DOMANDE FREQUENTI  (Faq)

OSTREOPSIS OVATA:
l’alga tossica

 
- Cos’è l’Ostreopsis ovata?
- Produce effetti sulla salute umana?
- Dopo quanto tempo si manifestano i sintomi?
- Si può essere colpiti anche se non c’è stato contatto con l’acqua?
- Com’è fatta l’Ostreopsis ovata?
- Come si riconosce l’ Ostreopsis ovata?
- Cosa fare nel caso di presenza di Ostreopsis ovata?
- In quale periodo l’Ostreopsis ovata può dar luogo ad una fioritura?
- Quali sono le condizioni meteo-marine favorevoli?
- In quali regioni della costa italiana sono state rilevate fioriture di Ostreopsis ovata?
- In quali località della costa marchigiana sono state rilevate fioriture di Ostreopsis ovata?

Vedi anche opuscolo informativo ISPRA e le linee guida del Ministero della salute


Cos’è l’Ostreopsis ovata?

L’Ostreopsis ovata è un’alga microscopica unicellulare che appartiene alla famiglia delle Ostreopsidaceae e vive comunemente nelle acque calde dei mari tropicali ma negli ultimi anni è presente anche sulle coste italiane e di altri paesi del mediterraneo.

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Produce effetti sulla salute umana?

Gli effetti sulla salute umana possono essere: febbre>38° C, faringite, tosse, disturbi respiratori, cefalea, nausea, raffreddore, congiuntivite, vomito, dermatite.

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Dopo quanto tempo si manifestano i sintomi?

I sintomi si presentano dopo poche ore (2-6 ore) dall’esposizione e regrediscono, di norma, dopo 24-48 ore senza ulteriori complicazioni.

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Si può essere colpiti anche se non c’è stato contatto con l’acqua?

La sintomatologia può manifestarsi anche se non si viene a diretto contatto con l’acqua, inalando le goccioline portate dal vento.

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Com’è fatta l’Ostreopsis ovata?

Sott’acqua si presenta così:

e al microscopio:


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Come si riconosce l’ Ostreopsis ovata?

Quando si verifica una fioritura di Ostreopsis ovata è possibile notare in superficie alghe di colorazione anomala e talvolta chiazze schiumose biancastre e marroni. Alcuni organismi marini, come stelle di mare e ricci potrebbero mostrare segnali di sofferenza. Sott’acqua l’alga può manifestarsi come una pellicola bruna che avvolge gli scogli o i sassi.

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Cosa fare nel caso di presenza di Ostreopsis ovata?

Nel caso di presenza dell’alga tossica si raccomanda di evitare di bagnarsi con l’acqua marina e di allontanarsi dalla spiaggia. E’ opportuno segnalare, al Dipartimento provinciale dell’ARPAM - Servizio Acque, la presenza di una sospetta fioritura dell’alga.

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In quale periodo l’Ostreopsis ovata può dar luogo ad una fioritura?

L’Ostreopsis ovata può dar luogo ad una fioritura nei mesi estivi, a causa del forte irraggiamento solare e della conseguente elevata temperatura dell’acqua.

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Quali sono le condizioni meteo-marine favorevoli?

Le condizioni meteo-marine favorevoli per la fioritura dell’Ostreopsis ovata sono:

• alta pressione atmosferica
• mare calmo
• elevata temperatura dell’acqua (circa
25 °C
).

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In quali regioni della costa italiana sono state rilevate fioriture di Ostreopsis ovata?

Le fioriture di Ostreopsis ovata nella costa italiana sono state rilevate dall’estate del 1998 in Toscana e negli anni successivi nel Lazio (1999), in Liguria (2000), in Puglia (2003), in Sicilia (2005), in Veneto e nelle Marche (2006).

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In quali località della costa marchigiana sono state rilevate fioriture di Ostreopsis ovata?

Nella regione Marche l’alga tossica è stata rilevata dall’estate del 2006 nella costa della provincia da Ancona.

 Diffusione ostreopsis 

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ALGHE TOSSICHE - Ostreopsis ovata

Nell’ultimo decennio, in diversi tratti della costa italiana sono state segnalate fioriture algali potenzialmente tossiche. 

Alla specie Ostreopsis ovata, in particolare per i risvolti sanitari osservati, sono stati associati i casi più gravi di contaminazione delle acque marine.

L’Ostreopsis ovata è una microalga epifita (che si struttura al di sopra di altre alghe) bentonica (che fa parte del benthos, il complesso di organismi che vivono stabilmente sul fondale) che appartiene al genere Ostreopsis, ordine Gonyaulacales, classe Dinoficeae, distribuita essenzialmente nelle aree subtropicali e tropicali.

L’eutrofizzazione delle acque costiere da parte di Ostreopsis ovata è associata ad una maggiore pressione antropica, con la conseguente massiccia disponibilità di composti azotati e fosforici, uno scarso dinamismo dell’acqua e condizioni meteo-climatiche favorevoli caratterizzate da un elevato irraggiamento solare con acqua a temperature di 25-26°C[1].

Negli ultimi anni sono state segnalate fioriture algali da parte di Ostreopsis ovata in molte zone costiere dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: in Francia[2], in Grecia[3] ed in Spagna[4] nella costa Catalana, Andalusa e nelle isole Baleari. Anche in Italia, dal 1998 ad oggi, sono state rilevate massicce proliferazioni di Ostreopsis distribuite lungo i litorali adriatico e tirrenico[5],[6] (figura 1).

 

Fig. 1 - Fioriture di Ostreopsis O. in Italia

 Diffusione in Italia

La proliferazione delle microalghe marine, anche a seguito di condizioni di ipossia e di sviluppo di idrogeno solforato ed ammoniaca, che spesso accompagnano la necrosi delle cellule a fine fioritura, può indurre alterazioni dell’ecosistema con la possibile moria di fauna marina: pesci, molluschi bivalvi e crostacei[7],[8].

Il potenziale rischio sanitario è associato alla loro capacità di produrre tossine del gruppo della palitossina, una delle più potenti tossine marine conosciute. I meccanismi patogenetici della palitossina si manifestano a livello cellulare dove induce aumento della permeabilità ionica e depolarizzazione della membrana cellulare[9] determinando effetti tossici quali: vasocostrizione, ischemia miocardica, fibrillazione ventricolare fino all’arresto cardiaco.

Le potenziali vie di penetrazione della tossina nell’organismo umano sono rappresentate dal sistema gastro-enterico per ingestione, e dall’apparato respiratorio per inalazione.

In Italia, nonostante la diffusa presenza della microalga nella costa, gli effetti osservati sulla salute umana sono limitati. Tra i siti dove sono avvenuti i fenomeni di intossicazione umana per aerosol attribuiti ad Ostreopsis ovata in fioritura, il caso più evidente[10] si è verificato nell’estate del 2005 a
Genova dove, persone che avevano soggiornato in riva al mare o in zone adiacenti senza immergersi in acqua, sono ricorse a cure ospedaliere per sintomi quali: febbre, faringodinia, tosse, dispnea, cefalea, nausea, rinorrea, congiuntivite, vomito e dermatite (tabella 1).

 

Tab. 1 – Caso di Genova 2005 aspetti epidemiologici su 225 pazienti (Icardi e Marensi, 2005)

Sintomi

%

 

Frequenza dei quadri clinici

%

Febbre

64%

 

109 Casi con 3 sintomi

 

Faringodinia

50%

 

-          Febbre con tosse e faringodinia

36%

Tosse

40%

 

-          Febbre con tosse e dispnea

34%

Dispnea

39%

 

-          Tosse con faringodinia e dispnea

28%

Cefalea

32%

 

 

 

Nausea

24%

 

69 casi con 4 sintomi

 

Rinorrea

21%

 

-          Febbre con tosse, faringodinia e dispnea

36%

Congiuntivite

16%

 

-          Febbre con tosse, faringodinia e rinorrea

25%

Vomito

10%

 

-          Febbre con tosse, dispnea e rinorrea

23%

Dermatite

5%

 

 

 

I sintomi compaiono generalmente dopo 2-6 ore dall’esposizione e regrediscono in media entro un periodo di 24-48 ore[11].

L’insorgenza dei sintomi segnalati, nel caso di Genova, è stata associata all’inalazione di aerosol marino contenente frammenti di cellule di Ostreopsis ovata e/o di tossine; al momento, tuttavia, non è stato possibile stabilire una chiara relazione causa-effetto[14].

Ad oggi, in Italia, non sono ancora stati osservati effetti sulla salute dovuti all’ingestione di prodotti ittici contaminati dalle tossine prodotte da Ostreopsis ovata, né vi sono evidenze di patologie sistemiche associate all’ingestione involontaria di acque interessate dalla presenza di microalghe tossiche marine. Il potenziale rischio per la salute umana legato al consumo alimentare di prodotti ittici contaminati da palitossina, tuttavia, alla luce degli effetti anche gravi descritti dalla letteratura internazionale[12],[13] in altre aree geografiche, merita una attenta valutazione da parte delle autorità sanitarie.

Come indicato nelle Linee guida distribuite dal Ministero della Salute[14], in merito alla “Gestione del rischio associato alle fioriture di Ostreopsis ovata nelle coste italiane”, al momento vi sono notevoli carenze conoscitive sugli aspetti ecologici e tossicologici associati a fioriture di Ostreopsis ovata. Per cercare di fronteggiare i limiti conoscitivi a livello ambientale e la carenza di studi epidemiologici e tossicologici per una valutazione del rischio per la salute connesso all’esposizione a tossine di origine algale, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Marche, partecipa, dal 2006, ad una rete di monitoraggio su scala nazionale, coordinata dal Ministero della Salute, che prevede l’individuazione di punti di campionamento prestabiliti su tratti del litorale costiero[15] che, per particolari condizioni geomorfologiche, idrodinamiche e micro-meteoclimatiche, meritano particolare attenzione per quanto concerne la possibile proliferazione di alghe bentoniche, e prelievi da effettuarsi costantemente al fine di valutare l’intensità e l’estensione della fioritura algale.

Come previsto dalle Linee guida ministeriali, per una maggiore tutela della salute di tutti coloro che per motivi professionali o per uso ricreativo delle acque marine possono inalare aerosol marino contenente frammenti di cellule di Ostreopsis ovata e/o tossine da essa prodotte, sarebbe opportuno attivare, a livello regionale, un sistema di sorveglianza sindromica per la precoce identificazione di casi potenzialmente riconducibili all’esposizione alla tossina dell’alga Ostreopsis ovata, al fine di attivare prontamente le necessarie misure preventive di Sanità Pubblica.

Questo documento insieme ad altri sull’argomento, prodotti e pubblicati sul sito web dell’ARPAM (www.arpa.marche.it), rientra in un’attività di comunicazione agenziale agli stakeholders ed alla popolazione in generale per un ampliamento delle conoscenze e una divulgazione delle nozioni di base sulle alghe tossiche marine e le possibili conseguenze per la salute ad esse associate al fine di  facilitare lo scambio di informazioni, con aspetti di feedback, incoraggiando i cittadini alla partecipazione nelle attività di sorveglianza (segnalazioni di presenza di fioriture, di casi clinici, spiaggiamenti di fauna ittica, ecc) prima che si presentino possibili situazioni di allerta o emergenza.

 



[1] Sansoni G., Borghini B., Camici G., Casotti M., Righini P., Fustighi L. (2003). Fioriture algali di Ostreopsis ovata (Gonyaulacales. Dinophyceae) : un problema emergente. Biologia Ambientale, 17 (1) : 17:23.

[2] Lenoir S., Krys S. (2005). Studies on a tropical benthic Ostreopsis specie – AFSSA Agence Française de Sécurité Sanitarie des Aliments (Francia).

[3] Aligizaki K., Koukaras K. and Nikolaidis G. (2005). The genus Ostreopsis in Greek coastal waters. - Seminario Internazionale “Ostreopsis: problema per il Mediterraneo?” Genova il 5 dicembre 2005.

[4] Masò M., Vila M., Alvare P. (2005) Ostreopsis along the Catalan coast (NE Spain): ecological aspects and epidemiologic study. - Seminario Internazionale “Ostreopsis: problema per il Mediterraneo?” Genova il 5 dicembre 2005.

[5] Poletti R., Pompei M. (2005). Lo stato delle conoscenze sul fenomeno Ostreopsis lungo le coste italiane- Seminario Internazionale “: problema per il Mediterraneo?” Genova il 5 dicembre 2005.

[6] Grillo C., Melchiorre N. (2005). Il Caso Liguria: azione integrata per il riconoscimento del fenomeno- Aspetti Ambientali - Seminario Internazionale “Ostreopsis: problema per il Mediterraneo?” Genova il 5 dicembre 2005.

[7] Casavola N., Troncone A., Rizzi E., Favale M.G., Bello G. (2005). Microalghe marine tossiche nella provincia di Bari:danni ambientali, ittiofaunistici, evidenze epidemiologiche. In: Mattei D., Melchiorre S., Messineo V., Bruno M. (Ed.). Diffusione delle fioriture algali tossiche nelle acque italiane: gestione del rischio ed evidenze epidemiologiche. Rapporto Istisan 05/29. pp. 92-97.

[8] Rustighi C., Casotti M. (2005) Fioriture tossiche di Ostreopsis ovata sul litorale apuano. In: Mattei D., Melchiorre S., Messineo V., Bruno M. (Ed.) Diffusione delle fioriture algali tossiche nelle acque italiane:gestione del rischio ed evidenze epidemiologiche. pp. 118-122. Rapporto Istisan 05/29. Roma.

[9] Haberman E. (1989) Palytoxin acts through the Na+/K+ ATPase. Toxicon, 27: 1171-1187.

[10] Icardi G., Marensi L. (2005). Aspetti epidemiologici - Seminario Internazionale “Ostreopsis: problema per il Mediterraneo?” Genova il 5 dicembre 2005.

[11] ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (2008). L’alga invisibile - Ostreopsis ovata: Impariamo a conoscerla. Disponibile on-line: http://www.apat.gov.it/site/it-IT/Temi/Acqua/Risorse_idriche/Acque_marine/Ostreopsis_ovata/ ; ultima consultazione 15 settembre 2008.

[12] Fusetani N., Sato S., Hashimoto K. (1985). Occurrence of a water soluble toxin liver poisoning. Toxicon, 23: 105-112.

[13] Onuma Y., Satake M., Ukena T., Roux J., Chanteau S., Rasolofonirina N., Ratsimaloto M., Naoki H., Yasumoto T. (1999). Identification of putative palytoxin as the cause of clupeotoxism. Toxicon, 37: 55-65.

[14] Ministero della Salute – Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione, (2007). Linee guida: “Gestione del rischio associato alle fioriture di Ostreopsis ovata nelle coste italiane”. Disponibile on-line: http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_pubblicazioni_641_allegato.pdf ; ultima consultazione 12 settembre 2008.

[15] ARPAM, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche (2008). Presenza di ostreopsis ovata lungo le coste marchigiane. Disponibile on-line: http://www.arpa.marche.it/doc/htm/frameset_notiziari.htm ; ultima consultazione 15 settembre 2008.