ESPERIENZE LOCALI - Riassunto dei lavori

Fabriano spazialeSTUDI SPAZIALI: COMPARABILITÀ DELLE RESIDENZE ANAGRAFICHE ED ABITATIVE REALI
ANALISI EPIDEMIOLOGICA SPAZIALE

Obiettivi: Il presente contributo intende fornire spunti di riflessione sugli studi epidemiologici che indagano i fenomeni sanitari in relazione alla variazione spaziale del rischio, proponendosi di effettuare alcune valutazioni sull’utilizzo dei dati residenziali correntemente disponibili nella conduzione di tali studi e, nello specifico, sulla comparabilità della storia residenziale anagrafica ed abitativa reale di gruppi di popolazione.
Dati e metodi: In particolare, è stata valutata la concordanza delle informazioni residenziali, ottenute dalle anagrafi comunali e da questionario, di residenti arruolati in uno studio caso-controllo realizzato in tre comuni della regione Marche limitrofi ad una raffineria, attraverso un modello di regressione logistica.
Risultati: Nello studio sono state analizzate le informazioni sulle residenze anagrafiche ed abitative di 362 soggetti, per complessivi 5710 anni-residenza, ottenendo una stima della percentuale di concordanza delle informazioni residenziali nell’intero gruppo di popolazione dell’87,6% (IC95%: 84,2%-90,3%). L'indice di correlazione di Pearson tra le distanze delle residenze anagrafiche ed abitative dalla sorgente di rischio è risultato pari a 0,97 (p-value <0,0001). 
Conclusioni:  La valutazione sulla storia residenziale dei soggetti in studio ha evidenziato, in conclusione, che i dati rilevati dai sistemi informativi comunali, pur nei limiti delle proprie specificità, presentano caratteristiche di completezza e disponibilità che possono costituire, a nostro avviso, una valida alternativa all’utilizzo delle residenze abitative e fornire una risorsa aggiuntiva nelle indagini epidemiologiche ambientali. (Testo integrale).

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IL RUOLO DELL’INTERVISTA IN UN’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA ANALITICA. L’ESPERIENZA DEL SERVIZIO EPIDEMIOLOGIA AMBIENTALE DELL’ARPAM

Nelle indagini epidemiologiche analitiche il ruolo dell’intervista è determinante. A seguito dello studio epidemiologico caso-controllo sulla mortalità per tumori del tessuto emolinfopoietico nella popolazione residente nei comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano, svolto dal SEA dell’ARPAM, le intervistatrici hanno elaborato un manuale sull’esperienza maturata in maniera diretta. Le indicazioni e i consigli proposti nel manuale, sono adattabili di volta in volta alla situazione specifica di ricerca, per ottenere, attraverso l'intervista con questionario, informazioni che siano il più affidabili e corrette possibile.
Il presente manuale è stato elaborato a seguito dello studio epidemiologico caso-controllo sulla mortalità per tumori del tessuto emolinfopoietico nella popolazione residente nei comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano, svolto dal Servizio di Epidemiologia Ambientale dell’ARPAM, dall’esperienze maturate in maniera diretta dalle intervistatrici. 
L’intento del manuale è quello di addestrare la figura dell’intervistatore ad un uso corretto ed affidabile del questionario, con il proposito di suggerire sistemi di progettazione e conduzione dell'intervista e assicurando la qualità e l’oggettività dei dati. Nella prima parte è descritto tutto l’iter per svolgere l’intervista: dalla ricerca dei numeri telefonici dei parenti dei soggetti arruolati, alla georeferenziazione delle abitazioni del soggetto, nella seconda, viene analizzato il questionario nelle varie sezioni che lo compongono. 
Le indicazioni proposte nel manuale, sono adattabili di volta in volta alla situazione specifica di ricerca, per ottenere, attraverso l'intervista con questionario, informazioni che siano il più affidabili possibile.
(Testo integrale).

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MORTALITA' NELLE MARCHE NEGLI ANNI 2006 e 2007 - VALUTAZIONI PRELIMINARI

Introduzione e obiettivi: Il presente studio descrive gli andamenti temporali della mortalità nel biennio 2006/2007 per le principali cause con l’obiettivo di rilevare i miglioramenti e i peggioramenti delle condizioni sanitarie della popolazione al fine di rispondere più adeguatamente ai bisogni di salute e favorire l'aumento dell’efficienza del sistema sanitario regionale. 
Materiali e metodi:
Lo studio ha preso spunto ed analizza i dati pubblicati recentemente nei due
rapporti ISTISAN 10/26 e 10/27; considerando i limiti e i problemi inerenti al passaggio dalla classificazione ICD-9 a ICD10, lo studio integra le informazioni disponibili degli anni  precedenti (1981-2003) tratte dagli atlanti prodotti dal Servizio di Epidemiologia Ambientale dell’ARPAM. 
Risultati e conclusione: I risultati mostrano che la regione Marche si riconferma la regione italiana con il tasso più basso di mortalità generale nel 2007.  Nella graduatoria crescente dei tassi di mortalità, entra nelle prime 5 posizioni per il tumore maligno del fegato e dei dotti biliari intraepatici, per le malattie epatiche croniche, per quelle del sistema respiratorio e dell'apparato digerente. Degna di particolare attenzione e sorveglianza sono invece le leucemie, il tumore maligno del tessuto linfatico emopoietico e tessuti correlati (femmine) e le malattie del sistema nervoso e organi di senso per le quali si evidenzia un apprezzabile peggioramento della mortalità dal 2006 al 2007.  La conoscenza ad oggi dello stato di salute della popolazione fino al 2007, con particolare attenzione alle situazioni più critiche, può risultare parzialmente utile ai fini della pianificazione di una attività tempestiva di risanamento. Si ribadisce pertanto l'indispensabilità della costituzione del Registro Regionale delle Cause di Morte con la ricostruzione anche degli anni non disponibili da ISTAT. (Testo integrale).

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VALUTAZIONE DI IMPATTO SANITARIO DEL PM10 E DELL'O3 IN 16 COMUNI DELLA REGIONE MARCHE NEL  2007 E NEL 2008

Introduzione e obiettivi: L’evidenza scientifica sugli effetti avversi per la salute umana imputabile all’inquinamento atmosferico ambientale include, ad oggi, numerosi studi epidemiologici, clinici e tossicologici. L’impatto sanitario, cioè il numero di decessi o ricoveri ospedalieri attribuibili all’inquinamento atmosferico, è una funzione dell’intensità dell’esposizione, del rischio relativo e dei tassi di mortalità e morbosità della popolazione in studio.
L’obiettivo di questo studio è di valutare l’impatto sanitario, riferibile alle quote di PM ed ozono riconducibili all’attività antropica in 16 comuni della regione Marche negli anni 2007-2008, e dare continuità ai precedenti studi svolti in passato da questo Servizio.

Materiali e metodi: Negli anni 2007 e 2008 sono stati sistematicamente raccolti i dati demografici, ambientali e sanitari nei comuni di Ancona, Chiaravalle, Fabriano, Falconara Marittima, Jesi, Montemarciano, Osimo, Senigallia, Civitanova Marche, Macerata, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Fano, Pesaro, Urbino e Porto Sant’Elpidio. Questi dati sono stati utilizzati per stimare l’impatto sanitario, espresso in forma di decessi, ricoveri ospedalieri ed anni di vita persi, attribuibile all’inquinamento atmosferico tramite l’utilizzo del software AIRQ, prodotto e distribuito dall’OMS.
Risultati e conclusione: Dai risultati ottenuti si stima che, nei due anni in studio, tra la popolazione residente nei comuni indagati siano da attribuire 209 decessi all’esposizione al PM10 atmosferico. Tra questi, vengono stimati 138 decessi per cause cardiocircolatorie e 29 per cause respiratorie. Ai suddetti si aggiungono 179 ricoveri ospedalieri stimati per cause cardiache e 244 per cause legate all’apparato respiratorio. Si stimano inoltre 44 decessi attribuibili all’ozono presente in atmosfera, di cui 20 per cause cardiocircolatorie e 11 per cause respiratorie. A questi vanno aggiunti 80 ricoveri ospedalieri stimati per cause respiratorie. L’esposizione cronica al PM2,5 atmosferico viene considerata come responsabile della perdita di 12157 anni di vita totali.
Questo Servizio di Epidemiologia Ambientale proseguirà l'attività di monitoraggio degli effetti dell'inquinamento atmosferico anche nei prossimi anni ed effettuerà valutazioni comparative per verificare se all'apparente miglioramento della qualità dell'aria corrisponda una reale riduzione degli effetti sanitari sulle popolazioni marchigiane.

(Testo integrale).

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INCHIESTA EPIDEMIOLOGICA PER SOSPETTA EPIDEMIA DA AEROSOL MARINO TRA I FREQUENTATORI DEL LITORALE DI ANCONA–PASSETTO IL 23 AGOSTO 2009

Il giorno 23 agosto 2009 molti frequentatori della costa del litorale del Passetto di Ancona hanno manifestato sintomatologia prevalentemente a carico delle prime vie respiratorie. I sintomi e le condizioni meteo-marine hanno fatto sospettare subito una intossicazione per inalazione di aerosol marino contaminato da Ostreopsis ovata. Insieme all'esecuzione delle indagini ambientali è stata avviata una indagine epidemiologica per caratterizzare il fenomeno ed individuare gli eventuali fattori di rischio o confondenti quali l’ingestione di acqua marina, l’ingestione di alimenti marini, il bagno in mare e le patologie croniche preesistenti. L'indagine ha mostrato un alto tasso di attacco (52%) tra tutti gli intervistati e un tasso particolarmente alto (80%) tra i frequentatori della zona est del litorale. Questa differenza è risultata statisticamente significativa con un RR pari a 3,6 (IC 95%: 2,5-5,3). (Testo integrale).

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NEOPLASIE PLEURICHE E POLMONARI ED ASBESTO NELLA REGIONE MARCHE   

Con il presente lavoro si è voluto descrivere la frequenza nella regione Marche delle due principali patologie che vengono prevalentemente attribuite, in stretta relazione causale la prima, all’esposizione ad asbesto: il tumore maligno della pleura ed il tumore maligno del polmone.
L’esposizione a fibre d’asbesto è, nella regione, prevalentemente legata alla presenza del minerale nei manufatti in quanto non sono conosciuti e sfruttati giacimenti naturali nel territorio regionale se non la presenza in tracce di serpentino nelle arenarie ed in località S. Anna di Matelica e di actinolite, tremolite e serpentino nelle sabbie del litorale adriatico.
Con il presente lavoro ci si è posti il solo obiettivo di stimolare la verifica e l’approfondimento di alcune situazioni, specie se relative a territori di dimensione limitata, per riconoscere possibili esposizioni agli inquinanti responsabili o corresponsabili delle patologie in esame. Gli studi di epidemiologia geografica, come il presente, non sono idonei a stabilire o verificare nessi di causalità tra eventi sanitari e agenti ambientali ma solo a stimolare la produzione di ipotesi (
Testo integrale). 

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LA QUALITA’ DELL’ARIA ED IL RISCHIO PER LA SALUTE IN ALCUNI COMUNI DELLA PROVINCIA DI ANCONA - Valutazioni preliminari -  

Utilizzando i dati ambientali forniti dal Servizio Aria del Dipartimento ARPAM di Ancona relativi al periodo 2000 e 2001 e disponendo di un software prodotto dall'OMS abbiamo provato a delineare un primo profilo di rischio della popolazione di alcune città della provincia di Ancona di cui è nota la qualità dell’aria. 
Un importante limite dello studio è stata l’indisponibilità di dati sull’inquinamento da particolato fine che è riconosciuto rivestire una grande rilevanza per gli effetti sanitari. Dai primi raffronti si può affermare che la qualità dell’aria di Ancona e dei comuni limitrofi, almeno per quanto riguarda i parametri disponibili, risulta in linea se non migliore di quella di altre città italiane (studio Misa I). 
Sicuramente la dimensione delle città influisce sullo stato di qualità dell’aria, per cui le cittadine marchigiane risultano più paragonabili alle medio-piccole città italiane piuttosto che alle più grandi metropoli.
Si può comunque concludere, anche in assenza di informazioni sulle polveri fini e quindi con un quadro probabilmente sottostimato, che esista un’apprezzabile proporzione degli eventi sanitari di questa provincia (in particolare le morti ed i ricoveri per cause respiratorie e cardiopolmonari) attribuibile all’inquinamento atmosferico.
L’elaborazione dei dati relativi alle altre principali cittadine marchigiane e, a partire dall’anno in corso, l’inserimento delle misurazioni del particolato sottile consentirà nei prossimi anni una maggiore completezza del presente studio
(Testo integrale).

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L’AMBIENTE E LA PERCEZIONE DELLO STATO DI SALUTE NELLA POPOLAZIONE MARCHIGIANA


La qualità della vita delle popolazioni si misura con indicatori oggettivi ambientali, sociali ed economici, ma anche sulla base del benessere percepito; quest’ultimo è talora più importante degli altri fattori studiati. Con il presente lavoro si è cercato, utilizzando le rilevazioni effettuate dall’ISTAT con l’indagine Multiscopo 1998, di conoscere come la popolazione marchigiana viva l’ambiente della propria regione. Nei limiti di una indagine campionaria si è rilevato che i marchigiani sono discretamente soddisfatti delle proprie condizioni psico-fisiche. Lamentano comunque le crescenti problematiche legate al traffico veicolare e temono in particolar modo di
dover risiedere vicino agli impianti di trattamento di rifiuti piuttosto che ad altri impianti potenzialmente inquinanti. E’ stata infine indagata la possibilità dell’associazione tra le malattie croniche riferite e la residenza in prossimità di alcuni impianti a rilevante impatto ambientale (
Testo integrale). 

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EPIDEMIOLOGIA DELLE PATOLOGIE DEL NEURONE MOTORE NELLA REGIONE MARCHE  

A seguito della segnalazione di un incremento a livello nazionale delle malattie del motoneurone si è voluto descrivere il fenomeno a livello regionale. Il tasso grezzo medio annuo di mortalità per malattie del neurone motore nel periodo considerato (‘95-‘99) è stato nella regione Marche pari a 2,68 per 100.000 abitanti, in linea con i tassi riportati nella letteratura internazionale. Per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri si è verificato un leggero aumento di incidenza a carico dei due sessi negli anni 2000 e 2001 che pare ridimensionarsi nell’anno 2002. Dal presente studio e con i dati disponibili risulta difficile sostenere ipotesi causali.
Questo tipo di indagine per avere un valore più che meramente descrittivo necessita della indispensabile collaborazione ed integrazione con i servizi del S.S.N. e con gli altri servizi dell’ARPAM.
Di particolare interesse si è rilevato un pregresso incremento di mortalità nei comuni dell’area Jesina che potrebbe essere spiegata da eventuali esposizioni ambientali a sostanze chimiche pericolose sia di origine industriale che agricola. 
Nel caso della morbosità la presenza del cluster riferito unicamente al sesso femminile tra le province Macerata ed Ascoli Piceno porta ad escludere esposizioni propriamente ambientali, in quanto queste avrebbero interessato indistintamente i due sessi (l’SLA ha un maggiore incidenza nel sesso maschile).
Si rafforzano invece le ipotesi di cause occupazionali in una zona dove la popolazione femminile è stata intensamente occupata nella lavorazione del pellame a domicilio con l’utilizzo di collanti e solventi neurotossici (
Testo integrale).

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EPIDEMIOLOGIA DELLE PATOLOGIE DEL NEURONE MOTORE - Aggiornamento 2006  

L’elaborazione dei dati aggiornati sugli indicatori sanitari disponibili, mortalità e morbosità, ha condotto alla individuazione di due cluster spaziali statisticamente significativi: il primo di mortalità osservato nei comuni della Vallesina; il secondo di morbosità, riferito al solo sesso femminile, individuato nella zona costiera del fermano. I risultati emersi confermano sostanzialmente quelli già rilevati nello studio precedente. Uno studio di genetica molecolare recentemente pubblicato ha evidenziato nel territorio delle province di Fermo ed Ascoli Piceno un cluster di SLA la cui origine è verosimilmente associata a mutazioni geniche presenti in tre nuclei familiari. Il fattore genetico si aggiunge pertanto a quello occupazionale ed ambientale quale possibile spiegazione degli eccessi di patologia rilevati nel presente lavoro. (Testo integrale).

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INQUINAMENTO ATMOSFERICO ED INFARTO DEL MIOCARDIO - STUDIO EPIDEMIOLOGICICO SUI RESIDENTI NEL COMUNE DI ANCONA NELL’ANNO 2002

Avendo avuto a disposizione per la città di Ancona i dati giornalieri sul particolato respirabile (PM10) a partire dal gennaio 2002 si è cercato di fare alcune prime osservazioni sulla possibile associazione tra la qualità dell’aria e l’incidenza di ricoveri per infarto miocardico nei residenti in città. Oltre alla valutazione del rischio di infarto associato all’incremento dell’inquinamento si è cercato di valutare il numero di eventi che si sarebbero potuti evitare qualora la qualità dell’aria fosse stata conforme agli standard previsti dalla normativa nazionale ed europea. 
L’incidenza dei ricoveri per infarto del miocardio nelle Marche, rilevata dalle schede di dimissione ospedaliera, è stata nell’anno 2002 in linea con i dati riportati a livello nazionale per le regioni centrali. Il quadro epidemiologico della patologia nei residenti nel comune di Ancona è in buona parte sovrapponibile a quanto descritto per l’intero territorio regionale; in particolare si evidenzia un costante incremento dei ricoveri a carico del sesso femmine. 
Su base regionale si rilevano eccessi, confermati anche dagli indicatori Bayesiani, in alcuni comuni costieri (Fano (femmine), Senigallia, Porto S. Giorgio e Porto S. Elpidio (maschi), Ancona (maschi e femmine)).
Nell’entroterra si riscontrano eccessi a Fermo (maschi) e a Ascoli Piceno (maschi e femmine). 
Si rilevano inoltre due cluster spaziali per entrambi i sessi nell’area dei comuni di Porto S. Giorgio, Porto S. Elpidio e Fermo e nell’area del comune di Ascoli Piceno.
Per i valori di esposizione agli inquinanti ambientali riscontrati nel periodo ad Ancona non sono stati rilevati nello studio caso-controllo incrementi del rischio di ricovero per infarto statisticamente significativi nei giorni di maggiore concentrazione degli inquinanti. In generale i rischi, anche se non significativi, sono risultati maggiori tra le classi di età più anziane probabilmente per la maggiore sensibilità nei confronti degli inquinanti atmosferici e/o per la maggiore frequenza di patologie cardiovascolari croniche in queste classi. (
Testo integrale).

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L’ESPOSIZIONE ALLE POLVERI SOTTILI ED IL RISCHIO PER LA SALUTE NELLE MARCHE NELL’ANNO 2003  

Lo studio, mediante l’elaborazione dei dati ambientali rilevati dagli attuali sistemi di monitoraggio presenti sul territorio della regione Marche si propone di effettuare una prima stima dell’efficacia del sistema di misura delle esposizioni e degli effetti sanitari associati all’inquinamento atmosferico. 
Inoltre, in accordo con il modello DPSSEA (Driving forces-Pressure-State-Exposure-Effect-Action) proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stata effettuata una valutazione degli anni di vita persi (YLL) dalla popolazione di Ancona nell’anno 2003 per l’inquinamento atmosferico da particolato sottile. Questo indicatore potrà essere di pubblica utilità per la costituzione di un sistema di monitoraggio ambientale e sanitario allo scopo di:
- misurare la situazione ambientale e sanitaria relativamente all’inquinamento atmosferico da polveri sottili;
- facilitare il monitoraggio e la valutazione di programmi ed azioni di prevenzione ambientale e sanitaria (
Testo integrale). 

Studio Misa II - Scheda di aggiornamento Sulla base dei nuovi valori dei rischi calcolati con lo studio Misa II sono stati aggiornati tutti i dati e le tabelle dello studio precedente (Testo integrale).

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STUDIO PRELIMINARE - INDIVIDUAZIONE DI GRUPPI DI POPOLAZIONE A MAGGIORE VULNERABILITA’ PER ESPOSIZIONE AD INQUINANTI ATMOSFERICI

Allo scopo di testare la necessità di analizzare distintamente i diversi gruppi di popolazione che entreranno a far parte del prossimo studio sugli effetti sanitari degli inquinanti atmosferici, di cui questo lavoro è preliminare, abbiamo svolto un’indagine di morbosità nella Regione Marche in modo da evidenziare i soggetti maggiormente vulnerabili. 
A tal fine abbiamo analizzato i rischi di ricovero ospedaliero per determinate patologie in presenza di alcune condizioni cliniche e ne abbiamo valutato, in termini statistici, il loro effettivo peso nella comparsa delle stesse. La dimostrazione di una loro associazione, peraltro già nota in letteratura, anche nella nostra realtà regionale ha portato alla conclusione di prevedere una maggiore stratificazione della popolazione in esame per gruppi a rischio sia per caratteristiche individuali (maschi, femmine, bambini adulti ed anziani) che cliniche (patologie in corso quali il diabete, l’ipertensione arteriosa, le cardiopatie, le dislipidemie e le malattie respiratorie croniche) (
Testo integrale).

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STATO DI SALUTE DELLE POPOLAZIONI RESIDENTI IN AREE PROSSIME AD IMPIANTI DI SMALTIMENTO DI RIFIUTI SOLIDI URBANI

Obiettivi: svolgere un’analisi descrittiva preliminare sulla realtà sanitaria di alcune aree della Regione Marche poste in vicinanza dei siti di discarica attualmente in attività o dismessi.
Materiali e metodi: Analisi epidemiologica geografica con rappresentazione cartografica degli indicatori epidemiologici (SMR) dei comuni situati in prossimità di discariche attive o dimesse per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani (RSU).
Le cause di mortalità e di ricovero ospedaliero considerate sono quelle che l’attuale letteratura scientifica associa alla residenza in prossimità di siti legati al ciclo di smaltimento dei rifiuti, in particolare: tumori emolinfopoietici, polmone, vescica, fegato e malformazioni congenite. 
Risultati: in alcune delle 12 aree selezionate si sono evidenziati eccessi statisticamente significativi per la mortalità e la morbosità relativi a tutte le cause e ad alcune delle cause specifiche precedentemente citate. 
Conclusione: l’evidenza di incrementi di eventi sanitari nelle aree in questione pone l’indicazione ad effettuare ulteriori e più dettagliate indagini epidemiologiche per la migliore conoscenza del problema. (
Testo integrale).

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MAPPATURA DELLE ZONE DEL TERRITORIO REGIONALE INTERESSATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO: IPOTESI METODOLOGICA PER L'ATTRIBUZIONE DI PUNTEGGI AGLI INDICATORI EPIDEMIOLOGICI

Introduzione e obiettivi: L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche (A.R.P.A.M.) è stata incaricata dalla Regione Marche di elaborare i dati del censimento amianto degli edifici e delle imprese al fine di realizzare una mappatura delle zone interessate dalla presenza del minerale. L’obiettivo del presente lavoro è quello di fornire una ipotesi metodologica per l’attribuzione dei punteggi agli indicatori epidemiologici che concorrono, congiuntamente ad altri indicatori, a determinare il punteggio totale di ciascun sito mappato permettendo di stabilire una graduatoria delle priorità di intervento.
Materiali e metodi: Il Servizio di Epidemiologia Ambientale dell’A.R.P.A.M. è stato incaricato di compilare gli indicatori “dati epidemiologici” (I12) e “dati epidemiologici riferiti a casi di mesoteliomi” (IN6). In merito all’indicatore I12, data la scarsità delle informazioni disponibili, si è deciso di considerare i soli casi di mesoteliomi riconosciuti per cause di esposizioni professionali. E’ stata realizzata, quindi, una procedura di record-linkage tra il database delle malattie professionali INAIL (aa. 2000-2004) e il Registro dei Mesoteliomi delle Marche (aa. 1996-2004) al fine di reperire informazioni sufficienti sulla storia lavorativa del caso. I casi di mesoteliomi linkati con successo sono stati ulteriormente selezionati con l’obiettivo di individuare, ove possibile, il sito responsabile dell’esposizione a fibre di asbesto. E’ stato infine attribuito un punteggio pari a 10 per l’indicatore I12 ai siti responsabili. In merito all’indicatore IN6, data la non conoscenza di siti riferiti alla presenza naturale di amianto, si è deciso di non effettuare per il momento alcuna valutazione.
Risultati e conclusione: La procedura di selezione ha consentito l’individuazione di 24 casi sufficientemente informativi per i quali è stato possibile identificare il sito responsabile dell’esposizione. Per quanto concerne l’indicatore I12 è stato quindi assegnato un punteggio pari a 10 ai seguenti siti: Ancona (industria cantieristica), Falconara (raffineria petrolio) e Pesaro (fabbricazione elettrodomestici). La metodologia descritta, nonostante i limiti legati alle scarsità delle informazioni disponibili, ha consentito di attribuire un punteggio ad uno degli indicatori epidemiologici e conseguentemente ha permesso di valutare in modo più completo il sito indagato. (
Testo integrale).

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“LA QUALITÀ DELLA VITA VISTA DAI GIOVANI”
APPROFONDIMENTI DALL’ANALISI STATISTICA DEI DATI

Introduzione e obiettivi: l'adolescenza è una fase evolutiva difficile e complessa, in cui si verificano modificazioni fisiche, sessuali, psicologiche, cognitive e sociali, alle quali l'adolescente deve adattarsi. A questa età i giovani spesso adottano comportamenti a rischio quali: consumo di alcolici, uso e abuso di sostanze stupefacenti e attività sessuale promiscua o non sicura. L’obiettivo del presente studio è stato quello di studiare le possibili associazioni tra il modo di essere o di percepire la realtà dei ragazzi e l’intraprendere e perseguire comportamenti a rischio.
Materiali e metodi: è stata realizzata un’indagine campionaria durante il mese di novembre dell’anno 2004 che ha coinvolto gli studenti dell’ultima classe delle Scuole Medie Superiori della città di Ancona. Ad ogni studente arruolato è stato somministrato un questionario, anonimo e autocompilato, costituito da quesiti riguardanti: tempo libero; percezione della propria salute; fumo; alcol; sostanze stupefacenti; esperienze sessuali. Le relazioni tra le variabili studiate sono state indagate mediante modelli di regressione logistica multivariati. Sono stati considerati inizialmente modelli che hanno messo in relazione i comportamenti a rischio con le variabili ambientali e, successivamente, modelli che hanno messo in relazione i diversi comportamenti a rischio. Per ogni modello di regressione logistica sono stati calcolati i Prevalence Odds Ratio (POR) e i relativi intervalli di confidenza al 95%.
Risultati e discussione: le analisi eseguite confermano quanto trovato nell’indagine descrittiva che i maschi sono più a rischio per l’assunzione di alcol (maschi vs. femmine POR [IC 95%]: 3,21 [1,11 – 9,28]) anche in forma di eccessi occasionali “binge” (POR [IC 95%]: 2,18 [1,14 – 4,18]) e per il sesso non protetto (POR [IC 95%]: 2,01 [1,02 – 3,98]). E’ di particolare interesse il rilievo della sensazione di stanchezza che si accompagna ai principali comportamenti a rischio (fumo, alcol e droghe). Sono attese e ben spiegabili le relazioni tra i comportamenti a rischio come la forte associazione dell’assunzione di droghe leggere e pesanti con l’abitudine al fumo e l’assunzione di alcol specie “binge”. Il fumo e l’assunzione di droghe pesanti inoltre si accompagna ad un aumentato rischio di avere rapporti con più partner.
Conclusioni: è apparsa particolarmente interessante la frequente dichiarazione dei ragazzi di provare una sensazione di stanchezza ripetuta per più giorni nella settimana. La stanchezza cronica potrebbe quindi essere considerata un possibile campanello di allarme o un messaggio che va riconosciuto e raccolto precocemente dai genitori e dagli educatori al fine di prevenire o di contrastare comportamenti a rischio presenti negli adolescenti. (
Testo integrale).

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INQUINAMENTO ATMOSFERICO E RICOVERI OSPEDALIERI PER CARDIOPATIA ISCHEMICA: UN APPROCCIO CON DISEGNO CASE-CROSSOVER. ANCONA, 2004-2005

Introduzione e obiettivi: Sempre più studi sostengono l’associazione tra le polveri sottili aerodisperse e le ammissioni ospedaliere per patologie cardiache e cardiovascolari. L’obiettivo del presente lavoro è quello di indagare, nella città di Ancona, la relazione tra particolato sottile e ricoveri ospedalieri per cardiopatia ischemica mediante un approccio di tipo case-crossover .
Materiali e metodi: Sono stati arruolati, estraendoli dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO), 207 ricoveri in istituti di cura di Ancona con diagnosi principale di cardiopatia ischemica (ICD-9: 410, 411 e 413) relativi al periodo 2004-2005 e riferiti a pazienti (15+ anni) residenti nel comune di Ancona. I dati relativi al PM10 sono stati forniti dalla Provincia di Ancona mentre quelli relativi alle variabili meteorologiche dall’Osservatorio Geofisico di Macerata e dalla Protezione Civile delle Marche. La variazione percentuale di rischio di ricovero per cardiopatia ischemica legata alla variazione di concentrazione di PM10 è stata studiata applicando un disegno case-crossover con un approccio time-stratified per la selezione dei controlli. E’ stato utilizzato un modello di regressione logistica condizionata aggiustato per le variabili temperatura e umidità che ha preso in considerazione i lag temporali 0 (giorno del ricovero), 1 (giorno precedente il lag 0) e 0-1 (media dell’esposizione dei lag 0 e 1).
Risultati: Gli incrementi percentuali di rischio di ricovero per cardiopatia ischemica associati al PM10 sono risultati i seguenti: 1,0% (IC 95%, da -6,8 a 10,5), per variazioni del PM10 pari a 10 µg/m3 (lag 0); 2,4% (IC 95%, da -15,5 a 26,8), per variazioni del PM10 pari a 23,9 µg/m3 (lag 0); 5,5% (IC 95%, da -25,6 a 49,6), per i giorni con una concentrazione di PM10 superiore ai limiti di legge. Le stime degli incrementi percentuali di rischio relativi ai lag 1, 0-1 e 0-3 non sono risultate maggiormente informative.
Discussione e conclusioni: I risultati, pur senza raggiungere la significatività statistica, hanno mostrato un incremento della percentuale di rischio di ricovero corrispondente a variazioni di PM10 registrate lo stesso giorno del ricovero. In conclusione i risultati emersi danno un nuovo, seppur modesto, contributo che aiuta a valutare l’impatto dell’inquinamento atmosferico nella città di Ancona sui ricoveri per cardiopatia ischemica e costituiscono uno stimolo per ripetere lo studio su campioni più grandi. (
Testo integrale).

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EFFETTI DELLE TEMPERATURE ESTREME SULLA MORTALITA': ANALISI DELLA MODIFICAZIONE D'EFFETTO PRODOTTA DA ALCUNE CONDIZIONI MORBOSE CRONICHE MEDIANTE UN APPROCCIO CASE-ONLY. ANCONA, 2003-2004

Introduzione e obiettivi: Numerosi studi epidemiologici hanno documentato gli eccessi di mortalità associati all’esposizione a breve termine a temperature estreme. Per gli organismi di sanità pubblica e per alcuni enti locali è diventato quindi particolarmente utile identificare i sottogruppi di popolazione più sensibili agli effetti nocivi di queste esposizioni al fine di una migliore programmazione delle attività di assistenza sociale e di prevenzione. L’obiettivo del presente lavoro è quello di indagare, utilizzando un approccio case-only , in che modo alcune condizioni morbose croniche agiscono come modificatori di effetto della relazione “temperatura estrema-mortalità” nella città di Ancona.
Materiali e metodi: Sono stati arruolati 1.822 residenti nella città di Ancona, con 65 e più anni, deceduti per tutte le cause, con l’esclusione di quelle violente, nel periodo 2003-2004. Sulla base dei ricoveri avuti dai casi è stata assegnata la presenza (o assenza) delle seguenti condizioni morbose croniche: diabete, con e senza complicazione; disturbi psichici; pregresso infarto del miocardio; disturbi della conduzione cardiaca e/o aritmie; malattie polmonari croniche. Le temperature estreme sono state definite sulla base dei percentili della distribuzione della temperatura apparente. L’analisi della modificazione di effetto è stata condotta seguendo un approccio case-only. Questa analisi corrisponde a una regressione logistica, eseguita tra i soli deceduti, che predice la probabilità di presenza della morbosità cronica negli esposti a temperature estreme.
Risultati: Sono state definite temperature estreme calde quelle superiori a 29,3 °C ed estreme fredde quelle inferiori a 4,1 °C. Per il sesso femminile, i disturbi psichici e il diabete sono risultati i modificatori di effetto più forti (rispettivamente OR = 2,26, IC 95%: 1,15-4,40, per l’esposizione a temperature estreme calde, e OR = 2,26, IC 95%: 1,04-4,87, per l’esposizione a temperature estreme fredde). Per quanto concerne il sesso maschile, pur senza raggiungere la significatività statistica, le patologie cardiache sono risultate possibili modificatori di effetto dell’esposizione a temperature estreme fredde.
Conclusione: E’ stato indagato, mediante un approccio case-only, in che modo alcune condizioni morbose croniche agiscono come modificatori di effetto della relazione “temperatura estrema-mortalità” nella città di Ancona. I risultati hanno mostrato che i disturbi psichici e il diabete, per le femmine, e il pregresso infarto del miocardio e i disturbi della conduzione cardiaca e/o aritmie, per i maschi, potrebbero essere modificatori di effetto degni di attenzione. Questi risultati offrono un nuovo, seppur modesto, contributo che potrebbe aiutare gli organismi di sanità pubblica e alcuni enti locali a migliorare la programmazione delle attività di assistenza sociale e di prevenzione. (
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VALUTAZIONE DI IMPATTO SANITARIO DEL PM10 E DELL’O3 IN 12 COMUNI DELLA REGIONE MARCHE NEL 2006

Introduzione e obiettivi: Numerosi studi epidemiologici hanno documentato gli effetti avversi sulla salute umana delle esposizioni a breve termine a inquinanti atmosferici. Grazie a queste basi scientifiche è possibile valutare l’impatto sanitario dell’inquinamento atmosferico su specifiche popolazioni. L’impatto, cioè il numero di decessi o malattie dovuti all’inquinamento dell’aria, è una funzione del rischio relativo, dell’intensità dell’esposizione della popolazione in studio e dei tassi di mortalità e morbosità. L’obiettivo del presente lavoro è quello di valutare l’impatto sanitario del PM10 e dell’O3 nei comuni della regione Marche per i quali, nel 2006, sono stati sistematicamente raccolti i dati relativi a questi agenti.
Materiali e metodi: I comuni per i quali sono stati sistematicamente raccolti i dati ambientali relativi al PM10 e all’O3 nel 2006 sono risultati 12: Ancona, Chiaravalle, Fabriano, Falconara Marittima, Montemarciano, Senigallia, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Civitanova Marche, Macerata, Fano e Pesaro. Relativamente alla popolazione residente, sono stati presi in considerazione i decessi per tutte le cause, per quelle cardiovascolari e per le respiratorie, oltre alle degenze per patologie cardiache e respiratorie. Le concentrazioni giornaliere del PM10 e dell’O3 sono state utilizzare come misure di esposizione per la valutazione di impatto sanitario con counterfactual pari rispettivamente a 10 e a 70 µg/m3. Il numero degli eventi in eccesso è stato calcolato seguendo la metodologia prevista nel software AirQ distribuito dall’OMS.
Risultati: Solamente i comuni di Ascoli Piceno, Macerata e San Benedetto del Tronto sono riusciti a rispettare il vincolo di 40 µg/m3 imposto dalla direttiva 99/30/EC e dalle norme nazionali sulla media annuale del PM10. Relativamente all’O3, sono stati riscontrati valori superiori a 70 µg/m3 in 2 dei 3 comuni per i quali sono stati sistematicamente raccolti i dati relativi a questo agente. Sono risultati complessivamente attribuibili a concentrazioni di PM10 superiori a 10 µg/m3 113 decessi per tutte le cause, dei quali 76 per cause cardiovascolari e 18 per cause respiratorie, oltre a 107 ricoveri per cause cardiache e a 140 per cause respiratorie. L’impatto dell’O3 è risultato piuttosto marginale.
Conclusione: I risultati hanno mostrato che nel 2006 il peso del PM10 è stato consistente sia in termini di decessi (113 per tutte le cause) che di ricoveri ospedalieri (107 per cause cardiache e 140 per cause respiratorie), mentre quello dell’O3 è stato piuttosto marginale. Questi risultati offrono un nuovo, seppur modesto, contributo che potrebbe sensibilizzare ulteriormente i decisori politici al problema dell’inquinamento atmosferico. Si sottolinea, infine, la necessità di continuare a monitorare l’impatto sanitario degli inquinanti atmosferici nella regione Marche anche allo scopo di valutare l’efficacia delle azioni intraprese per affrontare queste tematiche. (
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PROGETTO DI SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA RAPIDA DEL CNESPS (ISS)
 SEGNALAZIONE DI ECCESSI DI MORTALITA’ GENERALE AD ANCONA  - Prime valutazioni -

Introduzione e obiettivi: Nell’ambito del progetto di sorveglianza epidemiologica rapida avviato dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del Ministero della Salute, sono stati recentemente resi noti i dati di mortalità nelle 21 città capoluogo di regione/provincia autonoma relativi al trimestre ottobre-dicembre 2007.
Gli obiettivi che si intendono perseguire con la presente comunicazione sono:
- descrivere l’andamento mensile e stagionale della mortalità nella città di Ancona, nell’anno 2007, evidenziando eventuali anomalie di incidenza dei decessi in uguali periodi temporali dell’anno precedente;
- confrontare, con le opportune cautele dovute a limiti metodologici, i dati di mortalità, dell’ultimo trimestre dell’anno 2007, tra le 21 città capoluogo di provincia/regione inserite nel progetto di sorveglianza epidemiologica rapida condotto dal CNESPS-ISS.
- formulare ipotesi eziologiche, da verificare eventualmente con successive indagini epidemiologiche, per cercare di spiegare la possibile associazione tra esposizione a fattori di rischio ambientale e variazioni della mortalità generale.
Risultati. L’analisi degli indicatori epidemiologici di mortalità ha evidenziato un incremento statisticamente significativo dei decessi nei residenti in Ancona, di tutte le età e dei soli ultra sessantacinquenni, in alcuni mesi del 2007 (marzo e dicembre) e nel trimestre ottobre-dicembre 2007, rispetto all’anno precedente. Nel mese di dicembre 2007, la mortalità in Ancona si è attestata sui valori più elevati fatti riscontrare nelle città capoluogo di provincia/regione inserite nel progetto di sorveglianza.
Discussione. L’incremento della mortalità generale nell’ultimo trimestre del 2007 potrebbe essere stato associato alla presenza di temperature invernali più rigide rispetto al 2006 e alla media storica degli ultimi quarant’anni. L’ipotesi di un aumento delle emissioni degli inquinanti aerodispersi a seguito del maggior utilizzo degli impianti di riscaldamento per il clima meno mite, e quindi un eccesso di mortalità per inquinamento atmosferico, non sembra trovare riscontro nei valori delle concentrazioni medie giornaliere di PM10 che sono risultate inferiori se confrontate con quelle del periodo corrispondente dell’anno precedente.
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INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PRESSO LA POPOLAZIONE RESIDENTE A FALCONARA MARITTIMA E COMUNI LIMITROFI

Risultati
(Primo rapporto
) 

La complessa indagine epidemiologica presso le popolazioni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montenmarciano, comuni della Provincia di Ancona, ha prodotto i primi risultati. Si è studiato se abitare più tempo vicino alla Raffineria API di Falconara comporti un aumento di rischio per alcuni tipi di tumore. L’indagine ha evidenziato un aumento, non statisticamente significativo, della mortalità per linfomi e leucemie nelle donne, e un rischio più marcato, prossimo alla significatività, nelle persone (uomini e donne) che hanno vissuto più a lungo nei pressi della Raffineria ed in particolare le casalinghe, i pensionati e i non occupati. E' stata indagata la mortalità nel periodo 1994-2003 attraverso l’intervista di 348 cittadini, su 531 individuati, che hanno generosamente offerto la loro collaborazione e lo sforzo organizzativo delle strutture mediche e amministrative. L’indagine avviata su richiesta dei cittadini della zona è stata promossa dalla Regione Marche ed è stata condotta dalla Unità (SC) di Epidemiologia Descrittiva e Programmazione Sanitaria della Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori” di Milano in collaborazione con il Servizio di Epidemiologia Ambientale del Dipartimento di Ancona dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale Marche (ARPAM) e con le amministrazioni locali. Il sospetto di un eccesso di mortalità è qualitativamente supportato da una serie di evidenze, ma l’incompleta adesione allo studio può aver determinato una sovrastima del rischio di morte così da renderne incerta la valutazione quantitativa. Per una valutazione più precisa del rischio delle popolazioni interessate è necessario un supplemento di indagine su nuovi obiettivi in grado di considerare: a) la storia residenziale di un più alto numero di soggetti e la loro esposizione per quartiere, b) i decessi negli anni più recenti; c) la tipologia dei tumori con approfondimenti biomolecolari, affrontati in uno studio ad hoc dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. E’ certo che già da subito,  nell’interesse generale della salute della popolazioni e con il concorso di tutti, debbano essere promossi: 1) interventi di prevenzione primaria, riducendo drasticamente il rischio di esposizione agli inquinanti atmosferici prodotti dalla Raffineria, presumibilmente responsabili degli eventi osservati, e 2) il costante controllo sanitario e la sorveglianza ambientale nelle aree studiate.

(Testo integrale).

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RICOVERI OSPEDALIERI PER ASMA DEI BAMBINI RESIDENTI NEL COMUNE DI FALCONARA MARITTIMA




Introduzione e obiettivi: Gli effetti dannosi sulla salute dell’inquinamento atmosferico sono ormai definitivamente provati. I bambini insieme agli anziani ed agli ammalati sono i soggetti più vulnerabili agli aggressori chimici presenti nell’aria contaminata. I principali sintomi nei bambini esposti ad alte concentrazioni di polveri fini e ozono sono i disturbi dell’apparato respiratorio ed in particolare l’aggravamento e lo scatenamento di crisi asmatiche. Data la preoccupante situazione della qualità dell’aria nell’area “AERCA” ed in assenza di dati più precisi si è indagata la situazione dei ricoveri ospedalieri per asma dei bambini residenti a Falconara Marittima.
Risultati. Nei comuni dell’AERCA ed in altri comuni marchigiani sono stati rilevati importanti eccessi di primi ricoveri di bambini per asma. Il trend negli ultimi anni, forse a seguito di una reale diminuzione dell’occorrenza delle crisi asmatiche o per il miglioramento delle tecniche diagnostiche e dei trattamenti terapeutici in grado di prevenire e affrontare più efficacemente gli attacchi gravi che richiedono il ricovero ospedaliero, sembra evidenziare una tendenziale riduzione.
Discussione. Questi risultati, pur non offrendo spiegazioni sul nesso causale, impongono conferme e approfondimenti ulteriori e comunque indirizzano verso politiche finalizzate al miglioramento della qualità dell’aria.
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Testo integrale).

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TREND DI EVENTI SANITARI NELLA REGIONE MARCHE

- Aggiornamento 2008 -

 (Estratto dagli "Atlanti Regionali di Epidemiologia Ambientale" v. 6 rev. 0 2008)

Introduzione e obiettivi: Si presentano i trend regionali di mortalità e di morbosità (primi ricoveri ospedalieri per causa) con i dati aggiornati al 2003 per la mortalità e al 2007 per la morbosità. I trend calcolati con il software ""Joinpoint v. 3.3.1 aprile 2008" elaborato da Kim HJ, Fay MP, Feuer EJ, Midthune DN per il Natiotal Cancer Institute di Bethesda rappresentano le rette di regressione dei tassi standardizzati diretti degli eventi sanitari.
Sono descritti sinteticamente anche i numerosi limiti della procedura ai fini dell'interpretazione delle tavole presentate.
Risultati. In generale si rileva la prosecuzione della tendenza alla riduzione dei tassi standardizzati per tutte le cause e per tutti i tumori nella regione Marche per entrambi i due eventi indagati. Non tutte le patologie seguono tuttavia questa tendenza come ad esempio il tumore del pancreas, della pleura, i sarcomi dei tessuti molli, alcuni tumori del sistema emolinfopoietico, ed altre neoplasie. 
Discussione. Ogni evento necessita comunque di un esame più approfondito, cosa che può essere fatta utilizzando gli Atlanti di Epidemiologia Ambientale, e potrebbe essere di grande aiuto poter confrontare queste evidenze con i dati disponibili a livello nazionale derivati magari da archivi più rappresentativi ed esaustivi (es. registri di patologia).
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INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PRESSO LA POPOLAZIONE RESIDENTE A FALCONARA MARITTIMA E COMUNI LIMITROFI - RAPPORTO FINALE

Risultati

Il presente rapporto integra il rapporto preliminare aggiungendo i risultati di alcune analisi statistiche ed in particolare affinando l'indagine su alcuni sottogruppi di arruolati su cui erano disponibili informazioni sulla distanza delle residenze dalle linee elettriche ad alta tensione. Nel sottogruppo dei soggetti residenti continuativamente per almeno 10 anni nei tre comuni e con una attività comportante una maggiore permanenza nel domicilio (disoccupati/pensionati/casalinghe)  il rischio di morte per tumori del tessuto emolinfopoietico risulta associato alla prossimità della residenza alla raffineria con significatività statistica. 

(Testo integrale).

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INQUINAMENTO ATMOSFERICO E RICOVERI OSPEDALIERI PER CARDIOPATIA ISCHEMICA (angina) UN APPROCCIO CASE-CROSSOVER. ANCONA E PESARO, 2004-2007

Numerosi studi epidemiologici e sperimentali hanno dimostrato l’associazione tra l’esposizione agli inquinanti atmosferici e la comparsa di effetti negativi sulla salute. L’apparato cardiovascolare è interessato con comparsa di segni di infiammazione sistemica e con effetti sulla contrattilità arteriosa, sulla genesi di trombi, sulla generazione e stabilità delle placche arteriosclerotiche e sulla comparsa di disturbi del ritmo cardiaco.
Con un approccio epidemiologico di tipo “case-crossover” è stato valutato tra i residenti delle due maggiori città delle Marche l’incremento del rischio di ricovero ospedaliero per la diagnosi principale “angina pectoris” (ICD IX: 413) nei giorni con maggiore presenza di particolato fine (PM10) nell’aria.
Tale incremento percentuale del rischio è risultato pari al 7,0% (IC 95%, da 0,4 a 14,1), per aumenti del PM10 pari a 10 µg/m3 per esposizioni nel giorno dell’evento e al 6,6% (IC 95%, da -0,3 a 14,1) (IC 90%, da 0,4 a 12,5) per esposizioni nel giorno precedente l’evento. Analizzando i ricoverati per genere ed età i maggiori incrementi sono stati a carico dei soggetti di ambo i sessi nella classe di età 15-64 anni per esposizioni il giorno prima del ricovero.

(Testo integrale).

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