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Rientro sulla Terra della stazione spaziale cinese Tiangong 1 (agg.to 02.04)

(02.04.2018) L’Agenzia Spaziale Italiana ha informato il Dipartimento della Protezione Civile e i partecipanti al Tavolo tecnico che il rientro della stazione spaziale cinese “Tiangong 1” è avvenuto nel Pacifico meridionale alle ore 2.16 (ora italiana). Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, il dr. Angelo Borrelli,

ha dichiarato concluse le attività del Tavolo tecnico e ringraziando tutte i soggetti partecipanti dell’impegno e della collaborazione.  Il dr. Angelo Borrelli ha, altresì,  ringraziato il Presidente dell’ISPRA e del SNPA, il dr. Stefano Laporta della presenza e del lavoro svolto dalla Rete dei referenti SNPA delle emergenze ambientali e dal personale del Centro Nazionale Emergenze presente al Tavolo e in operativo presso la sede di ISPRA. Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente ha dato un valido supporto e, per quanto di competenza, ha soddisfatto le esigenze informative ed elaborazione dati del Tavolo tecnico.  


(02.04.2018) La stazione spaziale cinese Tiangong 1 ha iniziato nel 2016 una lenta e progressiva discesa sulla Terra. Il rientro nell’atmosfera è avvenuto alle 2,16 del 2 aprile ed ha impattato nell’Oceano Pacifico. La stazione spaziale Tiangong 1 è il primo modulo sperimentale cinese ed è stata lanciata nel 2011 dal centro spaziale di Jiuquan nel deserto di Gobi, fino a raggiungere, con un’inclinazione orbitale di 42.78 gradi sull’equatore, un’altezza di apogeo (il punto più distante dalla Terra) di 344 km e una di perigeo (il punto più vicino alla Terra) di 197 km.  Da marzo 2016 ha iniziato una lenta e progressiva discesa sulla Terra che si concluderà in una finestra temporale che si apre il 31 marzo e si chiude il 2 aprile 2018.

 


(01.04.2018) La stazione spaziale Tiangong 1 viaggia a circa 160 km di distanza dalla terra continua la sua rapida discesa. L’Agenzia Spaziale Italiana ha informato il Dipartimento della Protezione Civile e i partecipanti al Tavolo tecnico che il rientro della stazione spaziale cinese “Tiangong 1” è ormai stabilito per le 2.39 (ora italiana) di domani 2 aprile 2018, con un intervallo di confidenza di +o- 2h al 80% e di +o – 4h con un intervallo di confidenza del 95%. Tale valutazione è in anticipo rispetto alla previsione precedente e rassicura circa la possibilità che il territorio italiano sia colpito da frammenti della stazione in caduta. Le regioni potenzialmente coinvolte dal rientro del satellite si riducono, e sono: Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna e l’isola di Lampedusa nella regione Sicilia. Purtroppo non si avranno certezze fino a 40 minuti prima dell’impatto.
Il Centro Nazionale per le Crisi, le emergenze ambientali e il danno dell’ISPRA rappresenta il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) al Tavolo tecnico attivato dal Dipartimento della Protezione Civile. Tavolo tecnico riunito in modalità permanente e si aggiornerà alle 21.00 di questa sera per restare attivo fino al momento in cui il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, valuterà la convocazione del Comitato Operativo Nazionale per seguire le attività dell'eventuale recupero di porzioni di satellite o fronteggiare eventuali situazioni di danni che i frammenti potrebbero provocare. Il dr. Angelo Borrelli ha ringraziato il Presidente dell’ISPRA e del SNPA, il dr. Stefano Laporta della presenza e del lavoro svolto dalla Rete dei referenti SNPA delle emergenze ambientali e dal personale del Centro Nazionale Emergenze presente al Tavolo e in operativo presso la sede di ISPRA. Il Sistema nazionale ha dato un valido supporto e, per quanto di competenza, ha soddisfatto le esigenze informative ed elaborazione dati del Tavolo tecnico.



(31.03.2018)  L’Agenzia Spaziale Italiana ha allertato il Dipartimento della Protezione Civile circa il rientro incontrollato della stazione spaziale cinese “Tiangong 1” che stimato per domani 1 aprile intorno alle ore 21:00 (ora italiana), con una finestra di incertezza di circa 11 ore. Attualmente Tiangong 1 viaggia a circa 180 km di distanza dalla terra ed è in progressiva discesa. Le Regioni del centro-sud Italia sono tra le aree potenzialmente interessate per un possibile impatto (Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna).

La Protezione Civile ha diramato informazioni circa i dettagli dell’operazione di rientro, le caratteristiche tecniche della stazione e alcune norme di autoprotezione.
Il Centro Nazionale per le Crisi, le emergenze ambientali e il danno dell’ISPRA rappresenta il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) al Tavolo tecnico attivato dal Dipartimento della Protezione Civile al fine di condividere ogni informazione tecnico/scientifica disponibile e seguirne l’evoluzione.
Nell’ultimo incontro, svoltosi questa mattina alle 11.00 non è stata esclusa la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul territorio italiano. Pertanto, è stato chiesto alla Rete referenti emergenze ambientali del SNPA di fornire informazioni e competenze volte a contribuire alla formulare ipotesi e scenari di un possibile impatto, valutando le informazioni in possesso a livello nazionale e locale circa punti sensibili all’impatto.
Nelle prossime ore il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, in base agli aggiornamenti forniti dall’Agenzia Spaziale Italiana al Tavolo tecnico, valuterà la convocazione del Comitato Operativo Nazionale, per definire le strategie di intervento e coordinare in un quadro unitario gli interventi di tutte le amministrazioni ed enti interessati al soccorso nella gestione delle emergenze nazionali.
Dipartimento di Protezione Civile  -  Agenzia Spaziale Italiana
Seguiranno ulteriori aggiornamenti


(30.03.2018) Nella riunione del tavolo tecnico che si è tenuto nel pomeriggio del 30 marzo presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile è stato ritenuto che non sia ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio. Sulla base degli ultimi dati forniti dalla Agenzia Spaziale Italiana (ASI), aggiornati alle 20:42 del 30 marzo, la previsione di rientro sulla terra della stazione spaziale cinese Tiangong-1 è stimata per il 1 aprile alle ore 13:52 ora italiana, con una finestra di incertezza di circa +/-8 ore all’80% di probabilità. In base agli aggiornamenti forniti dal tavolo tecnico, sarà valutata nelle prossime ore la convocazione del Comitato Operativo nazionale, sia per analizzare gli scenari che per prendere le dovute decisioni in tempo reale.


(29/03/2018) Il Tavolo Tecnico istituito presso la Protezione Civile si è riunito oggi alle ore 15.00, per un aggiornamento di situazione. La Tiangong 1, attualmente si trova a circa 200 km di altezza dalla Terra. Il rientro nell’atmosfera è in questo momento previsto per l’1 aprile intorno alle ore 4.50 (ora locale), con un margine di incertezza di almeno 20 ore.
Il Tavolo Tecnico si è aggiornato alle ore 18.30 del 30 marzo per valutare gli scenari relativi alle traiettorie e ai dati comunicati da ASI. Pertanto, nella serata di domani, sarà possibile stimare l’eventualità che il territorio nazionale possa essere interessato dall’impatto che al momento risulterebbe essere circoscritto  nelle regioni che si trovano a sud del 44° N .

Qualora non fosse da escludere il territorio nazionale, il Tavolo Tecnico è pronto per essere riunito in modo permanente  dalla serata del 31 marzo.
L’Agenzia Spaziale Italiana sta monitorando la situazione tramite il sistema europeo di tracciamento basato su antenne RADAR e laser. ASI ha pubblicato un video per spiegare la natura e la possibile evoluzione del rientro in atmosfera.
Il Centro Nazionale per le Crisi, le Emergenze Ambientali e il Danno dell’ISPRA, in rappresentanza del SNPA, parteciperà ai lavori del Tavolo tecnico, avvalendosi dei contributi pervenuti dalle Agenzie Regionali attraverso la Rete Operativa dei referenti, che ha fornito ulteriori indicazioni sui possibili punti sensibili individuati sul territorio nazionale  associabili a possibili scenari di crisi ambientale.


L’Agenzia Spaziale Italiana ha allertato il Dipartimento della Protezione Civile circa il rientro incontrollato della stazione spaziale cinese “Tiangong 1” che si concluderà in una finestra temporale tra il 28 marzo e il 4 aprile p.v. Il centro-sud Italia è tra le aree potenzialmente interessate per un possibile impatto.
La Protezione Civile ha diramato informazioni circa i dettagli dell’operazione di rientro, le caratteristiche tecniche della stazione e alcune norme di autoprotezione. Pertanto, è stato attivato dal Dipartimento della Protezione Civile un Tavolo tecnico di lavoro al fine di condividere ogni informazione tecnico/scientifica disponibile e seguirne l’evoluzione.

A questo Tavolo il Centro Nazionale per le Crisi, le emergenze ambientali e il danno dell’ISPRA rappresenta il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e assicura il supporto tecnico-scientifico al Dipartimento della Protezione Civile per gli eventuali aspetti ambientali in termini di informazioni e elaborazioni dei dati che perverranno dal Tavolo tecnico e di aggiornamento degli scenari.
Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sul rientro della stazione Tinagong1 sono assicurati dal Dipartimento della Protezione civile e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI)
Nella prima mattinata del 27 marzo u.s, Il Centro Nazionale Centro Nazionale per le Crisi, le emergenze ambientali e il danno dell’ISPRA ha coordinato la prima riunione della Rete referenti dell’Emergenze ambientali del SNPA nella quale si sono condivisi gli obiettivi di:
- stabilire delle modalità uniformi di comunicazione e aggiornamento informativo che garantiscano tempestività e completezza delle direttive trasmesse dall’ASI e dal  Dipartimento Protezione Civile;
- assicurare una capillare conoscenza del territorio, individuando punti sensibili alla, remota, possibilità di impatto sul territorio nazionale e relativi scenari di emergenza ambientale, mettendo in condivisione professionalità, strumenti di modellistica e previsione; a tal fine è stata preddisposta una cartografia tematica con punti sensibili sul territorio nazionale;
- attivare all’interno delle singole Agenzie /Istituto le procedure di crisi finalizzate alla gestione di un’eventuale emergenza, garantendo reperibilità e risposta in tempi rapidi del SNPA alle necessità operative.
Nel pomeriggio Ispra ha portato al Tavolo tecnico la disponibilità del SNPA a rispondere in maniera attiva e collaborativa a tutto ciò che sarà necessario nella remota possibilità che avvenga un impatto su territorio nazionale.
 In particolare, il Centro Nazionale per le Crisi, le emergenze ambientali e il danno dell’ISPRA, unitamente alla Rete dei Referenti per le emergenze ambientali presso le Agenzie Regionali per la protezione ambientale  (SNPA), con l’approssimarsi del rientro in atmosfera della stazione spaziale sta intensificando i lavori diretti ad  raccogliere dati utili da sottoporre al Tavolo tecnico presso il Dipartimento della  Protezione Civile nell’eventualità che si possa verificare dispersione di monometilidrazina,  propellente utilizzato dalla stazione spaziale tossico per l’ambiente e per l’uomo, e quindi contribuire alle azioni che verranno conseguentemente messe in campo. L’ISPRA si occuperà di esaminare le diverse ipotesi di traiettorie che il satellite potrà adottare nella sua discesa in atmosfera e le relative conseguenze per l’ambiente. Con il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) sta considerando le fasi che potrebbero seguire all’eventuale, quanto al momento improbabile, emergenza ambientale per il territorio nazionale predisponendo conoscenze, informazioni e dati a supporto tecnico scientifico alle Autorità competenti ad intervenire.

A causa della complessità dell’interazione fra la stazione spaziale e l’atmosfera terrestre, solo nelle ultimissime fasi del rientro si potranno definire meglio la data e le parti del globo terrestre coinvolte. Gli eventuali frammenti della Tiangong 1 che resisteranno all’attrito con l’atmosfera cadranno nella zona all’interno della fascia -44°S e +44°N di latitudine. L’area è molto ampia e costituita in gran parte da oceani e deserti, ma il raggio di impatto include anche zone di Stati Uniti, Brasile, India, Cina e Italia.

La parte d’Italia interessata è quella centro-meridionale, che parte più o meno dall’Emilia-Romagna e va verso il sud.

La Protezione Civile ha diramato informazioni circa i dettagli dell’operazione di rientro, le caratteristiche tecniche della stazione e alcune norme di autoprotezione. Pertanto, è stato attivato dal Dipartimento della Protezione Civile un Tavolo tecnico di lavoro al fine di condividere ogni informazione tecnico/scientifica disponibile e seguirne l’evoluzione.

A questo Tavolo il Centro Nazionale per le Crisi, le emergenze ambientali e il danno dell’ISPRA rappresenta il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e assicura il supporto tecnico-scientifico al Dipartimento della Protezione Civile per gli eventuali aspetti ambientali in termini di informazioni e elaborazioni dei dati che perverranno dal Tavolo tecnico e di aggiornamento degli scenari.

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