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REPORT SUI CORPI IDRICI MARINO-COSTIERI 2015-2017

La relazione ARPAM sul monitoraggio 2015-2017 conferma lo stato ecologico apprezzabile del litorale marchigiano. Lungo le coste del Monte S. Bartolo e del Promontorio del Conero i più elevati valori naturalistici e peculiarità biologiche.

Il rapporto completo è scaricabile alla pagina PUBBLICAZIONI
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 [4.11.mare rete monitoraggio2019] La Direttiva della Comunità Europea 2000/60/CE “Direttiva Quadro sulle Acque” ha istituito un quadro di riferimento per l’azione comunitaria in materia di protezione delle acque, prendendo in considerazione, tra l’altro anche le acque marino-costiere.
Riguardo la caratterizzazione e gestione degli ambienti acquatici, l’attuazione della Direttiva e dei successivi decreti nazionali di recepimento, prevede la definizione di
obiettivi ecologici sulla base dello stato delle comunità animali e vegetali e, nel complesso, degli ecosistemi. Il valore di riferimento per l’espressione del giudizio di qualità è quindi rappresentato dalla naturalità dell’ecosistema e delle comunità biotiche che in esso vivono.
L’area marino costiera marchigiana, sviluppata sulla lunghezza di 173 chilometri, è soggetta a pressioni  antropiche non trascurabili, dovute principalmente all’intensa presenza turistica nel periodo estivo, e caratterizzata dallo sbocco al mare della quasi totalità dei corsi d’acqua presenti nella regione tramite foci non ramificate che non sporgono sensibi
lmente dal profilo generale della costa. Allo stesso modo, il tratto settentrionale della regione risente dell’influenza dell’apporto al mare dato dalla foce del fiume Po.
La “Relazione triennale sulla qualità dei corpi idrici marino costieri 2015-2017 della regione Marche”, appena pubblicata dall’ARPAM, fornisce i risultati dei rilievi compiuti nel triennio sugli 11 transetti individuati per il monitoraggio operativo, ciascuno suddiviso in diverse stazioni dedicate alla ricerca di elementi utili a determinare lo stato ecologico e chimico di ciascun corpo idrico.

LO STATO ECOLOGICO
Lo stato ecologico rappresenta l’espressione della complessità degli ecosistemi acquatici, della natura fisica e chimica delle acque e dei sedimenti, delle caratteristiche del flusso idrico e della struttura fisica del corpo idrico, considerando però prioritario lo stato degli elementi biotici dell’ecosistema.
Nella regione Marche, le cui acque costiere non presentano macroalghe e angiosperme, gli elementi biologici utilizzati per descrivere lo stato ecologico degli ecosistemi sono il fitoplancton e i macroinvertebrati bentonici, messi inoltre a confronto con parametri idromorfologici, chimici e chimico-fisici al fine di ottenere un esaustivo quadro di insieme.mare ecologico
Nel triennio 2015-2017 entrambi i parametri riferiti al fitoplancton e ai macroinvertebrati bentonici confermano i buoni risultati del triennio precedente, registrando un miglioramento più sensibile del primo parametro, che passa in 8 stazioni su 10 dalla classe sufficiente a quella elevata; la medesima classificazione (elevata) rimane complessivamente stabile per quanto riguarda invece i macroinvertebrati bentonici, che rappresentano un buon indicatore ambientale in quanto particolarmente sensibili a stress ambientali ed inquinanti chimici.
La classificazione tra buono e sufficiente di tutti gli altri parametri considerati (elementi fisico-chimici e chimici) determina per tutti i litorali marchigiani uno stato ecologico complessivo collocato in classe buona, con le sole eccezioni dei tratti Pesaro-Fano, Senigallia-Ancona e Numana-Porto Recanati, il cui stato ecologico risulta sufficiente.

LO STATO CHIMICO
Lo stato chimico è in qualche caso peggiorato rispetto al triennio precedente, per la presenza rilevata di alcuni metalli (piombo, cadmio e in qualche caso mercurio); tali superamenti, però, non sono stati confermati dai risultati ottenuti sui sedimenti e pertanto, nella maggioranza dei casi, lo stato chimico attribuito è BUONO.
Soltanto nei corpi idrici posti più a sud, e per il solo anno 2017, il superamento dello standard di qualità per la media di presenza di mercurio, rilevata anche sui sedimenti, ha determinato l’attribuzione dello stato NON BUONO. Nella considerazione del fatto che si tratta di una sostanza ubiquitaria in ambiente acquatico, attorno a questo parametro sono in via di sviluppo ulteriori indagini, allo scopo di valutarne l’effettivo livello di contaminazione e le possibili cause.

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