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Monitoraggio OZONO

Con l'aumento delle temperature e dell’irraggiamento solare, nel periodo estivo, aumentano i valori di concentrazione dell’ozono e di conseguenza anche l'attenzione per i suoi impatti sulla salute in particolare dei soggetti sensibili come bambini e individui con malattie respiratorie croniche.

Le più alte concentrazioni vengono rilevate nelle giornate estive più calde e nelle ore di massimo irraggiamento solare.
La Rete Regionale della Qualità dell'Aria effettua il monitoraggio giornaliero dell'ozono attraverso 13 stazioni di rilevamento i cui dati sono visibili sul sito.
Dal 1 luglio al 30 agosto viene inoltre elaborato un "bollettino giornaliero ozono" consultabile sempre nel sito dell'ARPAM e trasmesso ai Comuni sede di stazione di rilevamento, alla Regione Marche e alla Protezione Civile.
Dal 2013 è in vigore una specifica procedura di comunicazione di "Allerta ozono" con ARPAM - Protezione Civile - Regione Marche/Servizio Ambiente qualora ARPAM accerti superamenti al valore soglia di informazione e di allarme: rispettivamente di 180 µg/m3 e 240 µg/m3 come media oraria max di un giorno.
Inoltre viene trasmesso anche il valore registrato come media max giornaliera calcolata su otto ore mobili, il cui limite, denominato valore obiettivo, è di 120 µg/m3  da non superare più di 25 volte per anno civile come media su tre anni.
Le alte concentrazioni di ozono non sono solo un fenomeno urbano osservato durante i mesi estivi. I livelli di ozono tendono in generale ad essere più alti nelle aree rurali o extra rurali. Le aree urbane di solito presentano livelli più elevati di traffico delle aree rurali.
Tuttavia una delle sostanze inquinanti prodotte dal trasporto stradale distrugge le molecole di ozono mediante una reazione chimica, facendo sì che vi siano livelli di ozono più bassi nelle aree urbane.
I processi di formazione dell'ozono troposferico sono sia di origine naturale che antropica.
L'ozono troposferico è un inquinante "secondario", cioè non viene direttamente immesso in atmosfera dalle sorgenti emissive, ma si forma per reazioni tra composti che vengono generalmente definiti "precursori".
Queste specie sono essenzialmente schematizzabili in due grandi categorie: ossidi di azoto e composti organici volatili, che immessi in atmosfera reagiscono con l'ossigeno e le altre specie chimiche già presenti, dando origine ad ozono e altri prodotti dello "smog fotochimico".
Eventi naturali che portano ad un aumento delle concentrazioni di ozono sono:
a) episodi di "intrusione" da parte di ozono proveniente dalla stratosfera, causati da particolari condizioni meteorologiche quali forti scambi verticali verso i bassi strati;
b) fenomeni elettrici atmosferici;
c)  incendi boschivi e processi di fermentazione batterica;
d) emissioni di terpeni e suoi derivati dovuti alla vegetazione boschiva, favorite dalle alte temperature.
Eventi antropici che portano ad un aumento dell’ozono sono:
a) emissioni di ossidi di azoto (NOx) dovute al traffico e ad aree industrializzate e densamente abitate;
b) emissioni di composti organici volatili (COV) dovute ai processi industriali e al traffico urbano.
L’ ARPAM svolge l’attività di gestione della rete, validazione delle misure, e ne cura la pubblicazione sul proprio sito WEB.
L’attività di monitoraggio delle stazione è continua, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno.
Nel 2016 il valore obiettivo per la protezione della salute umana (medie massima giornaliera calcolata su 8 ore mobili, di 120 µg/mc da non superare più di 25 volte/anno), non è stato rispettato in quattro stazioni della rete regionale di monitoraggio dell'ozono contro cinque nel 2015 e una sola stazione che superò tale limite nel 2014.
Il superamento della soglia di informazione (180 µg/mc concentrazione oraria) per l'ozono non si è verificato in nessuna stazione contro le quattro del 2015.
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