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REPORT REGIONALE DELLA QUALITÀ DELL'ARIA 2015-2018

Nella Relazione dell'ARPAM tutti i dati sulla qualità dell'aria 2015-2018. Confermato il trend positivo: nella regione Marche il cielo è blu.

Il rapporto completo è scaricabile alla pagina PUBBLICAZIONI
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[4.11.2019]
Il Report Regionale della Qualità dell’aria costituisce il documento con cui l’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente delle Marche (ARPAM) presenta i risultati ottenuti dalla Rete di Rilevamento della Qualità dell’Aria regionale; i dati presentati sono rilevati dagli strumenti installati presso le stazioni mobili (2) e fisse (17 stazioni dotate di 93 analizzatori), nonché da risultati di analisi di laboratorio per quanto riguarda alcuni parametri specifici, e rappresentano la sintesi dei dati elaborati quotidianamente  e messi a disposizione dei cittadini attraverso la pubblicazione nella apposita sezione del sito web dopo il processo di verifica e validazione.

aria stazioni

I RISULTATI

Il quadro di sintesi dello stato della qualità dell’aria ambiente delle Marche per il quadriennio considerato fornisce risultati positivi e nella maggioranza dei casi con trend in diminuzione rispetto alle  serie storiche.
In particolare, nell’anno 2018 i valori rilevati per PM10, PM2,5, Biossido (NO2), Monossido di Carbonio (CO), Benzene, Benzo(a)pirene e Metalli (Nichel, Arsenico e Cadmio e Piombo) non hanno fatto registrare superamenti dei valori medi (orari, giornalieri o annuali) previsti dalla normativa; nel caso della Anidride Solforosa (SO2) i valori rilevati negli anni 2017 e 2018 sono significativamente inferiori ai valori critici previsti per la protezione della vegetazione annuale e invernale.
Unica eccezione è rappresentata dal rilevamento della presenza di Ozono (O3), la cui criticità è confermata nei mesi estivi, sia con riferimento ai valori obiettivo per la protezione della salute umana (3 stazioni) e della vegetazione (2 stazioni rurali). Nel corso dell’anno 2018 non sono tuttavia stati registrati superamenti  della soglia di informazione e quindi anche di allarme, in miglioramento rispetto agli anni precedenti.

aria superamenti
Un dato interessante contenuto nella relazione 2015-2018 è la visione panoramica fornita dall’analisi, per taluni inquinanti,  del “giorno tipo” e dell’ “anno tipo”, rappresentazioni che mostrano rispettivamente il profilo giornaliero o annuale della concentrazione di un inquinante ottenuto per mezzo della media dei valori in un determinato periodo.
Il  “giorno tipo” per il PM10, PM2,5, NO2 e O3, calcolato per ciascun anno dal 2015 al 2018 come valore medio orario su base annua della concentrazione dell’inquinante, mostra un andamento a due picchi rilevati rispettivamente nelle fasce orarie 9-11 e 20-22,  caratteristiche del ciclo delle emissioni da traffico, come espressione del pendolarismo della città, e da riscaldamento domestico nel periodo invernale. L’andamento dell’ozono è, come noto, determinato dalla presenza della radiazione solare durante il giorno e dal suo consumo per effetto della presenza degli ossidi di azoto durante le ore notturne.
L’analisi dell’ “anno tipo” mostra per il PM10, PM2.5 e NO2  livelli di concentrazione più alta nei mesi invernali, mentre i valori minimi sono in corrispondenza dei mesi estivi. Tale andamento è dovuto alla maggiore emissione delle sorgenti di combustione domestica durante l’inverno nonché dalla presenza di condizioni meteoclimatiche più sfavorevoli alla diluizione degli inquinanti durante tale periodo.

La relazione, completata con quadri specifici dei valori di concentrazione rilevati e grafici annuali sull’andamento di ciascun inquinante, riporta infine, per ogni analizzatore, i dati disponibili per le elaborazioni e la loro percentuale di funzionamento.

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