile campanello di allarme o un messaggio che va riconosciuto e raccolto precocemente dai genitori e dagli educatori al fine di prevenire o di contrastare comportamenti a rischio presenti negli adolescenti.

Leggi e scarica il documento: LA QUALITA' DELLA VITA VISTA DAI GIOVANI [pdf, 188 kb]


 

NANOPARTICELLE E SALUTE: UN ARTICOLO TRADOTTO DAL SEA

anno 2006] Nel pieno della discussione sull'opportunità di costruire nuovi termovalorizzatori e sull'allarme per la salute dell'emissione in atmosfera di nanoparticelle il Servizio ha ritenuto utile presentare la traduzione di un interessantissimo e approfondito articolo sulla materia apparso sulla rivista scientifica Environmental Health Perspectives Vol. 114: n.6 del giugno 2006 dal titolo "Origine delle emissioni di sottoprodotti tossici e di particolato sottile dai processi di combustione e dal trattamento termico di materiali e rifiuti pericolosi ed effetti sulla salute"  [pdf, 390 kb]


 

CLASSIFICAZIONE DELLE ZONE CON PRESENZA DI AMIANTO. UNA METODOLOGIA PROPOSTA DAL SEA

[anno 2006] La regione Marche ha incaricato l'ARPAM di compilare una mappa regionale sui siti contenenti amianto e di stilare una graduatoria di questi per stabilire le priorità per gli interventi di bonifica. Tra gli indicatori utilizzati per la caratterizzazione dei siti ci sono indicatori della situazione epidemiologica delle patologie indotte dall'esposizione ad amianto. Non potendo basarci su esperienze conosciute in campo nazionale sul polamento di detti indicatori, il servizio di Epidemiologia Ambientale ha proposto una sua metodologia che viene descritta nel lavoro "Mappatura delle zone del territorio regionale interessate dalla presenza di amianto: ipotesi metodologica per l’attribuzione dei punteggi agli indicatori epidemiologici".

Introduzione e obiettivi: L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche (A.R.P.A.M.) è stata incaricata dalla Regione Marche di elaborare i dati del censimento amianto degli edifici e delle imprese al fine di realizzare una mappatura delle zone interessate dalla presenza del minerale. L’obiettivo del presente lavoro è quello di fornire una ipotesi metodologica per l’attribuzione dei punteggi agli indicatori epidemiologici che concorrono, congiuntamente ad altri indicatori, a determinare il punteggio totale di ciascun sito mappato permettendo di stabilire una graduatoria delle priorità di intervento.

Materiali e metodi: Il Servizio di Epidemiologia Ambientale dell’A.R.P.A.M. è stato incaricato di compilare gli indicatori “dati epidemiologici” (I12) e “dati epidemiologici riferiti a casi di mesoteliomi” (IN6). In merito all’indicatore I12, data la scarsità delle informazioni disponibili, si è deciso di considerare i soli casi di mesoteliomi riconosciuti per cause di esposizioni professionali. E’ stata realizzata, quindi, una procedura di record-linkage tra il database delle malattie professionali INAIL (aa. 2000-2004) e il Registro dei Mesoteliomi delle Marche (aa. 1996-2004) al fine di reperire informazioni sufficienti sulla storia lavorativa del caso. I casi di mesoteliomi linkati con successo sono stati ulteriormente selezionati con l’obiettivo di individuare, ove possibile, il sito responsabile dell’esposizione a fibre di asbesto. E’ stato infine attribuito un punteggio pari a 10 per l’indicatore I12 ai siti responsabili. In merito all’indicatore IN6, data la non conoscenza di siti riferiti alla presenza naturale di amianto, si è deciso di non effettuare per il momento alcuna valutazione.

Risultati e conclusione: La procedura di selezione ha consentito l’individuazione di 24 casi sufficientemente informativi per i quali è stato possibile identificare il sito responsabile dell’esposizione. Per quanto concerne l’indicatore I12 è stato quindi assegnato un punteggio pari a 10 ai seguenti siti: Ancona (industria cantieristica), Falconara (raffineria petrolio) e Pesaro (fabbricazione elettrodomestici). La metodologia descritta, nonostante i limiti legati alle scarsità delle informazioni disponibili, ha consentito di attribuire un punteggio ad uno degli indicatori epidemiologici e conseguentemente ha permesso di valutare in modo più completo il sito indagato.

Leggi e scarica il documento: MAPPATURA DELLE ZONE DEL TERRITORIO REGIONALE INTERESSATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO: IPOTESI METODOLOGICA PER L'ATTRIBUZIONE DI PUNTEGGI AGLI INDICATORI EPIDEMIOLOGICI. [pdf, 119 kb]


STATO DI SALUTE E PRESENZA DI DISCARICHE: UNO STUDIO SULLA REALTA' REGIONALE

[anno 2006] A seguito delle recenti segnalazioni di problemi sanitari ipotizzati in alcune regioni italiane per la difficile  gestione dei rifiuti, si è provato a studiare nella nostra realtà regionale lo stato di salute delle popolazioni residenti nei comuni sedi delle principali discariche di Rifiuti Solidi Urbani e nei comuni limitrofi.

Obiettivi: svolgere un’analisi descrittiva preliminare sulla realtà sanitaria di alcune aree della Regione Marche poste in vicinanza dei siti di discarica attualmente in attività o dismessi.

Materiali e metodi: Analisi epidemiologica geografica con rappresentazione cartografica degli indicatori epidemiologici (SMR) dei comuni situati in prossimità di discariche attive o dimesse per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani (RSU).
Le cause di mortalità e di ricovero ospedaliero considerate sono quelle che l’attuale letteratura scientifica associa alla residenza in prossimità di siti legati al ciclo di smaltimento dei rifiuti, in particolare: tumori emolinfopoietici, polmone, vescica, fegato e malformazioni congenite. 

Risultati: in alcune delle 12 aree selezionate si sono evidenziati eccessi statisticamente significativi per la mortalità e la morbosità relativi a tutte le cause e ad alcune delle cause specifiche precedentemente citate. 

Conclusione: l’evidenza di incrementi di eventi sanitari nelle aree in questione pone l’indicazione ad effettuare ulteriori e più dettagliate indagini epidemiologiche per la migliore conoscenza del problema.

Leggi e scarica il documento: STATO DI SALUTE DELLE POPOLAZIONI RESIDENTI IN AREE PROSSIME AD IMPIANTI DI SMALTIMENTO DI RIFIUTI SOLIDI URBANI. [pdf, 761 kb]


LINEE GUIDA DELL'OMS SULL'USO RICREATIVO DELL'ACQUA: LA TRADUZIONE CURATA DAL SEA

 [anno 2006] Il Servizio sta effettuando uno studio sugli indicatori Ambiente e Salute WHO-DPSEEA (Driving Forces - Pressures - State - Exposure - Effect - Action) con il fine di valutare l'applicabilità anche a livello locale di un set di parametri. Relativamente all’indicatore sulle acque di balneazione “Acqua e sanitizzazione – Controllo efficace delle acque utilizzate a scopi ricreazionali" è stata effettuata la traduzione del capitolo 13 delle linee guida OMS "sulle scelte gestionali per la sicurezza dell’utilizzo ricreativo dell’acqua”. Tale documento è in via di diffusione ai soggetti interessati.

Leggi e scarica il documento: LINEE GUIDA PER LA SICUREZZA DELLE ACQUE UTILIZZATE PER SCOPI RICREATIVI. [pdf, 315 kb]


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