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ESPERIENZE
LOCALI - Riassunto dei lavori
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STUDI SPAZIALI: COMPARABILITÀ DELLE RESIDENZE ANAGRAFICHE ED ABITATIVE REALI
ANALISI EPIDEMIOLOGICA SPAZIALE
Obiettivi: Il
presente contributo intende
fornire spunti di riflessione sugli
studi epidemiologici che indagano i fenomeni sanitari in relazione alla
variazione spaziale del rischio, proponendosi di effettuare alcune
valutazioni sull’utilizzo dei dati residenziali correntemente
disponibili nella conduzione di
tali studi e, nello specifico, sulla comparabilità
della storia residenziale anagrafica ed abitativa reale di gruppi di
popolazione.
Dati e metodi: In particolare, è
stata valutata la
concordanza delle informazioni residenziali, ottenute dalle anagrafi
comunali e da questionario, di residenti arruolati in uno studio
caso-controllo
realizzato in tre comuni della regione Marche limitrofi ad una
raffineria, attraverso un modello di
regressione logistica.
Risultati: Nello studio
sono
state analizzate le informazioni sulle residenze anagrafiche ed
abitative di 362 soggetti, per complessivi 5710 anni-residenza,
ottenendo una stima
della percentuale di concordanza delle informazioni residenziali
nell’intero
gruppo di popolazione dell’87,6% (IC95%: 84,2%-90,3%). L'indice di
correlazione di Pearson tra le distanze delle residenze
anagrafiche ed abitative dalla sorgente di rischio è risultato pari a
0,97 (p-value
<0,0001).
Conclusioni: La
valutazione sulla storia residenziale dei
soggetti in studio ha evidenziato, in conclusione, che i dati rilevati
dai sistemi informativi comunali, pur nei limiti delle proprie
specificità,
presentano caratteristiche di completezza e disponibilità che possono
costituire, a nostro avviso, una valida alternativa all’utilizzo delle
residenze abitative e fornire
una risorsa aggiuntiva nelle indagini epidemiologiche ambientali. (Testo
integrale).
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IL
RUOLO DELL’INTERVISTA IN UN’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA ANALITICA.
L’ESPERIENZA DEL
SERVIZIO EPIDEMIOLOGIA AMBIENTALE DELL’ARPAM
Nelle
indagini epidemiologiche analitiche il ruolo dell’intervista è
determinante. A
seguito dello studio epidemiologico caso-controllo sulla mortalità per
tumori
del tessuto emolinfopoietico nella popolazione residente nei comuni di
Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano, svolto dal SEA
dell’ARPAM, le
intervistatrici hanno elaborato un manuale sull’esperienza maturata in
maniera
diretta. Le indicazioni e i consigli proposti nel manuale, sono
adattabili di
volta in volta alla situazione specifica di ricerca, per ottenere,
attraverso
l'intervista con questionario, informazioni che siano il più affidabili
e
corrette possibile.
Il
presente manuale è stato elaborato a seguito dello studio
epidemiologico
caso-controllo sulla mortalità per tumori del tessuto emolinfopoietico
nella
popolazione residente nei comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e
Montemarciano, svolto dal Servizio di Epidemiologia Ambientale
dell’ARPAM,
dall’esperienze maturate in maniera diretta dalle
intervistatrici.
L’intento
del manuale è quello di addestrare la figura dell’intervistatore ad un
uso
corretto ed affidabile del questionario, con il proposito di suggerire
sistemi
di progettazione e conduzione dell'intervista e assicurando la qualità
e
l’oggettività dei dati. Nella
prima parte è descritto tutto l’iter per svolgere l’intervista: dalla
ricerca
dei numeri telefonici dei parenti dei soggetti arruolati, alla
georeferenziazione delle abitazioni del soggetto, nella seconda, viene
analizzato il questionario nelle varie sezioni che lo
compongono.
Le indicazioni
proposte nel manuale, sono adattabili di volta in volta alla situazione
specifica di ricerca, per ottenere, attraverso l'intervista con
questionario,
informazioni che siano il più affidabili possibile. (Testo
integrale).
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MORTALITA' NELLE
MARCHE
NEGLI ANNI 2006 e 2007 - VALUTAZIONI PRELIMINARI
Introduzione
e obiettivi: Il presente studio descrive gli andamenti temporali
della mortalità nel biennio
2006/2007 per le principali cause con l’obiettivo di rilevare i
miglioramenti e i peggioramenti delle condizioni sanitarie della
popolazione al fine di rispondere più adeguatamente ai bisogni di
salute e favorire l'aumento dell’efficienza del sistema sanitario
regionale.
Materiali
e metodi: Lo studio ha preso spunto ed analizza i dati
pubblicati recentemente nei due rapporti ISTISAN 10/26 e
10/27; considerando
i limiti e i problemi inerenti al passaggio
dalla classificazione ICD-9 a ICD10, lo studio integra le informazioni
disponibili degli anni precedenti (1981-2003) tratte dagli
atlanti prodotti dal Servizio di Epidemiologia Ambientale
dell’ARPAM.
Risultati
e conclusione: I
risultati mostrano che la regione Marche si riconferma la regione
italiana con il tasso più basso di mortalità generale nel
2007. Nella graduatoria crescente dei tassi di mortalità,
entra nelle prime 5 posizioni per il tumore maligno del fegato e dei
dotti biliari intraepatici, per le malattie epatiche croniche, per
quelle del sistema respiratorio e dell'apparato digerente. Degna di
particolare attenzione e sorveglianza sono invece le leucemie, il
tumore maligno del tessuto linfatico emopoietico e tessuti correlati
(femmine) e le malattie del sistema nervoso e organi di senso per le
quali si evidenzia un apprezzabile peggioramento della mortalità dal
2006 al 2007. La conoscenza ad oggi dello stato di salute
della popolazione fino al 2007, con particolare attenzione alle
situazioni più critiche, può risultare parzialmente utile ai fini della
pianificazione di una attività tempestiva di risanamento. Si ribadisce
pertanto l'indispensabilità della costituzione del Registro Regionale
delle Cause di Morte con la ricostruzione anche degli anni non
disponibili da ISTAT. (Testo
integrale).
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VALUTAZIONE DI
IMPATTO SANITARIO DEL PM10 E DELL'O3 IN 16 COMUNI DELLA
REGIONE MARCHE NEL 2007 E NEL 2008
Introduzione
e obiettivi: L’evidenza
scientifica sugli effetti avversi per la salute umana imputabile
all’inquinamento atmosferico ambientale
include, ad oggi, numerosi studi epidemiologici, clinici e
tossicologici. L’impatto
sanitario, cioè il numero di decessi o ricoveri ospedalieri
attribuibili all’inquinamento atmosferico, è una funzione
dell’intensità
dell’esposizione, del rischio relativo e dei tassi di mortalità e
morbosità della
popolazione in studio.
L’obiettivo di questo studio è di valutare l’impatto
sanitario, riferibile alle quote di PM ed ozono riconducibili
all’attività antropica in 16 comuni della regione Marche negli anni
2007-2008, e
dare continuità ai precedenti studi svolti in passato da questo
Servizio.
Materiali
e metodi: Negli
anni 2007 e 2008 sono
stati sistematicamente raccolti i dati demografici,
ambientali e sanitari nei comuni di Ancona, Chiaravalle,
Fabriano, Falconara Marittima, Jesi, Montemarciano, Osimo,
Senigallia, Civitanova Marche, Macerata, Ascoli Piceno, San Benedetto
del Tronto, Fano, Pesaro, Urbino e Porto Sant’Elpidio. Questi dati sono
stati utilizzati per stimare l’impatto sanitario, espresso in forma di
decessi, ricoveri ospedalieri ed anni di vita persi, attribuibile
all’inquinamento atmosferico tramite l’utilizzo del software AIRQ,
prodotto e distribuito dall’OMS.
Risultati
e conclusione: Dai
risultati ottenuti si stima che, nei due anni in studio, tra la
popolazione residente nei comuni indagati siano da
attribuire 209 decessi all’esposizione al PM10
atmosferico. Tra questi, vengono
stimati 138 decessi per cause cardiocircolatorie e 29 per cause
respiratorie. Ai
suddetti si aggiungono 179 ricoveri ospedalieri stimati per cause
cardiache e 244
per cause legate all’apparato respiratorio. Si stimano inoltre 44
decessi
attribuibili all’ozono presente in atmosfera, di cui 20 per cause
cardiocircolatorie e 11 per cause respiratorie. A questi vanno aggiunti
80 ricoveri ospedalieri stimati per cause respiratorie. L’esposizione
cronica al PM2,5 atmosferico viene
considerata come
responsabile della perdita di 12157 anni di vita totali.
Questo Servizio di Epidemiologia Ambientale proseguirà l'attività di
monitoraggio degli effetti dell'inquinamento
atmosferico anche nei prossimi anni ed effettuerà valutazioni
comparative per
verificare se all'apparente miglioramento della qualità dell'aria
corrisponda
una reale riduzione degli effetti sanitari sulle popolazioni
marchigiane.
(Testo
integrale).
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INCHIESTA
EPIDEMIOLOGICA PER
SOSPETTA EPIDEMIA DA AEROSOL MARINO TRA I FREQUENTATORI DEL LITORALE DI
ANCONA–PASSETTO IL 23 AGOSTO 2009
Il
giorno 23 agosto 2009 molti frequentatori della costa del litorale del
Passetto di Ancona hanno
manifestato sintomatologia prevalentemente a carico delle prime vie
respiratorie. I
sintomi e le condizioni meteo-marine hanno fatto sospettare subito una
intossicazione
per inalazione di aerosol marino contaminato da Ostreopsis ovata.
Insieme all'esecuzione delle indagini ambientali è stata avviata una
indagine
epidemiologica per caratterizzare il fenomeno ed individuare gli
eventuali
fattori di rischio o confondenti quali l’ingestione di acqua marina,
l’ingestione di alimenti marini, il bagno in mare e le patologie
croniche
preesistenti. L'indagine ha mostrato un alto tasso di attacco (52%) tra
tutti gli intervistati e un tasso particolarmente alto (80%) tra i
frequentatori
della zona est del litorale. Questa differenza è risultata
statisticamente
significativa con un RR pari a 3,6 (IC 95%: 2,5-5,3). (Testo
integrale).
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NEOPLASIE PLEURICHE E POLMONARI ED
ASBESTO NELLA REGIONE MARCHE
Con
il presente lavoro si è voluto descrivere la frequenza nella
regione Marche delle due principali patologie che vengono
prevalentemente attribuite, in stretta relazione causale la prima,
all’esposizione ad asbesto: il tumore maligno della pleura ed
il tumore maligno del polmone.
L’esposizione a fibre d’asbesto è, nella
regione, prevalentemente legata alla presenza del minerale nei
manufatti in quanto non sono conosciuti e sfruttati giacimenti naturali
nel territorio regionale se non la presenza in tracce di serpentino
nelle arenarie ed in località S. Anna di Matelica e di
actinolite, tremolite e serpentino nelle sabbie del litorale adriatico.
Con il presente lavoro ci si è posti il solo obiettivo di
stimolare la verifica e l’approfondimento di alcune
situazioni, specie se relative a territori di dimensione limitata, per
riconoscere possibili esposizioni agli inquinanti responsabili o
corresponsabili delle patologie in esame. Gli studi di epidemiologia
geografica, come il presente, non sono idonei a stabilire o verificare
nessi di causalità tra eventi sanitari e agenti ambientali
ma solo a stimolare la produzione di ipotesi (Testo
integrale).
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LA QUALITA’ DELL’ARIA ED IL RISCHIO PER
LA SALUTE IN ALCUNI COMUNI DELLA PROVINCIA DI ANCONA - Valutazioni
preliminari -
Utilizzando i dati ambientali forniti dal Servizio
Aria del Dipartimento ARPAM di Ancona relativi al periodo 2000 e 2001 e
disponendo di un software prodotto dall'OMS abbiamo provato a delineare
un primo profilo di rischio della popolazione di alcune
città della provincia di Ancona di cui è nota la
qualità dell’aria.
Un importante limite dello studio è stata
l’indisponibilità di dati
sull’inquinamento da particolato fine che è
riconosciuto rivestire una grande rilevanza per gli effetti sanitari.
Dai primi raffronti si può affermare che la
qualità dell’aria di Ancona e dei comuni
limitrofi, almeno per quanto riguarda i parametri disponibili, risulta
in linea se non migliore di quella di altre città italiane
(studio Misa I).
Sicuramente la dimensione delle città influisce sullo stato
di qualità dell’aria, per cui le cittadine
marchigiane risultano più paragonabili alle medio-piccole
città italiane piuttosto che alle più grandi
metropoli.
Si può comunque concludere, anche in assenza di informazioni
sulle polveri fini e quindi con un quadro probabilmente sottostimato,
che esista un’apprezzabile proporzione degli eventi sanitari
di questa provincia (in particolare le morti ed i ricoveri per cause
respiratorie e cardiopolmonari) attribuibile all’inquinamento
atmosferico.
L’elaborazione dei dati relativi alle altre principali
cittadine marchigiane e, a partire dall’anno in corso,
l’inserimento delle misurazioni del particolato sottile
consentirà nei prossimi anni una maggiore completezza del
presente studio (Testo
integrale).
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L’AMBIENTE E LA
PERCEZIONE
DELLO STATO DI
SALUTE NELLA POPOLAZIONE MARCHIGIANA
La qualità della vita delle popolazioni si misura con
indicatori oggettivi ambientali, sociali ed economici, ma anche sulla
base del benessere percepito; quest’ultimo è
talora più importante degli altri fattori studiati. Con il
presente lavoro si è cercato, utilizzando le rilevazioni
effettuate dall’ISTAT con l’indagine Multiscopo
1998, di conoscere come la popolazione marchigiana viva
l’ambiente della propria regione. Nei limiti di una indagine
campionaria si è rilevato che i marchigiani sono
discretamente soddisfatti delle proprie condizioni psico-fisiche.
Lamentano comunque le crescenti problematiche legate al traffico
veicolare e temono in particolar modo di
dover risiedere vicino agli impianti di trattamento di rifiuti
piuttosto che ad altri impianti potenzialmente inquinanti. E’
stata infine indagata la possibilità
dell’associazione tra le malattie croniche riferite e la
residenza in prossimità di alcuni impianti a rilevante
impatto ambientale (Testo
integrale).
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EPIDEMIOLOGIA DELLE PATOLOGIE DEL
NEURONE MOTORE NELLA REGIONE MARCHE
A
seguito della segnalazione di un incremento a livello nazionale delle
malattie del motoneurone si è voluto descrivere il fenomeno
a livello regionale. Il tasso grezzo medio annuo di
mortalità per malattie del neurone motore nel periodo
considerato (‘95-‘99) è stato nella
regione Marche pari a 2,68 per 100.000 abitanti, in linea con i tassi
riportati nella letteratura internazionale. Per quanto riguarda i
ricoveri ospedalieri si è verificato un leggero aumento di
incidenza a carico dei due sessi negli anni 2000 e 2001 che pare
ridimensionarsi nell’anno 2002. Dal presente studio e con i
dati disponibili risulta difficile sostenere ipotesi causali.
Questo tipo di indagine per avere un valore più che
meramente descrittivo necessita della indispensabile collaborazione ed
integrazione con i servizi del S.S.N. e con gli altri servizi
dell’ARPAM.
Di particolare interesse si è rilevato un pregresso
incremento di mortalità nei comuni dell’area
Jesina che potrebbe essere spiegata da eventuali esposizioni ambientali
a sostanze chimiche pericolose sia di origine industriale che
agricola.
Nel caso della morbosità la presenza del cluster riferito
unicamente al sesso femminile tra le province Macerata ed Ascoli Piceno
porta ad escludere esposizioni propriamente ambientali, in quanto
queste avrebbero interessato indistintamente i due sessi
(l’SLA ha un maggiore incidenza nel sesso maschile).
Si rafforzano invece le ipotesi di cause occupazionali in una zona dove
la popolazione femminile è stata intensamente occupata nella
lavorazione del pellame a domicilio con l’utilizzo di
collanti e solventi neurotossici (Testo
integrale).
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EPIDEMIOLOGIA
DELLE PATOLOGIE
DEL
NEURONE MOTORE - Aggiornamento 2006
L’elaborazione
dei dati aggiornati sugli indicatori sanitari disponibili,
mortalità e morbosità, ha condotto alla
individuazione di due cluster spaziali statisticamente significativi:
il primo di mortalità osservato nei comuni della Vallesina;
il secondo di morbosità, riferito al solo sesso femminile,
individuato nella zona costiera del fermano. I risultati emersi
confermano sostanzialmente quelli già rilevati nello studio
precedente. Uno studio di genetica molecolare recentemente pubblicato
ha evidenziato nel territorio delle province di Fermo ed Ascoli Piceno
un cluster di SLA la cui origine è verosimilmente associata
a mutazioni geniche presenti in tre nuclei familiari. Il fattore
genetico si aggiunge pertanto a quello occupazionale ed ambientale
quale possibile spiegazione degli eccessi di patologia rilevati nel
presente lavoro. (Testo
integrale).
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INQUINAMENTO
ATMOSFERICO ED INFARTO DEL MIOCARDIO - STUDIO
EPIDEMIOLOGICICO SUI RESIDENTI NEL COMUNE DI ANCONA NELL’ANNO
2002
Avendo
avuto a disposizione per la città di Ancona i dati
giornalieri sul particolato respirabile (PM10) a
partire dal gennaio 2002 si è cercato di fare alcune prime
osservazioni sulla possibile associazione tra la qualità
dell’aria e l’incidenza di ricoveri per infarto
miocardico nei residenti in città. Oltre alla valutazione
del rischio di infarto associato all’incremento
dell’inquinamento si è cercato di valutare il
numero di eventi che si sarebbero potuti evitare qualora la
qualità dell’aria fosse stata conforme agli
standard previsti dalla normativa nazionale ed europea.
L’incidenza dei ricoveri per infarto del miocardio nelle
Marche, rilevata dalle schede di dimissione ospedaliera, è
stata nell’anno 2002 in linea con i dati riportati a livello
nazionale per le regioni centrali. Il quadro epidemiologico della
patologia nei residenti nel comune di Ancona è in buona
parte sovrapponibile a quanto descritto per l’intero
territorio regionale; in particolare si evidenzia un costante
incremento dei ricoveri a carico del sesso femmine.
Su base regionale si rilevano eccessi, confermati anche dagli
indicatori Bayesiani, in alcuni comuni costieri (Fano (femmine),
Senigallia, Porto S. Giorgio e Porto S. Elpidio (maschi), Ancona
(maschi e femmine)).
Nell’entroterra si riscontrano eccessi a Fermo (maschi) e a
Ascoli Piceno (maschi e femmine).
Si rilevano inoltre due cluster spaziali per entrambi i sessi
nell’area dei comuni di Porto S. Giorgio, Porto S. Elpidio e
Fermo e nell’area del comune di Ascoli Piceno.
Per i valori di esposizione agli inquinanti ambientali riscontrati nel
periodo ad Ancona non sono stati rilevati nello studio caso-controllo
incrementi del rischio di ricovero per infarto statisticamente
significativi nei giorni di maggiore concentrazione degli inquinanti.
In generale i rischi, anche se non significativi, sono risultati
maggiori tra le classi di età più anziane
probabilmente per la maggiore sensibilità nei confronti
degli inquinanti atmosferici e/o per la maggiore frequenza di patologie
cardiovascolari croniche in queste classi. (Testo
integrale).
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L’ESPOSIZIONE ALLE POLVERI SOTTILI ED IL
RISCHIO PER
LA SALUTE NELLE MARCHE NELL’ANNO 2003
Lo
studio, mediante l’elaborazione dei dati ambientali rilevati
dagli attuali sistemi di monitoraggio presenti sul territorio della
regione Marche si propone di effettuare una prima stima
dell’efficacia del sistema di misura delle esposizioni e
degli effetti sanitari associati all’inquinamento
atmosferico.
Inoltre, in accordo con il modello DPSSEA (Driving
forces-Pressure-State-Exposure-Effect-Action) proposto
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità,
è stata effettuata una valutazione degli anni di vita persi
(YLL) dalla popolazione di Ancona nell’anno 2003 per
l’inquinamento atmosferico da particolato sottile. Questo
indicatore potrà essere di pubblica utilità per
la costituzione di un sistema di monitoraggio ambientale e sanitario
allo scopo di:
- misurare la situazione ambientale e sanitaria relativamente
all’inquinamento atmosferico da polveri sottili;
- facilitare il monitoraggio e la valutazione di programmi ed azioni di
prevenzione ambientale e sanitaria (Testo
integrale).
Studio
Misa II - Scheda di aggiornamento Sulla base dei nuovi valori
dei rischi calcolati con lo studio Misa II sono stati aggiornati tutti
i dati e le tabelle dello studio precedente (Testo
integrale).
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STUDIO PRELIMINARE -
INDIVIDUAZIONE DI GRUPPI DI POPOLAZIONE A MAGGIORE
VULNERABILITA’ PER ESPOSIZIONE AD INQUINANTI ATMOSFERICI
Allo
scopo di testare la necessità di analizzare distintamente i
diversi gruppi di popolazione che entreranno a far parte del prossimo
studio sugli effetti sanitari degli inquinanti atmosferici, di cui
questo lavoro è preliminare, abbiamo svolto
un’indagine di morbosità nella Regione Marche in
modo da evidenziare i soggetti maggiormente vulnerabili.
A tal fine abbiamo analizzato i rischi di ricovero ospedaliero per
determinate patologie in presenza di alcune condizioni cliniche e ne
abbiamo valutato, in termini statistici, il loro effettivo peso nella
comparsa delle stesse. La dimostrazione di una loro associazione,
peraltro già nota in letteratura, anche nella nostra
realtà regionale ha portato alla conclusione di prevedere
una maggiore stratificazione della popolazione in esame per gruppi a
rischio sia per caratteristiche individuali (maschi, femmine, bambini
adulti ed anziani) che cliniche (patologie in corso quali il diabete,
l’ipertensione arteriosa, le cardiopatie, le dislipidemie e
le malattie respiratorie croniche) (Testo
integrale).
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STATO DI SALUTE DELLE POPOLAZIONI
RESIDENTI IN AREE
PROSSIME AD IMPIANTI DI SMALTIMENTO DI RIFIUTI SOLIDI URBANI
Obiettivi:
svolgere un’analisi descrittiva preliminare sulla
realtà sanitaria di alcune aree della Regione Marche poste
in vicinanza dei siti di discarica attualmente in attività o
dismessi.
Materiali e metodi: Analisi
epidemiologica geografica con rappresentazione cartografica degli
indicatori epidemiologici (SMR) dei comuni situati in
prossimità di discariche attive o dimesse per lo smaltimento
di rifiuti solidi urbani (RSU).
Le cause di mortalità e di ricovero ospedaliero considerate
sono quelle che l’attuale letteratura scientifica associa
alla residenza in prossimità di siti legati al ciclo di
smaltimento dei rifiuti, in particolare: tumori emolinfopoietici,
polmone, vescica, fegato e malformazioni congenite.
Risultati: in alcune delle 12 aree
selezionate si sono evidenziati eccessi statisticamente significativi
per la mortalità e la morbosità relativi a tutte
le cause e ad alcune delle cause specifiche precedentemente
citate.
Conclusione: l’evidenza di
incrementi di eventi sanitari nelle aree in questione pone
l’indicazione ad effettuare ulteriori e più
dettagliate indagini epidemiologiche per la migliore conoscenza del
problema. (Testo
integrale).
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MAPPATURA DELLE ZONE DEL
TERRITORIO REGIONALE INTERESSATE DALLA PRESENZA DI AMIANTO: IPOTESI
METODOLOGICA PER L'ATTRIBUZIONE DI PUNTEGGI AGLI INDICATORI
EPIDEMIOLOGICI
Introduzione
e obiettivi: L’Agenzia Regionale per la Protezione
Ambientale delle Marche (A.R.P.A.M.) è stata incaricata
dalla Regione Marche di elaborare i dati del censimento amianto degli
edifici e delle imprese al fine di realizzare una mappatura delle zone
interessate dalla presenza del minerale. L’obiettivo del
presente lavoro è quello di fornire una ipotesi metodologica
per l’attribuzione dei punteggi agli indicatori
epidemiologici che concorrono, congiuntamente ad altri indicatori, a
determinare il punteggio totale di ciascun sito mappato permettendo di
stabilire una graduatoria delle priorità di intervento.
Materiali e metodi: Il Servizio di
Epidemiologia Ambientale dell’A.R.P.A.M. è stato
incaricato di compilare gli indicatori “dati
epidemiologici” (I12) e “dati epidemiologici
riferiti a casi di mesoteliomi” (IN6). In merito
all’indicatore I12, data la scarsità delle
informazioni disponibili, si è deciso di considerare i soli
casi di mesoteliomi riconosciuti per cause di esposizioni
professionali. E’ stata realizzata, quindi, una procedura di
record-linkage tra il database delle malattie professionali INAIL (aa.
2000-2004) e il Registro dei Mesoteliomi delle Marche (aa. 1996-2004)
al fine di reperire informazioni sufficienti sulla storia lavorativa
del caso. I casi di mesoteliomi linkati con successo sono stati
ulteriormente selezionati con l’obiettivo di individuare, ove
possibile, il sito responsabile dell’esposizione a fibre di
asbesto. E’ stato infine attribuito un punteggio pari a 10
per l’indicatore I12 ai siti responsabili. In merito
all’indicatore IN6, data la non conoscenza di siti riferiti
alla presenza naturale di amianto, si è deciso di non
effettuare per il momento alcuna valutazione.
Risultati e conclusione: La procedura di
selezione ha consentito l’individuazione di 24 casi
sufficientemente informativi per i quali è stato possibile
identificare il sito responsabile dell’esposizione. Per
quanto concerne l’indicatore I12 è stato quindi
assegnato un punteggio pari a 10 ai seguenti siti: Ancona (industria
cantieristica), Falconara (raffineria petrolio) e Pesaro (fabbricazione
elettrodomestici). La metodologia descritta, nonostante i limiti legati
alle scarsità delle informazioni disponibili, ha consentito
di attribuire un punteggio ad uno degli indicatori epidemiologici e
conseguentemente ha permesso di valutare in modo più
completo il sito indagato. (Testo
integrale).
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“LA QUALITÀ
DELLA VITA VISTA DAI GIOVANI”
APPROFONDIMENTI DALL’ANALISI STATISTICA DEI DATI
Introduzione
e obiettivi: l'adolescenza è una fase evolutiva
difficile e complessa, in cui si verificano modificazioni fisiche,
sessuali, psicologiche, cognitive e sociali, alle quali l'adolescente
deve adattarsi. A questa età i giovani spesso adottano
comportamenti a rischio quali: consumo di alcolici, uso e abuso di
sostanze stupefacenti e attività sessuale promiscua o non
sicura. L’obiettivo del presente studio è stato
quello di studiare le possibili associazioni tra il modo di essere o di
percepire la realtà dei ragazzi e l’intraprendere
e perseguire comportamenti a rischio.
Materiali e metodi: è stata
realizzata un’indagine campionaria durante il mese di
novembre dell’anno 2004 che ha coinvolto gli studenti
dell’ultima classe delle Scuole Medie Superiori della
città di Ancona. Ad ogni studente arruolato è
stato somministrato un questionario, anonimo e autocompilato,
costituito da quesiti riguardanti: tempo libero; percezione della
propria salute; fumo; alcol; sostanze stupefacenti; esperienze
sessuali. Le relazioni tra le variabili studiate sono state indagate
mediante modelli di regressione logistica multivariati. Sono stati
considerati inizialmente modelli che hanno messo in relazione i
comportamenti a rischio con le variabili ambientali e, successivamente,
modelli che hanno messo in relazione i diversi comportamenti a rischio.
Per ogni modello di regressione logistica sono stati calcolati i
Prevalence Odds Ratio (POR) e i relativi intervalli di confidenza al
95%.
Risultati e discussione: le analisi
eseguite confermano quanto trovato nell’indagine descrittiva
che i maschi sono più a rischio per l’assunzione
di alcol (maschi vs. femmine POR [IC 95%]: 3,21 [1,11 –
9,28]) anche in forma di eccessi occasionali
“binge” (POR [IC 95%]: 2,18 [1,14 –
4,18]) e per il sesso non protetto (POR [IC 95%]: 2,01 [1,02
– 3,98]). E’ di particolare interesse il rilievo
della sensazione di stanchezza che si accompagna ai principali
comportamenti a rischio (fumo, alcol e droghe). Sono attese e ben
spiegabili le relazioni tra i comportamenti a rischio come la forte
associazione dell’assunzione di droghe leggere e pesanti con
l’abitudine al fumo e l’assunzione di alcol specie
“binge”. Il fumo e l’assunzione di droghe
pesanti inoltre si accompagna ad un aumentato rischio di avere rapporti
con più partner.
Conclusioni: è apparsa
particolarmente interessante la frequente dichiarazione dei ragazzi di
provare una sensazione di stanchezza ripetuta per più giorni
nella settimana. La stanchezza cronica potrebbe quindi essere
considerata un possibile campanello di allarme o un messaggio che va
riconosciuto e raccolto precocemente dai genitori e dagli educatori al
fine di prevenire o di contrastare comportamenti a rischio presenti
negli adolescenti. (Testo
integrale).
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INQUINAMENTO
ATMOSFERICO E RICOVERI OSPEDALIERI PER CARDIOPATIA
ISCHEMICA: UN APPROCCIO CON DISEGNO CASE-CROSSOVER. ANCONA, 2004-2005
Introduzione
e obiettivi: Sempre più studi sostengono
l’associazione tra le polveri sottili aerodisperse e le
ammissioni ospedaliere per patologie cardiache e cardiovascolari.
L’obiettivo del presente lavoro è quello di
indagare, nella città di Ancona, la relazione tra
particolato sottile e ricoveri ospedalieri per cardiopatia ischemica
mediante un approccio di tipo case-crossover .
Materiali e metodi: Sono stati
arruolati, estraendoli dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO),
207 ricoveri in istituti di cura di Ancona con diagnosi principale di
cardiopatia ischemica (ICD-9: 410, 411 e 413) relativi al periodo
2004-2005 e riferiti a pazienti (15+ anni) residenti nel comune di
Ancona. I dati relativi al PM10 sono stati
forniti dalla Provincia di Ancona mentre quelli relativi alle variabili
meteorologiche dall’Osservatorio Geofisico di Macerata e
dalla Protezione Civile delle Marche. La variazione percentuale di
rischio di ricovero per cardiopatia ischemica legata alla variazione di
concentrazione di PM10 è stata
studiata applicando un disegno case-crossover con
un approccio time-stratified per la selezione dei
controlli. E’ stato utilizzato un modello di regressione
logistica condizionata aggiustato per le variabili temperatura e
umidità che ha preso in considerazione i lag temporali 0
(giorno del ricovero), 1 (giorno precedente il lag 0) e 0-1 (media
dell’esposizione dei lag 0 e 1).
Risultati: Gli incrementi percentuali di
rischio di ricovero per cardiopatia ischemica associati al PM10
sono risultati i seguenti: 1,0% (IC 95%, da -6,8 a 10,5), per
variazioni del PM10 pari a 10 µg/m3
(lag 0); 2,4% (IC 95%, da -15,5 a 26,8), per variazioni del PM10
pari a 23,9 µg/m3 (lag 0); 5,5% (IC
95%, da -25,6 a 49,6), per i giorni con una concentrazione di PM10
superiore ai limiti di legge. Le stime degli incrementi percentuali di
rischio relativi ai lag 1, 0-1 e 0-3 non sono risultate maggiormente
informative.
Discussione e conclusioni: I risultati,
pur senza raggiungere la significatività statistica, hanno
mostrato un incremento della percentuale di rischio di ricovero
corrispondente a variazioni di PM10 registrate
lo stesso giorno del ricovero. In conclusione i risultati emersi danno
un nuovo, seppur modesto, contributo che aiuta a valutare
l’impatto dell’inquinamento atmosferico nella
città di Ancona sui ricoveri per cardiopatia ischemica e
costituiscono uno stimolo per ripetere lo studio su campioni
più grandi. (Testo
integrale).
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EFFETTI
DELLE TEMPERATURE ESTREME SULLA MORTALITA':
ANALISI DELLA MODIFICAZIONE D'EFFETTO PRODOTTA DA ALCUNE CONDIZIONI
MORBOSE CRONICHE MEDIANTE UN APPROCCIO CASE-ONLY. ANCONA, 2003-2004
Introduzione
e obiettivi: Numerosi studi epidemiologici hanno documentato
gli eccessi di mortalità associati all’esposizione
a breve termine a temperature estreme. Per gli organismi di
sanità pubblica e per alcuni enti locali è
diventato quindi particolarmente utile identificare i sottogruppi di
popolazione più sensibili agli effetti nocivi di queste
esposizioni al fine di una migliore programmazione delle
attività di assistenza sociale e di prevenzione.
L’obiettivo del presente lavoro è quello di
indagare, utilizzando un approccio case-only , in
che modo alcune condizioni morbose croniche agiscono come modificatori
di effetto della relazione “temperatura
estrema-mortalità” nella città di
Ancona.
Materiali e metodi: Sono stati arruolati
1.822 residenti nella città di Ancona, con 65 e
più anni, deceduti per tutte le cause, con
l’esclusione di quelle violente, nel periodo 2003-2004. Sulla
base dei ricoveri avuti dai casi è stata assegnata la
presenza (o assenza) delle seguenti condizioni morbose croniche:
diabete, con e senza complicazione; disturbi psichici; pregresso
infarto del miocardio; disturbi della conduzione cardiaca e/o aritmie;
malattie polmonari croniche. Le temperature estreme sono state definite
sulla base dei percentili della distribuzione della temperatura
apparente. L’analisi della modificazione di effetto
è stata condotta seguendo un approccio case-only.
Questa analisi corrisponde a una regressione logistica, eseguita tra i
soli deceduti, che predice la probabilità di presenza della
morbosità cronica negli esposti a temperature estreme.
Risultati: Sono state definite
temperature estreme calde quelle superiori a 29,3 °C ed estreme
fredde quelle inferiori a 4,1 °C. Per il sesso femminile, i
disturbi psichici e il diabete sono risultati i modificatori di effetto
più forti (rispettivamente OR = 2,26, IC 95%: 1,15-4,40, per
l’esposizione a temperature estreme calde, e OR = 2,26, IC
95%: 1,04-4,87, per l’esposizione a temperature estreme
fredde). Per quanto concerne il sesso maschile, pur senza raggiungere
la significatività statistica, le patologie cardiache sono
risultate possibili modificatori di effetto dell’esposizione
a temperature estreme fredde.
Conclusione: E’ stato
indagato, mediante un approccio case-only, in che modo alcune
condizioni morbose croniche agiscono come modificatori di effetto della
relazione “temperatura
estrema-mortalità” nella città di
Ancona. I risultati hanno mostrato che i disturbi psichici e il
diabete, per le femmine, e il pregresso infarto del miocardio e i
disturbi della conduzione cardiaca e/o aritmie, per i maschi,
potrebbero essere modificatori di effetto degni di attenzione. Questi
risultati offrono un nuovo, seppur modesto, contributo che potrebbe
aiutare gli organismi di sanità pubblica e alcuni enti
locali a migliorare la programmazione delle attività di
assistenza sociale e di prevenzione. (Testo
integrale).
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VALUTAZIONE
DI IMPATTO SANITARIO DEL PM10
E DELL’O3
IN 12 COMUNI DELLA REGIONE MARCHE NEL 2006
Introduzione
e obiettivi: Numerosi studi epidemiologici hanno documentato
gli effetti avversi sulla salute umana delle esposizioni a breve
termine a inquinanti atmosferici. Grazie a queste basi scientifiche
è possibile valutare l’impatto sanitario
dell’inquinamento atmosferico su specifiche popolazioni.
L’impatto, cioè il numero di decessi o malattie
dovuti all’inquinamento dell’aria, è una
funzione del rischio relativo, dell’intensità
dell’esposizione della popolazione in studio e dei tassi di
mortalità e morbosità. L’obiettivo del
presente lavoro è quello di valutare l’impatto
sanitario del PM10 e dell’O3
nei comuni della regione Marche per i quali, nel 2006, sono stati
sistematicamente raccolti i dati relativi a questi agenti.
Materiali e metodi: I comuni per i quali
sono stati sistematicamente raccolti i dati ambientali relativi al PM10
e all’O3 nel 2006 sono risultati 12:
Ancona, Chiaravalle, Fabriano, Falconara Marittima, Montemarciano,
Senigallia, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Civitanova Marche,
Macerata, Fano e Pesaro. Relativamente alla popolazione residente, sono
stati presi in considerazione i decessi per tutte le cause, per quelle
cardiovascolari e per le respiratorie, oltre alle degenze per patologie
cardiache e respiratorie. Le concentrazioni giornaliere del PM10
e dell’O3 sono state utilizzare come
misure di esposizione per la valutazione di impatto sanitario con counterfactual
pari rispettivamente a 10 e a 70 µg/m3.
Il numero degli eventi in eccesso è stato calcolato seguendo
la metodologia prevista nel software AirQ distribuito
dall’OMS.
Risultati: Solamente i comuni di Ascoli
Piceno, Macerata e San Benedetto del Tronto sono riusciti a rispettare
il vincolo di 40 µg/m3 imposto dalla
direttiva 99/30/EC e dalle norme nazionali sulla media annuale del PM10.
Relativamente all’O3, sono stati
riscontrati valori superiori a 70 µg/m3
in 2 dei 3 comuni per i quali sono stati sistematicamente raccolti i
dati relativi a questo agente. Sono risultati complessivamente
attribuibili a concentrazioni di PM10 superiori
a 10 µg/m3 113 decessi per tutte le
cause, dei quali 76 per cause cardiovascolari e 18 per cause
respiratorie, oltre a 107 ricoveri per cause cardiache e a 140 per
cause respiratorie. L’impatto dell’O3
è risultato piuttosto marginale.
Conclusione: I risultati hanno mostrato
che nel 2006 il peso del PM10 è stato
consistente sia in termini di decessi (113 per tutte le cause) che di
ricoveri ospedalieri (107 per cause cardiache e 140 per cause
respiratorie), mentre quello dell’O3
è stato piuttosto marginale. Questi risultati offrono un
nuovo, seppur modesto, contributo che potrebbe sensibilizzare
ulteriormente i decisori politici al problema
dell’inquinamento atmosferico. Si sottolinea, infine, la
necessità di continuare a monitorare l’impatto
sanitario degli inquinanti atmosferici nella regione Marche anche allo
scopo di valutare l’efficacia delle azioni intraprese per
affrontare queste tematiche. (Testo
integrale).
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PROGETTO
DI SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA RAPIDA DEL CNESPS (ISS)
SEGNALAZIONE DI ECCESSI DI
MORTALITA’ GENERALE AD
ANCONA - Prime valutazioni -
Introduzione
e obiettivi:
Nell’ambito del progetto di sorveglianza epidemiologica
rapida
avviato dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e
Promozione della Salute (CNESPS) dell’Istituto Superiore di
Sanità (ISS), in collaborazione con il Centro per la
prevenzione
e il controllo delle malattie (Ccm) del Ministero della Salute, sono
stati recentemente resi noti i dati di mortalità nelle 21
città capoluogo di regione/provincia autonoma relativi al
trimestre ottobre-dicembre 2007.
Gli obiettivi che si intendono perseguire con la presente comunicazione
sono:
- descrivere l’andamento mensile e stagionale della
mortalità nella città di Ancona,
nell’anno 2007,
evidenziando eventuali anomalie di incidenza dei decessi in uguali
periodi temporali dell’anno precedente;
- confrontare, con le opportune cautele dovute a limiti metodologici, i
dati di mortalità, dell’ultimo trimestre
dell’anno
2007, tra le 21 città capoluogo di provincia/regione
inserite
nel progetto di sorveglianza epidemiologica rapida condotto dal
CNESPS-ISS.
- formulare ipotesi eziologiche, da verificare eventualmente con
successive indagini epidemiologiche, per cercare di spiegare la
possibile associazione tra esposizione a fattori di rischio ambientale
e variazioni della mortalità generale.
Risultati.
L’analisi degli indicatori epidemiologici di
mortalità ha
evidenziato un incremento statisticamente significativo dei decessi nei
residenti in Ancona, di tutte le età e dei soli ultra
sessantacinquenni, in alcuni mesi del 2007 (marzo e dicembre) e nel
trimestre ottobre-dicembre 2007, rispetto all’anno
precedente.
Nel mese di dicembre 2007, la mortalità in Ancona si
è
attestata sui valori più elevati fatti riscontrare nelle
città capoluogo di provincia/regione inserite nel progetto
di
sorveglianza.
Discussione.
L’incremento della mortalità generale
nell’ultimo
trimestre del 2007 potrebbe essere stato associato alla presenza di
temperature invernali più rigide rispetto al 2006 e alla
media
storica degli ultimi quarant’anni. L’ipotesi di un
aumento
delle emissioni degli inquinanti aerodispersi a seguito del maggior
utilizzo degli impianti di riscaldamento per il clima meno mite, e
quindi un eccesso di mortalità per inquinamento atmosferico,
non
sembra trovare riscontro nei valori delle concentrazioni medie
giornaliere di PM10 che sono risultate inferiori se confrontate con
quelle del periodo corrispondente dell’anno precedente.
. (Testo
integrale).
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INDAGINE
EPIDEMIOLOGICA PRESSO LA POPOLAZIONE RESIDENTE A FALCONARA MARITTIMA E
COMUNI LIMITROFI
Risultati
(Primo
rapporto)
La
complessa indagine epidemiologica presso le
popolazioni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montenmarciano,
comuni della
Provincia di Ancona, ha prodotto i primi risultati. Si è
studiato se abitare
più tempo vicino alla Raffineria API di Falconara comporti
un aumento di
rischio per alcuni tipi di tumore. L’indagine ha evidenziato
un aumento, non
statisticamente significativo, della mortalità per linfomi e
leucemie nelle
donne, e un rischio più marcato, prossimo alla
significatività, nelle persone
(uomini e donne) che hanno vissuto più a lungo nei pressi
della
Raffineria ed
in particolare le casalinghe, i pensionati e i non occupati.
E' stata indagata la mortalità nel periodo 1994-2003
attraverso
l’intervista di 348 cittadini, su 531 individuati, che hanno
generosamente
offerto la loro collaborazione e lo sforzo organizzativo delle
strutture
mediche e amministrative. L’indagine avviata su richiesta dei
cittadini della
zona è stata promossa dalla Regione Marche ed è
stata condotta dalla Unità (SC)
di Epidemiologia Descrittiva e Programmazione Sanitaria della
Fondazione IRCCS
“Istituto Nazionale dei Tumori” di Milano in
collaborazione con il Servizio di
Epidemiologia Ambientale del Dipartimento di Ancona
dell’Agenzia Regionale
Protezione Ambientale Marche (ARPAM) e con le amministrazioni locali.
Il
sospetto di un eccesso di mortalità è
qualitativamente supportato da una serie
di evidenze, ma l’incompleta adesione allo studio
può aver determinato una
sovrastima del rischio di morte così da renderne incerta la
valutazione
quantitativa. Per una valutazione più precisa del rischio
delle popolazioni
interessate è necessario un supplemento di indagine su nuovi
obiettivi in grado
di considerare: a) la storia residenziale di un più alto
numero di soggetti e
la loro esposizione per quartiere, b) i decessi negli anni
più recenti; c) la
tipologia dei tumori con approfondimenti biomolecolari, affrontati in
uno
studio ad hoc dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
E’ certo che già da
subito, nell’interesse
generale della
salute della popolazioni e con il concorso di tutti, debbano essere
promossi:
1) interventi di prevenzione primaria, riducendo drasticamente il
rischio di
esposizione agli inquinanti atmosferici prodotti dalla Raffineria,
presumibilmente responsabili degli eventi osservati, e 2) il costante
controllo
sanitario e la sorveglianza ambientale nelle aree studiate.
(Testo
integrale).
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RICOVERI
OSPEDALIERI PER ASMA DEI
BAMBINI RESIDENTI NEL COMUNE DI FALCONARA MARITTIMA
Introduzione
e obiettivi: Gli effetti dannosi sulla salute
dell’inquinamento atmosferico sono ormai definitivamente provati. I
bambini insieme agli anziani ed agli ammalati sono i soggetti più
vulnerabili agli aggressori chimici presenti nell’aria contaminata. I
principali sintomi nei bambini esposti ad alte concentrazioni di
polveri fini e ozono sono i disturbi dell’apparato respiratorio ed in
particolare l’aggravamento e lo scatenamento di crisi asmatiche. Data
la preoccupante situazione della qualità dell’aria nell’area “AERCA” ed
in assenza di dati più precisi si è indagata la situazione dei ricoveri
ospedalieri per asma dei bambini residenti a Falconara Marittima.
Risultati.
Nei comuni dell’AERCA ed in altri comuni marchigiani sono stati
rilevati importanti eccessi di primi ricoveri di bambini per asma. Il
trend negli ultimi anni, forse a seguito di una reale diminuzione
dell’occorrenza delle crisi asmatiche o per il miglioramento delle
tecniche diagnostiche e dei trattamenti terapeutici in grado di
prevenire e affrontare più efficacemente gli attacchi gravi che
richiedono il ricovero ospedaliero, sembra evidenziare una tendenziale
riduzione.
Discussione.
Questi risultati, pur non offrendo spiegazioni sul nesso causale,
impongono conferme e approfondimenti ulteriori e comunque indirizzano
verso politiche finalizzate al miglioramento della qualità dell’aria.
. (Testo
integrale).
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TREND
DI EVENTI SANITARI NELLA REGIONE MARCHE
- Aggiornamento 2008 -
(Estratto
dagli "Atlanti Regionali di Epidemiologia Ambientale" v. 6 rev. 0 2008)
Introduzione
e obiettivi:
Si presentano i trend regionali di mortalità e di morbosità (primi
ricoveri ospedalieri per causa) con i dati aggiornati al 2003 per la
mortalità e al 2007 per la morbosità. I trend calcolati con il software
""Joinpoint v. 3.3.1 aprile 2008" elaborato da Kim HJ, Fay MP, Feuer
EJ, Midthune DN per il Natiotal Cancer Institute di Bethesda
rappresentano le rette di regressione dei tassi standardizzati diretti
degli eventi sanitari.
Sono descritti sinteticamente anche i numerosi limiti della procedura
ai fini dell'interpretazione delle tavole presentate.
Risultati.
In generale si rileva la prosecuzione della tendenza alla riduzione dei
tassi standardizzati per tutte le cause e per tutti i tumori nella
regione Marche per entrambi i due eventi indagati. Non tutte le
patologie seguono tuttavia questa tendenza come ad esempio il tumore
del pancreas, della pleura, i sarcomi dei tessuti molli, alcuni tumori
del sistema emolinfopoietico, ed altre neoplasie.
Discussione.
Ogni evento
necessita comunque di un esame più approfondito, cosa che può essere
fatta utilizzando gli Atlanti di Epidemiologia Ambientale, e potrebbe
essere di grande aiuto poter confrontare queste evidenze con i
dati disponibili a livello nazionale derivati magari da archivi più
rappresentativi ed esaustivi (es. registri di patologia).
. (Testo
integrale).
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INDAGINE
EPIDEMIOLOGICA PRESSO LA POPOLAZIONE RESIDENTE A FALCONARA MARITTIMA E
COMUNI LIMITROFI - RAPPORTO FINALE
Risultati
Il
presente rapporto integra il
rapporto preliminare aggiungendo i risultati di alcune analisi
statistiche ed in particolare affinando l'indagine su alcuni
sottogruppi di arruolati su cui erano disponibili informazioni sulla
distanza delle residenze dalle linee elettriche ad alta tensione. Nel
sottogruppo dei soggetti residenti continuativamente per almeno 10 anni
nei tre comuni e con una attività comportante una maggiore permanenza
nel domicilio (disoccupati/pensionati/casalinghe) il rischio
di
morte per tumori del tessuto emolinfopoietico risulta associato alla
prossimità della residenza alla raffineria con significatività
statistica.
(Testo
integrale).
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INQUINAMENTO
ATMOSFERICO E RICOVERI OSPEDALIERI PER CARDIOPATIA ISCHEMICA (angina)
UN APPROCCIO CASE-CROSSOVER. ANCONA E PESARO, 2004-2007
Numerosi studi
epidemiologici e sperimentali hanno
dimostrato l’associazione tra l’esposizione agli inquinanti atmosferici
e la
comparsa di effetti negativi sulla salute. L’apparato cardiovascolare è
interessato con comparsa di segni di infiammazione sistemica e con
effetti
sulla contrattilità arteriosa, sulla genesi di trombi, sulla
generazione e
stabilità delle placche arteriosclerotiche e sulla comparsa di disturbi
del
ritmo cardiaco.
Con un approccio epidemiologico di tipo “case-crossover” è
stato valutato tra i residenti delle due maggiori città delle Marche
l’incremento del rischio di ricovero ospedaliero per la diagnosi
principale
“angina pectoris” (ICD IX: 413) nei giorni con maggiore presenza di
particolato
fine (PM10) nell’aria. Tale incremento percentuale del
rischio è risultato pari al
7,0% (IC 95%, da 0,4 a 14,1), per aumenti del PM10
pari a 10 µg/m3 per esposizioni nel giorno
dell’evento e al 6,6% (IC
95%, da -0,3 a 14,1) (IC 90%, da 0,4 a 12,5)
per esposizioni
nel giorno precedente l’evento. Analizzando i ricoverati per genere ed
età i
maggiori incrementi sono stati a carico dei soggetti di ambo i sessi
nella
classe di età 15-64 anni per esposizioni il giorno prima del ricovero.
(Testo
integrale).
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