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MONITORAGGIO DEI LAGHI 2015-2017

I risultati del ciclo di monitoraggio triennale 2015-2017 confermano la qualità dei laghi delle Marche: al Mercatale il primato dello stato ecologico, obiettivo di buona qualità chimica raggiunto nella maggioranza degli invasi.

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 laghi rete monitoraggio[4.11.2019] Dei sette corpi idrici lacustri presenti nella rete di monitoraggio della regione, sono sei (Mercatale, Castreccioni, Gerosa, Fiastrone, Polverina e Borgiano) quelli monitorati dall’ARPAM nel triennio 2015-2017 tramite appositi siti di campionamento per la verifica dello stato di qualità.

Il Lago di Talvacchia, caratterizzato da un livello dell’acqua sempre molto basso con periodi di secca tra giugno e ottobre, non ha potuto essere monitorato per l’impossibilità di esecuzione dei prelievi secondo le periodicità programmate.

Tutti artificiali, i laghi marchigiani prevedono, per quanto riguarda la qualità biologica, l’analisi del fitoplancton, costituito da organismi fotosintetici (microalghe) che vivono in sospensione nelle acque lacustri; a supporto di questo si aggiunge la ricerca di parametri fisico-chimici lungo la colonna d’acqua e delle sostanze chimiche non prioritarie, utili a determinare la classe di qualità ecologica del corpo idrico.
A questo riguardo, si conferma la classificazione sufficiente dello stato ecologico dei laghi rilevata nel triennio precedente, ad eccezione del lago di Mercatale che ha registrato un miglioramento raggiungendo uno stato di qualità ecologica buono.

Per la determinazione dello stato chimico sono state analizzate, con monitoraggio trimestrale, le sostanze prioritarie previste dalla normativa. Nel triennio in esame, i laghi Castreccioni, Fiastrone, Borgiano e Polverina presentano uno stato chimico buono, raggiungendo l’obiettivo di buona qualità; nei restanti invasi Mercatale e Gerosa, appartenenti alla classe non buona, responsabile del mancato conseguimento dello stato buono è il mercurio, che in uno o più campioni ha presentato concentrazioni nella matrice acquosa superiori a quella massima ammissibile (SQA-CMA pari a 0,07 μg/l). Nella considerazione del fatto che si tratta di una sostanza ubiquitaria in ambiente acquatico, attorno a questo parametro sono in via di sviluppo ulteriori indagini allo scopo di valutarne l’effettivo livello di contaminazione e le possibili cause.


 

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